Regime Forfettario 2026: Guida Completa per Partite IVA

1 marzo 2026·11 min read·Cristian Caretti

TL;DR: Il regime forfettario 2026 è invariato rispetto al 2025: soglia 85.000 euro, imposta sostitutiva 15% (5% i primi 5 anni), acconti 50%+50%, nessuna IVA. Per un professionista a 50.000 euro di fatturato il netto disponibile è circa il 71% del lordo. Per un artigiano/commerciante con riduzione INPS può arrivare al 90%.

Cos'è il Regime Forfettario

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto per le partite IVA individuali con fatturato contenuto. Introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) e riformato nel 2019, è oggi la scelta più diffusa tra freelance, consulenti, artigiani e piccoli imprenditori italiani.

Il nome "forfettario" deriva dal meccanismo di calcolo del reddito: anziché sottrarre le spese reali dal fatturato, si applica un coefficiente di redditività forfettario che varia in base all'attività svolta. Questo rende la gestione fiscale molto più semplice e prevedibile rispetto al regime ordinario.

A differenza di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP — che nel regime ordinario si cumulano — nel forfettario tutto è sostituito da un'unica imposta al 15% (o al 5% per i primi cinque anni). La semplicità amministrativa, l'assenza di IVA e la tassazione ridotta lo rendono attrattivo per chi avvia un'attività o mantiene volumi contenuti.


Vantaggi e Svantaggi: Confronto con il Regime Ordinario

Prima di scegliere o confermare il regime, è utile confrontarlo con il regime ordinario su tutti i punti rilevanti.

AspettoRegime ForfettarioRegime Ordinario
Aliquota IRPEFNessuna (sostituita)23%–43% progressiva
Imposta sostitutiva15% (o 5% nuovi)Non applicabile
IVANon applicataApplicata e detraibile
Deduzioni spese realiNo (forfettarie)Sì, tutte
ContabilitàSemplificataOrdinaria
Fatturazione elettronicaObbligatoria per tuttiObbligatoria per tutti
Adatto aBasso fatturato, poche speseAlto fatturato, molte spese

Quando il forfettario conviene: quando le spese effettive sono basse (inferiori al coefficiente forfettario) e il fatturato resta entro la soglia degli 85.000 euro.

Quando può non convenire: se hai molte spese deducibili (collaboratori, attrezzature, affitti) che nel regime ordinario abbatterebbero significativamente il reddito imponibile, oppure se hai familiari a carico con detrazioni IRPEF rilevanti che nel forfettario non puoi sfruttare.


Chi Può Accedere: Panoramica dei Requisiti 2026

Per entrare o restare nel regime forfettario nel 2026 devi soddisfare tutti i requisiti previsti dalla Legge 190/2014. La violazione anche di uno solo comporta l'esclusione automatica.

I requisiti positivi principali sono: fatturato dell'anno precedente inferiore a 85.000 euro e redditi da lavoro dipendente (o assimilati) dell'anno precedente inferiori a 35.000 euro lordi. Chi apre per la prima volta la partita IVA non ha un fatturato precedente e può accedere direttamente al forfettario.

I requisiti negativi (cause di esclusione) includono la partecipazione di controllo in società di persone o SRL che svolgono attività simile, l'aver fatturato prevalentemente verso un ex datore di lavoro nei due anni precedenti, e la residenza fiscale fuori dall'Italia (con eccezioni per residenti UE/SEE con redditi prevalenti nel nostro Paese).

Per un'analisi completa di ogni requisito, soglie e casi particolari, consulta la guida dedicata: Requisiti Regime Forfettario 2026 — guida completa.


Coefficienti di Redditività per Codice ATECO

Il reddito imponibile nel regime forfettario non si calcola come fatturato meno spese. Si applica al fatturato un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO dell'attività. Il coefficiente rappresenta la quota di fatturato che si considera "reddito" ai fini fiscali.

Formula: Reddito imponibile = Fatturato × Coefficiente di redditività

Tipo di attivitàCodice ATECOCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande10–1140%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio45, 46, 47, 91–9340%
Commercio ambulante di prodotti alimentari47.8140%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82–8354%
Attività di alloggio, ristorazione e bar55–5640%
Costruzioni e attività immobiliari41–43, 6886%
Intermediari del commercio46.162%
Attività professionali, scientifiche e tecniche64–66, 69–75, 85–88, 90, 92, 94–9978%
Altre attività economicheRestanti codici67%

Il coefficiente è stabilito dalla Legge 190/2014 e non è modificabile. Se svolgi più attività con codici ATECO diversi, si applica il coefficiente dell'attività prevalente per fatturato.

Esempio pratico — coefficienti a confronto

ProfiloFatturatoCoefficienteImponibile
Consulente marketing (73.11)50.000 €78%39.000 €
Artigiano idraulico (43.22)50.000 €86%43.000 €
Negoziante abbigliamento (47.71)50.000 €40%20.000 €

Il commerciante paga meno tasse sul reddito imponibile perché il coefficiente basso presuppone costi di acquisto della merce elevati — già "forfettariamente" considerati.


