Requisiti Regime Forfettario 2026: Limiti e Condizioni di Accesso
Perché Verificare i Requisiti del Regime Forfettario Prima di Applicarlo
Secondo il Dipartimento delle Finanze, nel 2021 le partite IVA in regime forfettario erano 1,79 milioni — il 48,5% del totale dei lavoratori autonomi italiani (Dipartimento Finanze, Statistiche Fiscali 2022). Un regime diffusissimo — ma non automatico. Basta sbagliare la verifica di uno solo dei cinque requisiti per applicarlo in modo indebito.
Sbagliare espone a recuperi di IVA, sanzioni e interessi da parte dell'Agenzia delle Entrate. Non è un rischio teorico.
TL;DR: Il regime forfettario 2026 è accessibile a chi soddisfa 5 condizioni: fatturato anno precedente sotto 85.000 euro, redditi da dipendente sotto 35.000 euro lordi, nessuna partecipazione societaria rilevante, nessuna fatturazione prevalente verso ex datori di lavoro, nessun regime IVA speciale incompatibile. Nel 2026 le soglie sono confermate invariate rispetto al 2025. Con 1,79 milioni di aderenti, è il regime più diffuso tra i lavoratori autonomi italiani (Dipartimento Finanze, 2022).
Il regime è regolato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89), con le modifiche della Legge 145/2018 e del D.Lgs. 1/2024. Questa guida copre tutti e cinque i requisiti nel dettaglio, la distinzione critica tra le due soglie di fatturato, e risponde alla domanda più cercata: il limite per il lavoro dipendente è lordo o netto?
I 5 Requisiti per Accedere al Regime Forfettario 2026
Per applicare il regime forfettario devi soddisfare tutti i requisiti contemporaneamente. L'art. 1, comma 54, L. 190/2014 non prevede eccezioni: anche la violazione di uno solo comporta l'esclusione. Se il regime era già applicato, la posizione va regolarizzata.
I requisiti si dividono in due categorie: quelli positivi (condizioni che devi avere) e quelli negativi (cause di esclusione da non avere). Molte guide li presentano come elenco uniforme — ma capire la differenza aiuta a fare la verifica nel modo giusto.
1. Limite di Fatturato: 85.000 Euro
Il primo e più noto requisito è il limite di fatturato. Per accedere al regime forfettario nel 2026, il tuo fatturato dell'anno precedente deve essere stato inferiore a 85.000 euro.
Punti chiave da sapere:
- Si applica il principio di cassa: contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse
- Per il primo anno di attività non esiste un fatturato precedente, quindi puoi accedere direttamente al regime (purché rispetti gli altri requisiti)
- Se hai più attività con codici ATECO diversi, i fatturati si sommano ai fini del limite
Il principio di cassa è fondamentale: una fattura emessa a dicembre 2025 ma incassata a gennaio 2026 entra nel conteggio del 2026, non del 2025. Questo può fare la differenza tra rimanere o uscire dal regime.
Secondo l'art. 1, comma 54, L. 190/2014, il limite si riferisce ai ricavi o compensi conseguiti nell'anno precedente con principio di cassa. Superare la soglia durante l'anno non fa perdere il regime nell'anno in corso — solo in quello successivo.
2. Limite Reddito da Lavoro Dipendente: 35.000 Euro Lordi
Il secondo requisito riguarda i redditi da lavoro dipendente (o assimilati) percepiti nell'anno precedente. Devono essere stati inferiori a 35.000 euro lordi.
Rientrano in questo limite:
- Redditi da lavoro dipendente (compresi quelli da part-time)
- Redditi assimilati al lavoro dipendente (collaborazioni coordinate e continuative, borse di studio, redditi da pensione)
- Compensi da amministratore di società
Non rientrano nel calcolo i redditi di lavoro autonomo, i redditi d'impresa o i redditi fondiari.
Per il dettaglio completo su come conciliare lavoro dipendente e partita IVA, leggi: Regime forfettario e lavoro dipendente.
