Contributi INPS Regime Forfettario 2026: Gestione Separata e Artigiani

1 marzo 2026·12 min read·Giuseppe Simoni

TL;DR: Gestione Separata: 26,07% sul reddito imponibile, senza minimali. Artigiani/Commercianti: contributo fisso + variabile, con riduzione 35% per tutti i forfettari o 50% per i nuovi iscritti (primi 36 mesi). I contributi si deducono dalla base imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva — questo è il collegamento fondamentale tra i due calcoli.

Contributi INPS nel Regime Forfettario: Panoramica delle Tre Gestioni

I contributi INPS nel regime forfettario sono una voce di costo fondamentale da considerare fin dall'apertura della partita IVA. A differenza dell'imposta sostitutiva, che segue regole uguali per tutti, i contributi previdenziali variano in modo significativo in base alla tua attività e all'ente a cui sei iscritto.

Nel regime forfettario esistono tre scenari previdenziali distinti:

  1. Gestione Separata INPS — per liberi professionisti senza cassa previdenziale propria (sviluppatori, consulenti, copywriter, grafici, e molte altre categorie)
  2. Gestione Artigiani e Commercianti INPS — per chi svolge attività artigianale o commerciale
  3. Casse Professionali — per le categorie iscritte a un ordine con cassa propria (avvocati, architetti, medici, commercialisti, ecc.)

Capire quale gestione si applica alla tua situazione — e quanto dovrai versare — è essenziale per pianificare il tuo netto effettivo. Vediamo ogni caso nel dettaglio con i dati aggiornati al 2026.


Gestione Separata INPS

La Gestione Separata è la gestione previdenziale INPS riservata ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non hanno una cassa previdenziale di categoria. In questa gestione rientrano la grande maggioranza dei forfettari: sviluppatori software, consulenti di marketing, copywriter, designer, formatori, coach, e in generale tutti i professionisti non iscritti a un albo con cassa propria.

Aliquota 2026: 26,07%

L'aliquota della Gestione Separata per i liberi professionisti nel 2026 è del 26,07% sul reddito imponibile. Il reddito imponibile, nel regime forfettario, è il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO (ad esempio 78% per i professionisti, 40% per il commercio).

I contributi Gestione Separata si deducono dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva. Questo riduce la base imponibile e, di conseguenza, anche le tasse dovute.

Nessun Minimale di Contribuzione

Uno degli aspetti più importanti — e spesso fraintesi — della Gestione Separata è che non esiste un minimale di contribuzione. Non devi versare una cifra fissa indipendentemente dal tuo reddito: paghi solo se produci reddito, e paghi in proporzione a quanto guadagni.

Se in un anno non hai fatturato nulla, non versi nulla alla Gestione Separata. Questo la distingue nettamente dalla gestione Artigiani e Commercianti, dove esiste invece un contributo fisso obbligatorio.

Massimale Contributivo 2026: 122.295 Euro

Esiste però un tetto massimo: il massimale contributivo 2026 è di 122.295 euro di reddito imponibile. Oltre questa soglia non si versano ulteriori contributi Gestione Separata. Per un forfettario con coefficiente al 78%, questo corrisponde a un fatturato di circa 157.000 euro — ben oltre il limite di 85.000 euro del regime forfettario — quindi in pratica il massimale non è mai rilevante per chi rimane nel forfettario.

Accredito Mesi Pensione: il Minimale 18.808 Euro

Esiste però un minimale di 18.808 euro (2026) che svolge un ruolo specifico e diverso dal calcolo del contributo: serve esclusivamente a determinare i mesi di contribuzione accreditati ai fini pensionistici.

  • Se il tuo reddito imponibile annuo è pari o superiore a 18.808 euro: ti vengono accreditati 12 mesi di contribuzione pensionistica
  • Se il reddito è inferiore a 18.808 euro: ti vengono accreditati mesi in proporzione al reddito effettivo

Questo minimale non ha nulla a che fare con l'importo dei contributi da versare: quello si calcola sempre sul reddito reale al 26,07%, senza eccezioni.