Imposta Sostitutiva: 15% e 5%

L'imposta sostitutiva è il cuore della tassazione forfettaria. Sostituisce integralmente IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Esistono due aliquote:

SituazioneAliquota
Regime standard (dal 6° anno di attività)15%
Nuova attività (primi 5 anni)5%

Condizioni per ottenere l'aliquota agevolata al 5%

Per beneficiare dell'aliquota ridotta nei primi cinque anni devi rispettare tre condizioni cumulative:

  1. Non aver esercitato la stessa attività — o un'attività affine — nei tre anni precedenti, nemmeno come dipendente o in modo autonomo occasionale
  2. L'attività non deve essere la mera prosecuzione di una precedente esercitata da un'altra persona fisica (es. acquisizione di uno studio professionale)
  3. Se prosegui l'attività di un'impresa preesistente, il fatturato di quell'impresa nell'anno precedente non deve superare 85.000 euro

Il conteggio dei cinque anni decorre dall'anno di apertura della partita IVA, anche se l'attività non è ancora a pieno regime. La base normativa è l'art. 1, comma 65, della Legge 190/2014.

Acconti e saldo: come si paga nel 2026

Le imposte si versano tramite modello F24 con questi codici tributo specifici per il forfettario:

CodiceDescrizioneQuando
1790Saldo imposta sostitutivaGiugno (proroga luglio +0,40%)
1791Prima rata accontoGiugno, insieme al saldo
1792Seconda rata accontoNovembre

Gli acconti dal 2026 si versano in due rate uguali del 50% ciascuna (D.Lgs. 1/2024, art. 8 — non più la vecchia ripartizione 40%+60%).

Per il dettaglio del calcolo delle tasse, degli acconti e del modello F24 precompilato, consulta: Calcolo Tasse Regime Forfettario — guida pratica.


IVA nel Regime Forfettario

I forfettari sono completamente esenti da IVA: non la addebitano ai clienti, non la detraggono sugli acquisti e non presentano la dichiarazione IVA annuale né le liquidazioni periodiche. Questa esenzione è il vantaggio più evidente per chi lavora con privati o con clienti che non necessitano di detrazione.

Il principale svantaggio riguarda gli acquisti: l'IVA pagata ai fornitori non è recuperabile, quindi diventa un costo aggiuntivo rispetto a un collega in regime ordinario. Attenzione anche alla soglia di 10.000 euro per acquisti da fornitori UE: superarla obbliga ad applicare il reverse charge e a presentare il modello INTRA.

Per tutto ciò che riguarda fatture, dicitura obbligatoria, acquisti intracomunitari e reverse charge, leggi la guida dedicata: IVA nel Regime Forfettario — tutto quello che devi sapere.


Contributi INPS nel Forfettario

Oltre all'imposta sostitutiva, i forfettari devono versare i contributi previdenziali. La gestione varia in base all'attività.

I professionisti senza cassa (sviluppatori, consulenti, copywriter, ecc.) sono iscritti alla Gestione Separata INPS e versano il 26,07% del reddito imponibile, senza alcun contributo fisso minimo. Non esiste un minimale di contribuzione: si paga solo sul reddito effettivo. Il minimale di 18.808 euro (2026) rileva solo per l'accredito dei mesi di pensione, non per il calcolo dell'importo da versare.

Gli artigiani e commercianti iscritti all'INPS pagano un contributo fisso sul minimale più una quota percentuale sul reddito eccedente. Tutti i forfettari in questa gestione possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi. Per chi si iscrive per la prima volta, è prevista una riduzione aggiuntiva del 50% nei primi 36 mesi (novità 2025, confermata nel 2026).

Per il calcolo preciso dei contributi nelle diverse gestioni (Gestione Separata, Artigiani/Commercianti, Casse Professionali), leggi: Contributi INPS Regime Forfettario — guida completa.


Regime Forfettario e Lavoro Dipendente

Puoi avere sia un contratto da dipendente che una partita IVA in regime forfettario. La condizione è che i redditi da lavoro dipendente dell'anno precedente non superino 35.000 euro lordi (inclusi i redditi assimilati: co.co.co., borse di studio, ecc.). Questo limite si verifica sull'anno precedente, non su quello in corso.

I due redditi non si sommano ai fini IRPEF: il reddito forfettario è tassato separatamente con l'imposta sostitutiva. Puoi continuare a presentare il 730 per le detrazioni da lavoro dipendente (spese mediche, mutuo, familiari a carico), ma queste si applicano solo sul reddito da dipendente, non su quello forfettario.

Per i casi particolari (pensionati, part-time, cambio datore di lavoro in corso d'anno), consulta la guida dedicata: Regime Forfettario e Lavoro Dipendente — guida completa.