3. Nessuna Partecipazione Societaria di Controllo
Sei escluso dal regime forfettario se possiedi partecipazioni di controllo (o direttamente rilevanti) in:
- Società di persone (SNC, SAS) che esercitano attività d'impresa, arti o professioni
- Associazioni professionali o imprese familiari
- SRL che esercitano attività economicamente rilevante rispetto alla tua partita IVA
Per le SRL la norma è più articolata. Non è sufficiente avere qualsiasi quota: la partecipazione deve essere di controllo diretto o indiretto, oppure la SRL deve svolgere un'attività simile alla tua con cui intrattieni rapporti economici rilevanti.
Una partecipazione minoritaria (ad esempio il 5%) in una SRL che opera in un settore completamente diverso dalla tua attività non è di per sé causa ostativa. Ogni situazione va valutata — e in questi casi è bene sentire un commercialista.
4. Nessuna Fatturazione Prevalente verso l'Ex Datore di Lavoro
Non puoi applicare il regime forfettario se, nei due anni precedenti l'apertura della partita IVA, hai prestato lavoro dipendente o parasubordinato presso lo stesso soggetto a cui ora fatturi in modo prevalente.
Per "prevalente" la norma intende oltre il 50% del tuo fatturato complessivo.
Questa causa di esclusione evita che il regime venga usato per trasformare artificialmente rapporti di lavoro dipendente in collaborazioni autonome, con risparmio fiscale per il datore di lavoro.
Attenzione: il requisito si applica guardando i due anni solari precedenti, non solo l'anno immediatamente precedente. Riguarda sia il lavoro dipendente che le collaborazioni coordinate e continuative.
5. Nessun Regime Speciale IVA Incompatibile
Non puoi applicare il regime forfettario se sei soggetto a regimi speciali IVA incompatibili. I principali sono:
- Regime speciale per l'agricoltura e attività connesse (art. 34 DPR 633/72)
- Regime speciale per la vendita di sali e tabacchi
- Regime speciale per l'editoria
- Regime speciale per le agenzie di viaggio (art. 74-ter DPR 633/72)
- Regime speciale per i rivenditori di beni usati, oggetti d'arte, d'antiquariato o da collezione
Se la tua attività rientra in uno di questi regimi, devi operare in regime ordinario. Le cause di esclusione complete sono elencate all'art. 1, comma 57, L. 190/2014.
La Domanda Più Cercata: 30.000 Euro è Lordo o Netto?
Ogni anno migliaia di persone cercano "regime forfettario 30.000 euro lordi o netti". Risposta rapida: la soglia non è 30.000 euro, ma 35.000 euro — e si applica sempre al lordo.
La confusione nasce da una versione precedente della norma, poi aggiornata. Il limite corretto è di 35.000 euro lordi dal 2019. Il netto percepito in busta paga non rileva. Vale la pena capirlo bene, perché sbagliare questa verifica è costoso.
Esempio pratico:
| Situazione | Importo |
|---|---|
| Reddito lordo da dipendente | 38.000 € |
| Ritenute IRPEF e contributi | − 12.000 € circa |
| Netto in busta paga | 26.000 € circa |
| Accesso al forfettario? | NO (lordo supera 35.000 €) |
Nell'esempio, il lavoratore percepisce circa 26.000 euro netti — apparentemente ben lontano dalla soglia. Ma il lordo è 38.000 euro: supera il limite e non può accedere al forfettario. Questo sorprende molte persone.
La verifica va sempre fatta sul reddito lordo, non su quello che arriva sul conto. In caso di dubbio, la Certificazione Unica (CU) dell'anno precedente riporta il dato esatto: considera il reddito imponibile complessivo da lavoro dipendente, non il netto.
Secondo l'art. 1, comma 57, lett. d-ter), L. 190/2014, il requisito si riferisce ai redditi da lavoro dipendente e assimilati conseguiti nell'anno precedente, al lordo di tasse e contributi previdenziali.
