Aprire Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa Passo per Passo

4 marzo 2026·17 min read·Cristian Caretti

Vuoi aprire la partita IVA forfettaria nel 2026 e non sai da dove cominciare? Sei nel posto giusto. Questa guida copre tutto nell'ordine in cui serve: requisiti, codice ATECO, modello AA9/12, iscrizione INPS e obblighi concreti dal primo giorno.

Niente giri di parole. Solo i passi che servono.

TL;DR: Il regime forfettario conta oltre 2 milioni di contribuenti in Italia (MEF, 2024). Si apre gratuitamente con il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio attività. L'aliquota va dal 5% al 15% su un imponibile ridotto dal coefficiente ATECO. L'iscrizione INPS è obbligatoria entro gli stessi 30 giorni.


Cos'è la partita IVA forfettaria e chi può aprirla

Introdotto dalla Legge 190/2014 (commi 54-89), il regime forfettario conta oltre 2 milioni di contribuenti in Italia (MEF, 2024) ed è il regime fiscale agevolato più diffuso tra i lavoratori autonomi. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP con un'unica imposta sostitutiva del 15% — o del 5% per i primi 5 anni — calcolata non sull'intero fatturato ma su una quota ridotta determinata dal codice ATECO.

I vantaggi concreti:

  • Aliquota fissa al 15% (5% per le nuove attività) al posto degli scaglioni IRPEF progressivi
  • Esonero totale dall'IVA: non la applichi, non la versi, non la detrai
  • Contabilità semplificata: niente registri IVA, niente liquidazioni periodiche
  • Niente IRAP nella grande maggioranza dei casi
  • Fatturazione elettronica obbligatoria via SDI

Vale la pena notare che il forfettario non è adatto a tutti. Se hai costi elevati o collaboratori, il regime ordinario può risultare più conveniente. Conviene sempre fare un confronto prima di aprire.

Chi può accedere

Il forfettario è riservato alle persone fisiche che rispettano tutti questi requisiti contemporaneamente:

RequisitoCondizione 2026
Ricavi/compensi anno precedenteSotto 85.000 euro
Reddito da lavoro dipendente (anno precedente)Sotto 35.000 euro lordi
Partecipazioni in società di persone con attività analogaNon ammesse
Controllo diretto di SRL con attività analogaNon ammesso
Spese per collaboratori e dipendentiSotto 20.000 euro lordi
ResidenzaItalia (o UE/SEE con reddito prevalente in Italia)

Chi è escluso

  • Chi ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro lordi nell'anno precedente
  • Chi controlla una SRL che svolge attività economicamente analoga alla propria
  • Chi partecipa in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari con attività analoga
  • Chi ha superato i 100.000 euro di ricavi nell'anno in corso: uscita immediata, obbligo IVA da subito
  • Società di qualsiasi tipo (il forfettario è solo per persone fisiche)

Se superi 85.000 euro di ricavi, esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi 100.000 euro nell'anno stesso, esci immediatamente con obbligo di IVA.

Il regime forfettario, introdotto dalla Legge 190/2014, prevede che i contribuenti con ricavi inferiori a 85.000 euro annui possano applicare un'imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di nuova attività) in luogo di IRPEF, addizionali e IRAP. La base imponibile è determinata forfettariamente applicando al fatturato un coefficiente di redditività compreso tra il 40% e l'86%, variabile per categoria ATECO (Legge 190/2014, commi 54-89).

Per tutti i dettagli sui requisiti e le cause di esclusione, leggi: Requisiti regime forfettario 2026.


Come scegliere il codice ATECO e il coefficiente di redditività

Il codice ATECO non è una formalità burocratica. Determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del tuo fatturato su cui pagherai le tasse. Con lo stesso fatturato di 30.000 euro, un commerciante al dettaglio paga circa 1.800 euro di imposta sostitutiva mentre un consulente tecnico ne paga quasi 3.510 — il doppio, solo per effetto del coefficiente diverso.