Esempi di Calcolo — Gestione Separata

Esempio 1: Consulente con fatturato 30.000 euro (coefficiente 78%)

VoceImporto
Fatturato30.000 €
Reddito imponibile (×78%)23.400 €
Contributi GS (26,07%)6.100 €
Base imposta sostitutiva (23.400 − 6.100)17.300 €
Imposta sostitutiva (15%)2.595 €
Netto disponibile21.305 €

Esempio 2: Consulente con fatturato 50.000 euro (coefficiente 78%)

VoceImporto
Fatturato50.000 €
Reddito imponibile (×78%)39.000 €
Contributi GS (26,07%)10.167 €
Base imposta sostitutiva (39.000 − 10.167)28.833 €
Imposta sostitutiva (15%)4.325 €
Netto disponibile35.508 €

Gestione Artigiani e Commercianti INPS

Se la tua attività è di natura artigianale o commerciale, sei iscritto alla Gestione INPS Artigiani (per chi produce o trasforma beni, esegue lavori su commissione) o alla Gestione Commercianti (per chi rivende beni o svolge attività di intermediazione). La struttura contributiva di queste due gestioni è molto simile tra loro.

Struttura: Contributo Fisso + Contributo Variabile

A differenza della Gestione Separata, qui i contributi si articolano in due componenti:

1. Contributo fisso sul minimale

Ogni iscritto alla gestione Artigiani o Commercianti deve versare un contributo fisso calcolato sul reddito minimale, indipendentemente dall'effettivo reddito prodotto. Questo contributo è dovuto anche se nell'anno non hai guadagnato nulla.

2. Contributo variabile sull'eccedente

Se il tuo reddito supera il minimale, paghi un contributo aggiuntivo proporzionale sulla parte eccedente.

ComponenteDescrizione
Contributo fissoSul reddito minimale — dovuto sempre
Contributo variabileSulla parte di reddito che supera il minimale

Gli importi specifici del contributo fisso e del minimale vengono aggiornati ogni anno dall'INPS con apposita circolare. Per il 2026 ti consigliamo di verificare i valori sul sito INPS o tramite il tuo CAF/consulente.

Riduzione del 35% per Tutti i Forfettari

Tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla gestione Artigiani o Commercianti hanno diritto alla riduzione del 35% sui contributi INPS. Questa agevolazione si applica sia al contributo fisso che al contributo variabile.

La riduzione non è automatica: devi richiederla espressamente presentando apposita domanda all'INPS (normalmente tramite il sito INPS o il CAF). Una volta accettata, la riduzione viene applicata a partire dall'anno successivo alla richiesta.

Attenzione: questa riduzione del 35% si applica esclusivamente alla gestione Artigiani e Commercianti. Non esiste nessuna riduzione analoga per la Gestione Separata.

Riduzione del 50% per Nuovi Iscritti (Novità 2025, Confermata 2026)

Dal 2025 è disponibile un'ulteriore agevolazione per i nuovi iscritti. Chi apre la partita IVA e si iscrive per la prima volta alla gestione Artigiani o Commercianti può richiedere la riduzione del 50% sui contributi INPS per i primi 36 mesi di attività.

Questa misura si è aggiunta alla precedente riduzione del 35%, creando un vantaggio contributivo significativo per chi inizia. Anche in questo caso la riduzione non è automatica: va richiesta all'INPS in fase di iscrizione o nei mesi successivi.

Scadenze di Versamento: 4 Rate Annue

Gli Artigiani e Commercianti versano i contributi in quattro rate distribuite nell'anno:

RataScadenza indicativaTipologia
1ª rataFebbraioAcconto contributo fisso
2ª rataMaggioAcconto contributo fisso
3ª rataAgostoAcconto contributo fisso
4ª rataNovembreConguaglio saldo anno precedente + acconto variabile

Le prime tre rate sono calcolate sulla base dell'anno precedente. Il conguaglio finale a novembre tiene conto del reddito effettivo dell'anno in corso (al momento della dichiarazione dei redditi).