Cosa Cambia tra 85.000 e 100.000 Euro di Fatturato?
Nel regime forfettario esistono due soglie con effetti radicalmente diversi. La soglia degli 85.000 euro è in vigore dal 2023, dopo che la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) l'ha innalzata dai precedenti 65.000 euro. La soglia dei 100.000 euro è stata introdotta contestualmente come limite di uscita immediata. Confonderle è uno degli errori più gravi che un forfettario possa fare.
Soglia 85.000 Euro: Uscita dall'Anno Successivo
Se il tuo fatturato incassato nell'anno supera 85.000 euro, esci dal regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo.
Nell'anno del superamento non cambia nulla operativamente: continui ad applicare il regime forfettario, non addebiti l'IVA, non presenti le liquidazioni periodiche. L'uscita ha effetto solo dall'anno seguente.
Cosa fare quando superi gli 85.000 euro:
- Verificare che il superamento sia definitivo (alcuni incassi possono essere soggetti a note di credito)
- Comunicarlo al commercialista per pianificare il passaggio al regime ordinario
- Continuare a emettere fatture senza IVA fino al 31 dicembre
- Aggiornare il software di fatturazione per emettere fatture con IVA dal 1° gennaio
Per una guida completa su questo scenario, leggi: Cosa succede quando supero gli 85.000 euro di fatturato.
Soglia 100.000 Euro: Uscita Immediata con Obbligo IVA
Se il tuo fatturato supera 100.000 euro nel corso dell'anno, l'uscita è immediata. Non puoi aspettare il 1° gennaio.
Dal momento in cui emetti o incassi la fattura che ti porta oltre 100.000 euro:
- Sei uscito dal regime forfettario
- Sei obbligato ad applicare l'IVA su quella fattura e su tutte le successive
- Devi procedere con le formalità per l'apertura della partita IVA ordinaria
Questa soglia è pensata come misura anti-elusione: evita che soggetti con fatturati elevati rimangano nel regime agevolato per l'intero anno.
| Situazione | Effetto | Decorrenza |
|---|---|---|
| Fatturato supera 85.000 € | Uscita dal forfettario | 1° gennaio anno successivo |
| Fatturato supera 100.000 € | Uscita immediata + IVA obbligatoria | Dalla fattura che supera la soglia |
Cosa Succede se Supero il Limite Durante l'Anno
Il superamento della soglia richiede comportamenti diversi a seconda di quale soglia viene superata.
Se Superi 85.000 Euro
Non devi fare nulla di immediato sul piano dell'IVA. È opportuno però:
- Annotare la data del superamento
- Comunicarlo al commercialista per pianificare il passaggio al regime ordinario
- Non fare modifiche alle fatture in corso d'anno: continui ad emettere senza IVA fino al 31 dicembre
Se Superi 100.000 Euro
L'azione è immediata e obbligatoria:
- Identificare la fattura che ti porta oltre la soglia
- Applicare l'IVA già su quella fattura (retroattivamente se necessario per quella specifica operazione)
- Aprire la posizione IVA e registrarti presso l'Agenzia delle Entrate come soggetto ordinario
- Emettere tutte le fatture successive con IVA
In entrambi i casi, la soglia si riferisce al fatturato incassato (principio di cassa). Le fatture emesse ma non ancora incassate non contano. Un acconto ricevuto in anticipo conta nell'anno dell'incasso.
Come Si Calcola il Fatturato: il Principio di Cassa
Il regime forfettario si basa sul principio di cassa: rilevano gli incassi effettivi, non le fatture emesse. Vale sia per il calcolo del fatturato ai fini del limite 85.000/100.000 euro, sia per la base imponibile su cui si applica l'imposta sostitutiva.
Perché questo è importante in concreto? Ti dà una leva di pianificazione reale: puoi gestire strategicamente quando incassare determinate fatture a fine anno, se ti stai avvicinando alle soglie.