Come funziona il coefficiente

Il forfettario non tassa tutto il tuo fatturato. Prima lo riduce applicando il coefficiente di redditività, che stima forfettariamente la quota di reddito al netto dei costi:

Imponibile forfettario = Ricavi annui × Coefficiente di redditività

Coefficienti di redditività per categoria ATECO nel regime forfettario 2026 Coefficiente di redditività per categoria ATECO (2026) Costruzioni / Immobiliare 86% Professioni tecniche / scientifiche 78% Altre attività (residuale) 67% Intermediari del commercio 62% Commercio ambulante 54% Commercio dettaglio / Ristorazione 40%
Fonte: Legge 190/2014, Allegato 4 — coefficienti di redditività per il regime forfettario 2026

Esempio numerico con 30.000 euro di ricavi

Stesso fatturato, due attività diverse. La differenza è netta.

Consulente IT (ATECO 62.01 — coefficiente 78%):

Imponibile = 30.000 × 78% = 23.400 euro Imposta sostitutiva 5% (primo quinquennio) = 23.400 × 5% = 1.170 euro Imposta sostitutiva 15% (regime a regime) = 23.400 × 15% = 3.510 euro

Commerciante al dettaglio (ATECO 47.xx — coefficiente 40%):

Imponibile = 30.000 × 40% = 12.000 euro Imposta sostitutiva 15% = 12.000 × 15% = 1.800 euro

Lo stesso fatturato genera quasi il doppio di imposta nel primo caso. Il codice ATECO sbagliato non è solo un errore formale: può farti pagare più tasse del dovuto o, al contrario, esporre a contestazioni in sede di verifica fiscale.

Per trovare il codice corretto per la tua attività: Trova il tuo codice ATECO.


La procedura passo passo per aprire la partita IVA forfettaria

Aprire la partita IVA forfettaria è gratuito e non richiede un notaio. Nessun capitale minimo. Se lo fai da solo, non spendi niente. È uno dei pochi adempimenti burocratici italiani davvero accessibili — a patto di conoscere i passi giusti.

Il modello AA9/12

Lo strumento principale è il modello AA9/12 dell'Agenzia delle Entrate. Con questo modulo comunichi:

  • L'inizio dell'attività e la data di decorrenza
  • Il codice ATECO prescelto
  • L'adesione al regime forfettario (apposita casella nel quadro B)
  • I dati della sede dell'attività

Dove trovarlo: sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella sezione "Modulistica", oppure direttamente allo sportello.

Come compilarlo: i campi principali

  1. Quadro A — Dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, residenza
  2. Quadro B — Dati attività: data inizio, codice ATECO, indirizzo sede, natura giuridica (persona fisica), regime contabile (barrare "regime forfettario")
  3. Quadro C — Solo per variazioni a una partita IVA già esistente

La casella del regime forfettario si trova nel quadro B. Barrarla è obbligatorio per comunicare l'opzione al momento dell'apertura.

Dove presentarlo

ModalitàTempiCosto
Sportello fisico AdEImmediato — P.IVA assegnata sul momentoGratuito
Portale online AdE (con SPID o CIE)1–5 giorni lavorativiGratuito
Tramite intermediario (CAF, commercialista)Variabile0–300 euro

La scadenza dei 30 giorni

Devi presentare il modello AA9/12 entro 30 giorni dall'inizio effettivo dell'attività. La data di inizio coincide con il primo momento concreto in cui svolgi l'attività:

  • Il giorno in cui emetti la prima fattura o ricevi il primo pagamento
  • La data in cui stipuli il primo contratto con un cliente
  • La data in cui acquisti beni o servizi funzionali all'attività

Non hai ancora il primo cliente? Puoi aprire la partita IVA in anticipo indicando una data futura come inizio attività. Nessun obbligo di avere già un contratto.

Il modello AA9/12 è il modulo ufficiale dell'Agenzia delle Entrate per la dichiarazione di inizio attività ai sensi dell'art. 35 del D.P.R. 633/72. Presentato allo sportello fisico, consente l'assegnazione immediata del numero di partita IVA. Chi sceglie il regime forfettario deve barrare l'apposita casella nel quadro B e indicare il codice ATECO corretto: questo dato determina il coefficiente di redditività applicabile e non è modificabile retroattivamente per l'anno in corso (Agenzia delle Entrate, Circ. 10/E 2016).


Iscrizione INPS: quale gestione scegliere

Aprire la partita IVA non è sufficiente. Devi anche iscriverti all'INPS (o alla cassa previdenziale di categoria) entro 30 giorni dall'apertura — stesso termine del modello AA9/12. Trascorso questo termine si incorre in sanzioni amministrative e si accumulano periodi scoperti ai fini pensionistici.