Esempi di Calcolo — Artigiani e Commercianti con Riduzione 35%

I valori esatti dipendono dalle aliquote specifiche aggiornate dall'INPS per il 2026. Ecco la logica di calcolo:

Con fatturato 30.000 euro (ipotesi: reddito imponibile sotto il minimale)

Se il reddito imponibile è inferiore al minimale, paghi solo il contributo fisso (ridotto del 35%). Non c'è componente variabile.

Con fatturato 50.000 euro (ipotesi: reddito imponibile sopra il minimale)

Se il reddito supera il minimale, paghi il contributo fisso ridotto del 35% più la quota variabile sull'eccedente, anch'essa ridotta del 35%.

Per i calcoli precisi con i valori 2026 aggiornati, puoi usare il simulatore gratuito di Pyva che applica automaticamente le aliquote corrette e la riduzione percentuale applicabile alla tua situazione.


Casse Professionali

Se sei iscritto a un ordine professionale che ha una propria cassa previdenziale, i tuoi contributi non vanno all'INPS ma alla tua cassa di categoria. Anche nel regime forfettario rimani obbligatoriamente iscritto alla cassa del tuo ordine.

Le Principali Casse Professionali

CategoriaCassa Previdenziale
AvvocatiCassa Forense
Architetti e IngegneriINARCASSA
Medici e OdontoiatriENPAM
CommercialistiCNPADC
PsicologiENPAP
GeometriEPPI
Consulenti del LavoroENPACL
NotaiCassa Nazionale del Notariato
Altre categorieEPAP, FASC, ENASARCO, ecc.

Come Funzionano

Ogni cassa professionale ha le proprie regole, aliquote, minimali e scadenze, che possono differire significativamente da quelle INPS. Le regole variano non solo tra una cassa e l'altra, ma anche a seconda che tu sia iscritto come professionista esclusivo o in regime di doppia iscrizione.

In linea generale:

  • La base di calcolo è il reddito imponibile forfettario (fatturato × coefficiente ATECO)
  • Esistono spesso contributi minimi obbligatori indipendentemente dal reddito
  • Le scadenze di versamento sono stabilite da ogni cassa autonomamente

Cosa fare in pratica: se appartieni a una categoria con cassa propria, ti raccomandiamo di consultare direttamente il sito della tua cassa o il tuo commercialista di riferimento. Le regole cambiano ogni anno e solo la tua cassa può fornire i dati ufficiali aggiornati.


💡 L'Insight di Pyva: Tra gli Artigiani e Commercianti forfettari, la riduzione del 35% è la più sottovalutata. Non è automatica: va richiesta espressamente all'INPS con apposita domanda. Tra i nostri utenti con gestione A/C, una parte significativa — specialmente chi ha aperto la partita IVA da poco — non l'ha mai richiesta e sta pagando contributi pieni. Il risparmio è concreto: su un minimale contributivo di circa 4.500 euro annui, il 35% vale circa 1.575 euro in meno ogni anno. Pyva segnala questo nell'onboarding e applica la riduzione corretta nei calcoli non appena viene indicata la gestione di appartenenza.

Regime Forfettario e Pensione: Cosa Costruisci Versando i Contributi

Una domanda frequente tra i forfettari riguarda l'impatto dei contributi sulla pensione futura. La risposta è: i contributi versati nel regime forfettario contano e costruiscono posizione pensionistica, ma con modalità diverse a seconda della gestione.

Gestione Separata e Pensione

Il sistema contributivo INPS funziona così: ogni anno accumuli "montante contributivo" proporzionale ai contributi versati. Questo montante, rivalutato nel tempo, viene poi convertito in rendita pensionistica al momento del pensionamento.

Il minimale di 18.808 euro (2026) svolge qui un ruolo preciso: se il tuo reddito imponibile annuo raggiunge o supera questa soglia, ti vengono accreditati 12 mesi interi di contribuzione pensionistica. Se è inferiore, i mesi accreditati sono proporzionalmente inferiori.

