Aprire Partita IVA Senza Commercialista 2026: Si Può, Ecco Come
TL;DR: Aprire la partita IVA forfettaria senza commercialista è legale e fattibile in circa 30 minuti. Per i professionisti (Gestione Separata) bastano SPID, PEC e il modello AA9/12 online: costo 0 euro. Per artigiani e commercianti serve ComUnica con firma digitale: 50-250 euro totali. Risparmi 600-1.200 euro/anno di parcella, ma il fai-da-te conviene davvero solo se non hai dipendenti, immobili strumentali, operazioni intracomunitarie complesse o redditi misti rilevanti.
Si Può Aprire la P.IVA Senza Commercialista? Sì, ma...
Sì, è legale. Nessuna norma italiana impone l'intermediazione di un commercialista per aprire la partita IVA. Il D.P.R. 633/1972 (art. 35) prevede che il contribuente comunichi l'inizio attività all'Agenzia delle Entrate, senza menzionare obbligo di delega professionale.
Detto questo, "si può" non significa "conviene a tutti". Il fai-da-te ha un senso preciso quando:
- Apri un'attività di servizi semplice (consulenza, IT, marketing, traduzione, professione non regolamentata)
- Vai in regime forfettario (l'unico davvero gestibile da soli)
- Non hai dipendenti, immobili strumentali, magazzino, operazioni estere complesse
Se invece sei in regime ordinario, hai un negozio fisico con scorte, vuoi assumere o lavorare con l'estero, il commercialista non è un costo: è un investimento che si ripaga in evasioni di errori.
L'errore più comune è il contrario: pensare che il commercialista sia obbligato per legge. Non lo è. È obbligato il commercialista per la firma di alcuni atti specifici (es. visto di conformità per crediti IVA superiori a certe soglie), non per l'apertura di una P.IVA forfettaria.
Cosa Fa Esattamente un Commercialista (e Cosa Puoi Fare da Solo)
Capire cosa fa il commercialista nel concreto è il primo passo per decidere. Molti pagano 1.000 euro/anno per servizi che oggi un'app gestisce automaticamente, ignorando i casi in cui il commercialista è davvero insostituibile.
| Attività | Puoi farlo da solo? | Note |
|---|---|---|
| Apertura P.IVA (modello AA9/12) | Sì | Online via SPID, gratuito |
| Iscrizione INPS Gestione Separata | Sì | Portale MyINPS, gratuito |
| ComUnica artigiani/commercianti | Sì | Richiede firma digitale e PEC |
| Scelta codice ATECO | Sì | Con guida o tabelle ATECO 2025 |
| Fatturazione elettronica al SDI | Sì | Software dedicati, no intermediario |
| Calcolo imposta sostitutiva forfettaria | Sì | Calcolo lineare: imponibile × 5% o 15% |
| Compilazione F24 | Sì | Software gratuiti, codici tributo standard |
| Dichiarazione Redditi PF (Quadro LM) | Sì, con cautela | Forfettario è semplice, ordinario no |
| Operazioni intracomunitarie (VIES) | Difficile | Reverse charge, INTRASTAT |
| Ammortamenti e cespiti | No (o quasi) | Solo se hai pochissimi cespiti |
| Studi di settore / ISA | Forfettari esenti | Non si applicano in forfettario |
| Pianificazione uscita forfettario | Sconsigliato | Decisioni con impatto fiscale alto |
| Contenzioso tributario | No | Assistenza obbligata |
| Visto di conformità | No | Solo professionisti abilitati |
| Gestione paghe dipendenti | No | Consulente del lavoro, non commercialista |
La parte centrale (apertura, fatturazione, F24, dichiarazione forfettaria) è oggi alla portata di chiunque sia disposto a leggere istruzioni chiare. Le complicazioni stanno agli estremi: situazioni straordinarie e gestione di personale.