Esistono tre percorsi. Quale scegliere dipende dall'attività che svolgi.

Gestione Separata INPS

Per i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria: consulenti, sviluppatori software, designer, copywriter, traduttori, fotografi, content creator e molte altre categorie.

Come funziona:

  • Aliquota 2026: 26,07% calcolata sul reddito netto (imponibile forfettario al netto dei contributi stessi)
  • Nessun minimale contributivo: se il reddito è basso o zero, i contributi sono proporzionalmente bassi o zero
  • Nessuna riduzione percentuale disponibile per i forfettari in questa gestione

Attenzione: il minimale di 18.808 euro (2026) serve esclusivamente per determinare quanti mesi di contribuzione vengono accreditati ai fini pensionistici. Non è un contributo minimo da versare. Se guadagni 8.000 euro, paghi solo i contributi su 8.000 euro.

La riduzione del 35% sui contributi INPS si applica esclusivamente agli Artigiani e Commercianti iscritti alle rispettive gestioni. Non spetta mai a chi è in Gestione Separata, senza eccezioni.

Il massimale di reddito imponibile su cui si calcolano i contributi GS è 122.295 euro nel 2026: oltre questa soglia non si versano ulteriori contributi INPS.

Gestione Artigiani o Gestione Commercianti

Per chi svolge attività di artigiano (idraulici, elettricisti, falegnami, estetiste, parrucchieri) o di commerciante (negozi fisici, e-commerce, agenti di commercio, ambulanti).

Come funziona:

  • Contributo fisso annuo calcolato sul minimale di reddito: dovuto anche se il reddito è zero
  • Contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale (aliquota circa 24%)
  • Riduzione del 35% applicabile da tutti i forfettari iscritti a queste gestioni, non solo under 35: va richiesta all'INPS tramite apposita domanda
  • Riduzione del 50% per i nuovi iscritti nei primi 36 mesi (novità 2025, confermata 2026): si applica in alternativa alla riduzione del 35%, scegliendo la più conveniente

I contributi si versano in 4 rate annuali: maggio, agosto, novembre e febbraio.

Casse Professionali

Per le professioni ordinistiche con una propria cassa previdenziale privata:

ProfessioneCassa previdenziale
AvvocatiCassa Forense
Medici e odontoiatriENPAM
Ingegneri e architettiINARCASSA
Commercialisti e ragionieriCNPADC
Consulenti del lavoroENPACL
PsicologiENPAP
NotaiCassa del Notariato

Se sei iscritto a un albo professionale con propria cassa, versi i contributi lì e non all'INPS. Aliquote, minimali e modalità di versamento variano da cassa a cassa: verifica le condizioni sul sito della tua cassa di riferimento.

La Gestione Separata INPS, istituita dall'art. 2, comma 26, della Legge 335/1995, si applica ai lavoratori autonomi privi di cassa previdenziale di categoria. Per i forfettari iscritti a questa gestione, l'aliquota contributiva 2026 è del 26,07% (INPS). Non è previsto alcun contributo minimo: l'obbligo contributivo sorge solo in presenza di reddito imponibile effettivo, a differenza della Gestione Artigiani/Commercianti dove il minimale è sempre dovuto indipendentemente dal reddito.

Per tutti i dettagli sui contributi e le modalità di calcolo: Contributi INPS regime forfettario.


Quanto si paga il primo anno: esempio pratico

Per chi apre nel 2026 con 20.000 euro di ricavi, attività professionale (coefficiente 78%), Gestione Separata INPS e aliquota ridotta al 5% per le nuove attività, ecco come funziona il calcolo completo.

Calcolo dell'imponibile forfettario

Imponibile lordo = 20.000 × 78% = 15.600 euro

Calcolo dei contributi INPS (Gestione Separata)

I contributi si calcolano sull'imponibile al netto dei contributi stessi. Usando il calcolo iterativo:

Contributi INPS GS ≈ 15.600 × 26,07% / 1,2607 ≈ 3.226 euro Imponibile netto = 15.600 − 3.226 = 12.374 euro

Imposta sostitutiva al 5%

Imposta sostitutiva = 12.374 × 5% = 619 euro

L'aliquota al 5% si applica per i primi 5 anni di attività, a condizione che non si sia esercitata la stessa attività (o affine) nei 3 anni precedenti come lavoratore autonomo o dipendente, e che non si tratti di prosecuzione di un'attività preesistente.