Esempi pratici:
- Fattura emessa a novembre 2025, incassata a febbraio 2026 → conta nel fatturato 2026
- Acconto ricevuto a dicembre 2025 per una prestazione da completare nel 2026 → conta nel fatturato 2025
- Nota di credito emessa e rimborsata → riduce il fatturato nell'anno dell'effettivo rimborso
Il principio di cassa è un vantaggio — ma anche una complessità. Richiede monitoraggio costante del cumulato annuo, specialmente da settembre in poi, quando il rischio di avvicinarsi alle soglie diventa concreto.
Per approfondire il calcolo delle tasse sul reddito imponibile, leggi: Come calcolare le tasse nel regime forfettario.
Situazioni Speciali: Primo Anno, Più Attività e Riapertura
Primo Anno di Attività
Se apri la partita IVA per la prima volta, non hai un fatturato dell'anno precedente. Puoi accedere direttamente al regime forfettario, purché rispetti tutti gli altri requisiti.
Nel primo anno non c'è un limite da rispettare per rimanere nel regime: il limite degli 85.000 euro si applica a partire dall'anno successivo, in base a quanto hai effettivamente incassato nel primo anno.
Attività Multiple con Codici ATECO Diversi
Se eserciti più attività con codici ATECO diversi, i relativi fatturati si sommano per verificare il limite degli 85.000 euro. Non puoi tenere separate le attività per aggirare la soglia.
Ai fini del calcolo dell'imposta sostitutiva, però, si applica il coefficiente di redditività specifico per ciascuna attività in modo proporzionale.
Cambio di Attività Durante l'Anno
Se cambi attività nel corso dell'anno (nuovo codice ATECO), rimani nel regime forfettario per quell'anno se i requisiti erano rispettati all'inizio. La verifica per l'anno successivo avviene sul fatturato complessivo dell'anno corrente, indipendentemente dall'attività svolta.
Cessazione e Riapertura della Partita IVA
Se hai chiuso la partita IVA e la riapri, l'accesso al regime forfettario dipende dalla situazione precedente:
- Se la nuova attività è diversa da quella precedente, puoi accedere con i requisiti standard
- Se la nuova attività è uguale o simile, il limite di fatturato si verifica sull'anno precedente la cessazione e devi verificare anche il requisito sull'ex datore di lavoro
Per approfondire le regole sull'IVA nel regime, leggi: IVA nel regime forfettario.
Forfettario e Altre Fonti di Reddito: Pensione, Locazioni, Partecipazioni
Forfettario e Pensione
Il regime forfettario è compatibile con la pensione. I pensionati possono aprire una partita IVA forfettaria rispettando gli stessi requisiti — non esistono limitazioni legate alla tipologia di pensione (vecchiaia, invalidità, anticipata).
Per il dettaglio su questa situazione specifica, leggi: Regime forfettario e pensionati.
Forfettario e Reddito da Locazione
I redditi da locazione non rientrano nel calcolo del limite dei 35.000 euro (che riguarda solo il lavoro dipendente e assimilati), né in quello degli 85.000 euro di fatturato. Non sono una causa di esclusione dal regime.
Forfettario e Redditi da Partecipazione
I redditi da partecipazione in società (dividendi) non rientrano nel limite del lavoro dipendente. Tuttavia, come visto nella sezione sui requisiti, la partecipazione stessa — non il dividendo — può essere causa di esclusione se di controllo in determinate tipologie societarie.
Regime Forfettario vs Ordinario: Vale la Pena Restare Sotto la Soglia?
Per capire perché i requisiti del forfettario sono così importanti, è utile confrontarlo con il regime ordinario. La differenza di carico fiscale può essere significativa — in certi casi, anche oltre 10 punti percentuali sull'aliquota effettiva.
| Aspetto | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
|---|---|---|
| Imposta | 15% (o 5%) sostitutiva | IRPEF a scaglioni (23%–43%) + addizionali |
| IVA | Esente | Obbligatoria (22% standard) |
| Contabilità | Semplificata | Ordinaria o semplificata |
| Spese reali | Non deducibili | Deducibili |
| Limite fatturato | 85.000 € | Nessun limite |
Il regime forfettario conviene a chi ha fatturati contenuti e poche spese deducibili. Chi ha investimenti significativi — attrezzature, collaboratori, ufficio — potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario, dove le spese abbassano la base imponibile.