Esempio di Calcolo Netto Completo

Vediamo come si determina il netto annuo per due profili tipo, entrambi al 6° anno di attività (aliquota 15%).

Profilo A — Professionista, Gestione Separata

Dati: Fatturato 50.000 €, coefficiente 78%, INPS Gestione Separata 26,07%

VoceImporto
Fatturato lordo50.000 €
Reddito imponibile (×78%)39.000 €
Contributi INPS GS (26,07% su 39.000)− 10.167 €
Base imposta sostitutiva (39.000 − 10.167)28.833 €
Imposta sostitutiva (×15%)− 4.325 €
Netto disponibile35.508 € (71% del fatturato)

💡 L'Insight di Pyva: Nella nostra piattaforma, la sezione che gli utenti consultano di più immediatamente dopo il primo accesso è il simulatore what-if: inseriscono il fatturato previsto e vogliono vedere subito il netto in tasca. La prima sorpresa ricorrente è proprio la differenza tra coefficiente 78% (professionisti) e 40% (commercianti) sullo stesso fatturato — a parità di ricavi, il carico fiscale può essere quasi doppio.

Profilo B — Artigiano, con riduzione INPS 35%

Dati: Fatturato 40.000 €, coefficiente 86%, INPS Artigiani con riduzione 35%

VoceImporto
Fatturato lordo40.000 €
Reddito imponibile (×86%)34.400 €
Contributi INPS (stimati con rid. 35%)− 3.800 €
Base imposta sostitutiva (34.400 − 3.800)30.600 €
Imposta sostitutiva (×15%)− 4.590 €
Netto disponibile31.610 € (79% del fatturato)

Con l'aliquota al 5% (nuova attività), il Profilo A porterebbe il netto a circa 38.300 euro, pari al 77% del fatturato.


Novità 2026

Le principali novità e conferme in vigore per l'anno fiscale 2026:

  • Acconti 50%+50%: dal D.Lgs. 1/2024 (art. 8) gli acconti si versano in due rate uguali. La vecchia regola del 40%+60% non si applica più ai forfettari
  • Riduzione INPS 50% per nuovi iscritti: confermata anche nel 2026 per i nuovi iscritti alla gestione Artigiani/Commercianti nei primi 36 mesi (misura introdotta nel 2025)
  • Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti: l'obbligo è esteso a tutti i forfettari indipendentemente dal volume di fatturato (già in vigore per chi supera 25.000 euro dal 2024)
  • Soglie invariate: le soglie di 85.000 euro (uscita anno successivo) e 100.000 euro (uscita immediata con obbligo IVA) restano confermate
  • Massimale Gestione Separata: 122.295 euro — superato questo importo di reddito non si versano ulteriori contributi GS
  • Minimale GS 2026: 18.808 euro — rilevante solo per l'accredito dei mesi di pensione, non per il calcolo dei contributi dovuti

Per l'analisi completa delle modifiche normative, leggi: Novità Regime Forfettario 2026 — tutte le modifiche.


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Domande frequenti

Qual è il limite di fatturato per il regime forfettario 2026?

Il limite è 85.000 euro annui. Se lo superi, esci dal regime dall'anno successivo. Se superi i 100.000 euro nel corso dell'anno, l'uscita è immediata: sei obbligato ad applicare l'IVA da quella fattura in poi, senza attendere l'anno successivo.

Quanto si paga di tasse con il regime forfettario?

Paghi un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente ATECO). Per i primi 5 anni di nuova attività l'aliquota scende al 5%. A questo si aggiungono i contributi INPS o alla cassa professionale di riferimento.

Quali sono i requisiti per il regime forfettario 2026?

I requisiti principali: fatturato anno precedente sotto 85.000 euro, redditi da lavoro dipendente sotto 35.000 euro lordi, nessuna partecipazione di controllo in società di persone, non aver fatturato oltre il 50% verso un ex datore di lavoro nei 2 anni precedenti.

Si paga l'IVA nel regime forfettario?

No. I forfettari sono totalmente esenti da IVA: non la addebitano ai clienti, non la detraggono sugli acquisti e non presentano la dichiarazione IVA annuale. In fattura va inserita la dicitura di esenzione prevista dalla Legge 190/2014.

Come si calcola il reddito imponibile nel forfettario?

Si moltiplica il fatturato per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO. Esempio: un professionista (coeff. 78%) con 40.000 euro di fatturato ha un imponibile di 31.200 euro. Su questo si calcolano imposta sostitutiva e contributi INPS.

Regime forfettario e lavoro dipendente: si può fare?

Sì, è possibile avere sia un contratto da dipendente che una partita IVA forfettaria, a condizione che i redditi da lavoro dipendente dell'anno precedente non superino 35.000 euro lordi. I due redditi non si sommano ai fini IRPEF.