Riepilogo del primo anno

VoceImporto
Ricavi totali20.000 euro
Contributi INPS Gestione Separatacirca 3.226 euro
Imposta sostitutiva (5%)circa 619 euro
Totale tasse + contributicirca 3.845 euro
Guadagno nettocirca 16.155 euro
Dove vanno i tuoi 20.000€ — primo anno regime forfettario (professionista, aliquota 5%) Dove vanno i tuoi 20.000€ — Primo anno (aliquota 5%) Netto 80.8% — 16.155€ INPS 16.1% 3.226€ Imp. 619€ Guadagno netto Contributi INPS Imposta sostitutiva (5%)
Elaborazione Pyva su normativa vigente — ricavi 20.000€, coefficiente 78%, Gestione Separata INPS, primo anno (aliquota 5%)

Come e quando si paga

  • Imposta sostitutiva: saldo con la dichiarazione dei redditi (entro il 30 giugno, prorogabile al 20 luglio con maggiorazione 0,40%), poi acconti in due rate uguali da 50% + 50% — prima rata a giugno, seconda a novembre (D.Lgs. 1/2024, art. 8)
  • Contributi INPS Gestione Separata: in unica soluzione oppure in 4 rate trimestrali tramite modello F24

I codici tributo per l'imposta sostitutiva nel modello F24 sono:

CodiceDescrizione
1790Saldo imposta sostitutiva
1791Prima rata acconto
1792Seconda rata acconto

Per una guida completa con 5 profili di calcolo diversi: Calcolo tasse regime forfettario.


Obblighi dopo l'apertura: fatturazione e conservazione documenti

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari senza eccezioni — inclusi i nuovi iscritti, chi fattura solo a privati e chi ha ricavi bassi. Non esiste più nessun esonero per categoria o volume. È uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni per i lavoratori autonomi.

Fattura elettronica obbligatoria via SDI

Significa che devi:

  • Emettere le fatture in formato XML strutturato (non PDF libero)
  • Inviarle tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate
  • Conservarle digitalmente per almeno 10 anni

Esistono diversi software e portali — incluso quello gratuito dell'AdE — per emettere fatture elettroniche.

La dicitura obbligatoria in fattura

Su ogni fattura devi inserire questa dicitura esatta, senza abbreviazioni:

"Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 - Regime Forfettario. Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014."

Senza questa dicitura il cliente potrebbe trattenerti la ritenuta d'acconto del 20%, riducendo il pagamento ricevuto. Recuperarla richiede la dichiarazione dei redditi del cliente. Non è un errore che vuoi fare alla prima fattura.

Marca da bollo

Le fatture forfettarie sono esenti IVA. Quando l'importo supera 77,47 euro devi applicare la marca da bollo virtuale da 2 euro. Con la fattura elettronica si gestisce tramite il campo apposito nell'XML, non con una marca fisica.

Cosa non devi fare (vantaggi della semplificazione)

  • Niente registri IVA (registro acquisti e registro vendite non obbligatori)
  • Niente liquidazioni IVA periodiche (mensili o trimestrali)
  • Niente IRAP nella quasi totalità dei casi
  • Niente ritenuta d'acconto subita dai clienti (grazie alla dicitura in fattura)
  • Niente obbligo di fattura per operazioni sotto i 77,47 euro verso privati consumatori (con ricevuta)

I 5 errori più comuni all'apertura della partita IVA forfettaria

Chi apre la partita IVA per la prima volta tende a commettere gli stessi errori. Conoscerli prima ti evita problemi concreti.

1. Scegliere il codice ATECO sbagliato

Molti scelgono il codice con il coefficiente più basso per ridurre le tasse, anche se non corrisponde all'attività reale. In sede di verifica fiscale, il disallineamento porta a contestazioni e sanzioni. Il codice deve rispecchiare esattamente quello che fai. Modificarlo in seguito richiede una variazione all'Agenzia delle Entrate — e non si applica retroattivamente per l'anno già aperto.