Per un'analisi completa, leggi la guida completa al regime forfettario 2026 e l'articolo sulle spese deducibili nel regime forfettario. Per confrontare direttamente i due regimi: Regime forfettario vs ordinario.
Come Pyva Ti Aiuta a Verificare i Requisiti
Rispettare tutti e cinque i requisiti non è sempre semplice, specialmente quando la situazione cambia nel corso dell'anno — un nuovo cliente importante, un aumento del fatturato, un cambio nel rapporto con il datore di lavoro.
Con Pyva puoi:
- Monitorare il fatturato in tempo reale con alert automatici quando ti avvicini alle soglie di 85.000 e 100.000 euro
- Registrare gli incassi con il principio di cassa correttamente applicato, senza confondere fatture emesse e somme effettivamente ricevute
- Simulare scenari futuri con il simulatore what-if: scopri in anticipo quando raggiungeresti le soglie in base all'andamento attuale
- Calcolare le tasse su imposta sostitutiva e contributi INPS in modo automatico, aggiornato a ogni nuova entrata
- Generare il modello F24 precompilato con i codici tributo corretti (1790 per il saldo, 1791 e 1792 per gli acconti)
Non devi ricordare soglie, scadenze o coefficienti: Pyva li gestisce per te, aggiornati alle regole fiscali vigenti nel 2026.
Per approfondire i contributi INPS nel forfettario, leggi: Contributi INPS nel regime forfettario.
Domande frequenti
Qual è il limite di fatturato per il regime forfettario 2026?
Il limite di fatturato per il regime forfettario 2026 è 85.000 euro annui (incassi, principio di cassa). Se superi questa soglia esci dal regime dall'anno successivo. Se superi 100.000 euro nel corso dell'anno l'uscita è immediata e devi applicare l'IVA da subito.
Il limite di 30.000 euro per il lavoro dipendente è lordo o netto?
La soglia corretta non è 30.000 ma 35.000 euro, ed è sempre espressa in termini LORDI. I redditi da lavoro dipendente (e assimilati) dell'anno precedente devono essere inferiori a 35.000 euro lordi. Il netto percepito in busta paga non rileva ai fini di questo requisito.
Cosa succede se supero i 100.000 euro di fatturato?
Se superi 100.000 euro nel corso dell'anno esci immediatamente dal regime forfettario. Sei obbligato ad applicare l'IVA già sulla fattura che ti porta oltre la soglia, senza aspettare l'anno successivo. È un effetto molto più severo rispetto al superamento degli 85.000 euro.
Posso accedere al forfettario se ho una partecipazione in una SRL?
Dipende. Se la SRL esercita un'attività economicamente rilevante rispetto alla tua e tu la controlli o sei socio di maggioranza, sei escluso dal forfettario. Una partecipazione minoritaria in una SRL con attività diversa dalla tua non costituisce causa ostativa automatica.
Come si calcola il fatturato per il limite degli 85.000 euro?
Il fatturato si calcola con il principio di cassa: contano gli incassi effettivamente ricevuti nell'anno, non le fatture emesse. Una fattura emessa a dicembre ma incassata a gennaio dell'anno successivo rientra nel fatturato del prossimo anno, non di quello corrente.
Quali sono i 5 requisiti del regime forfettario?
I 5 requisiti sono: 1) fatturato anno precedente sotto 85.000 euro; 2) redditi da lavoro dipendente sotto 35.000 euro lordi; 3) nessuna partecipazione di controllo in società o associazioni professionali; 4) nessuna fatturazione prevalente verso ex datore di lavoro; 5) nessun regime speciale IVA incompatibile.