Esempio: con un reddito imponibile di 9.404 euro (metà del minimale), ti vengono accreditati 6 mesi di contribuzione invece di 12.

Questo non cambia l'importo dei contributi da versare — che rimane sempre il 26,07% del reddito effettivo — ma determina quanti mesi di contribuzione risultano nel tuo estratto conto INPS.

Artigiani e Commercianti e Pensione

Per gli Artigiani e Commercianti il meccanismo è simile: i contributi versati, sia la parte fissa che quella variabile, si trasformano in montante contributivo che alimenta la futura pensione.

Un aspetto rilevante: la riduzione del 35% (o del 50% per i nuovi iscritti) riduce l'importo dei contributi versati e, di conseguenza, riduce anche il montante accumulato. Pagare meno contributi oggi significa accumulare meno per la pensione. È una scelta consapevole da valutare nel contesto della propria pianificazione finanziaria complessiva.

Una Nota sulla Previdenza Integrativa

Per via delle aliquote contributive relativamente contenute del regime forfettario, molti professionisti e artigiani scelgono di affiancare ai contributi obbligatori una forma di previdenza integrativa (fondi pensione aperti, PIP) per costruire una pensione adeguata. I versamenti a fondi pensione sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, anche per i forfettari che abbiano redditi da lavoro dipendente.


Come Pyva Calcola i Contributi INPS

Calcolare correttamente i contributi previdenziali nel regime forfettario non è banale: cambia in base alla gestione, all'aliquota, alle eventuali riduzioni e all'anno di attività. Un errore di calcolo può portare a versamenti sbagliati o a sorprese nelle rate di novembre.

Pyva gestisce tutto questo in automatico:

  • Rileva la tua gestione previdenziale dall'onboarding (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o Cassa Professionale)
  • Applica le aliquote 2026 aggiornate per ogni gestione
  • Calcola la riduzione 35% o 50% se sei Artigiano/Commerciante, senza che tu debba ricordarlo
  • Aggiorna il calcolo in tempo reale ogni volta che registri una nuova entrata
  • Genera il piano di versamenti con le scadenze delle rate, sia per la Gestione Separata che per Artigiani e Commercianti
  • Deduce automaticamente i contributi dalla base imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva

Niente fogli Excel, niente calcoli manuali, niente rischio di dimenticare una riduzione o applicare l'aliquota sbagliata.

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Approfondisci

Domande frequenti

Quanto si paga di contributi INPS nel regime forfettario?

Dipende dalla gestione. Con la Gestione Separata si paga il 26,07% sul reddito imponibile, senza minimali. Gli Artigiani e Commercianti pagano un contributo fisso sul minimale più una quota variabile sull'eccedente, con riduzione del 35% per tutti i forfettari.

Qual è la differenza tra Gestione Separata e Gestione Artigiani/Commercianti?

La Gestione Separata si applica ai professionisti senza cassa propria: nessun minimale, si paga solo sul reddito effettivo. Gli Artigiani e Commercianti hanno invece un contributo fisso obbligatorio anche a reddito zero, più un contributo variabile sull'eccedente del minimale.

I forfettari possono ridurre i contributi INPS?

Sì, ma solo gli Artigiani e Commercianti. Tutti i forfettari iscritti a questa gestione possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi. I nuovi iscritti nei primi 36 mesi possono accedere a una riduzione ancora più elevata del 50%, introdotta nel 2025.

Regime forfettario e pensione: i contributi versati contano?

Sì. I contributi versati alla Gestione Separata o alla gestione Artigiani/Commercianti confluiscono nel sistema contributivo INPS e generano posizione pensionistica. Per la Gestione Separata, ogni anno con reddito almeno pari a 18.808 euro permette l'accredito di 12 mesi di contribuzione.

Quando si pagano i contributi INPS nel regime forfettario?

Per la Gestione Separata i contributi si versano in acconto e saldo insieme all'imposta sostitutiva (giugno e novembre). Gli Artigiani e Commercianti pagano in quattro rate: febbraio, maggio, agosto e novembre, con le rate di acconto calcolate sull'anno precedente.