2. Dimenticare l'iscrizione INPS (o alla cassa professionale)

Aprire la partita IVA senza iscriversi alla gestione previdenziale è frequente. L'iscrizione è obbligatoria entro 30 giorni. Il ritardo comporta sanzioni e periodi scoperti ai fini pensionistici, che si riflettono sull'accredito dei mesi per la pensione.

3. Non accantonare per tasse e contributi

Il forfettario funziona senza ritenute: i clienti ti pagano l'intero importo in fattura. Dalla nostra esperienza, chi non mette da parte una quota fin dall'inizio si ritrova a giugno senza liquidità. La regola più pratica per i professionisti in Gestione Separata: accantona il 25-30% di ogni incasso appena lo ricevi.

4. Aprire la partita IVA dopo aver già iniziato a lavorare

Se hai già emesso una fattura o ricevuto un pagamento senza partita IVA, sei già fuori dai 30 giorni consentiti. Il ritardo comporta sanzioni amministrative. Se hai dubbi sulla data di inizio attività, scegli la data più prudente e rispetta la scadenza.

5. Confondere fatturato con imponibile

Le tasse nel forfettario non si calcolano sul fatturato totale ma sull'imponibile, che è il fatturato moltiplicato per il coefficiente ATECO. Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 78%, l'imponibile è 23.400 euro. Chi calcola le tasse sul fatturato intero sovrastima il dovuto; chi dimentica che l'imposta sostitutiva si calcola sull'imponibile al netto dei contributi INPS sbaglia in entrambe le direzioni.


Come Pyva ti aiuta dal primo giorno

Aprire la partita IVA è il primo passo. Gestirla senza errori nel tempo è quello che richiede attenzione costante — soprattutto nei primi anni, quando le aliquote cambiano e le scadenze si accumulano.

Pyva è l'app per i forfettari che vogliono tenere tutto sotto controllo senza dipendere da un commercialista per ogni calcolo:

  • Calcolo automatico delle tasse: imposta sostitutiva, contributi INPS (con la gestione corretta per il tuo profilo), acconti e saldo con i codici tributo F24 già pronti
  • Simulatore what-if: scopri quanto pagheresti con ricavi diversi prima ancora di emettere la fattura
  • Scadenzario F24: tutte le scadenze di giugno e novembre tracciate con gli importi calcolati, niente date dimenticate
  • Monitoraggio soglia 85.000 euro: Pyva tiene il conto dei ricavi cumulati e ti avvisa quando ti avvicini al limite
  • Chatbot fiscale: risposte immediate alle domande pratiche del forfettario, disponibile 24/7

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Domande frequenti

Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria?

Aprire la partita IVA forfettaria è gratuito: si presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio attività. Non ci sono costi amministrativi obbligatori. Se ti avvali di un commercialista, i costi variano da 0 a 300 euro. Chi svolge attività di impresa deve iscriversi alla Camera di Commercio (circa 150-200 euro/anno di diritto annuale).

Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA?

Se presenti il modello AA9/12 di persona allo sportello dell'Agenzia delle Entrate, la partita IVA viene assegnata immediatamente. Via telematica i tempi sono 1-5 giorni lavorativi. L'iscrizione all'INPS richiede fino a 30 giorni.

Si può aprire la partita IVA forfettaria avendo già un lavoro dipendente?

Sì, a condizione che il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non superi 35.000 euro lordi. Questa soglia include anche i redditi assimilati al lavoro dipendente (pensioni, collaborazioni coordinate e continuative). Se superi questa soglia, non puoi accedere al forfettario per quell'anno.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro di ricavi nel regime forfettario?

Se superi 85.000 euro di ricavi esci dal regime forfettario a partire dall'anno successivo e passi al regime ordinario o semplificato. Se superi i 100.000 euro nello stesso anno, l'uscita è immediata: sei obbligato ad applicare l'IVA fin dalla fattura che ti porta oltre la soglia.

È obbligatorio il commercialista per aprire la partita IVA forfettaria?

No. Puoi presentare il modello AA9/12 da solo, gratuitamente, allo sportello dell'Agenzia delle Entrate o tramite il portale online con SPID o CIE. Un commercialista può essere utile per la scelta del codice ATECO e la pianificazione fiscale iniziale, ma non è obbligatorio.