Aprire la P.IVA Forfettaria DIY: i 5 Step
Per un professionista forfettario in Gestione Separata, l'intera procedura si chiude in mezza giornata, senza muoversi da casa. Ecco i cinque passaggi nell'ordine corretto.
Step 1 — Scegli il Codice ATECO Giusto
Il codice ATECO classifica la tua attività e determina due cose fondamentali: il coefficiente di redditività (dal 40% all'86%) e l'iscrizione previdenziale (Gestione Separata vs Cassa professionale vs Artigiani/Commercianti).
Esempi tipici:
| Attività | Codice ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Sviluppatore software | 62.01.00 | 67% |
| Consulente IT | 62.02.00 | 78% |
| Copywriter/redattore | 74.30.00 | 78% |
| Grafico freelance | 74.10.21 | 78% |
| Personal trainer | 85.51.00 | 78% |
| Commercio elettronico | 47.91.10 | 40% |
| Estetista | 96.02.02 | 67% |
| Idraulico | 43.22.01 | 67% |
| Agente di commercio | 46.19.02 | 62% |
Nota pratica: sbagliare ATECO non è un dramma irrecuperabile (si modifica con un AA9/12 di variazione), ma sceglierlo "ottimisticamente" per pagare meno tasse è una dichiarazione mendace che l'Agenzia può contestare incrociando le fatture emesse con la natura reale dell'attività. La scelta deve riflettere ciò che davvero fai, non ciò che ti conviene fiscalmente.
Per orientarti tra i codici, consulta la nostra guida ai codici ATECO 2025 con coefficienti e gestione previdenziale per categoria.
Step 2 — SPID + ComUnica (o Solo Modello AA9/12)
Qui le strade si dividono in base alla categoria.
Caso A — Professionisti senza Cassa (Gestione Separata):
Non serve ComUnica. Basta inviare il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Strumenti necessari:
- SPID livello 2 o CIE/CNS (gratuito)
- PEC (5-15 euro/anno presso Aruba, Register, NameCheap)
- Accesso a Fisconline (area riservata Agenzia Entrate)
Caso B — Artigiani, commercianti, attività in Camera di Commercio:
Serve ComUnica, il sistema unico che trasmette in un colpo solo i dati ad Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e Registro Imprese. Strumenti necessari:
- SPID livello 2
- Firma digitale (CNS, smartcard o token: 30-40 euro/anno)
- PEC
- Software gratuito StarWeb o portale ImpresaInItaliaPunto.it
La pratica ComUnica costa circa 30 euro di diritti di segreteria + bollo virtuale. Tempi: 1-7 giorni lavorativi.
Step 3 — Modello AA9/12 Elettronico
Il modello AA9/12 è la dichiarazione di inizio attività per persone fisiche. Si compila online in 10-15 minuti. Le sezioni rilevanti per un forfettario:
- Quadro A — Dati anagrafici (precompilati con SPID)
- Quadro B — Tipo dichiarazione (selezionare "Inizio attività")
- Quadro C — Codice ATECO e descrizione attività
- Quadro F — Regime forfettario (flag specifico)
- Quadro I — Eventuali sedi secondarie (di norma vuoto per professionisti)
Il flag del regime forfettario in Quadro F è cruciale: se non lo barri, finisci in regime ordinario per default e dovrai chiedere variazione. Verifica anche che il fatturato presunto annuo dichiarato sia coerente (sotto i 85.000 euro per accedere al forfettario, sotto i 100.000 euro per restarci nell'anno in corso senza obbligo immediato di IVA).
L'invio è immediato. La partita IVA viene attribuita in tempo reale e ricevi conferma via email o nell'area riservata.
Step 4 — INPS: Gestione Separata o Camera di Commercio
L'iscrizione previdenziale dipende dalla categoria.
Gestione Separata INPS (la maggior parte dei freelance professionali):
- Si effettua sul portale MyINPS entro 30 giorni dall'apertura P.IVA
- Sezione: "Iscrizione Gestione Separata" → compilazione modulo SC04
- Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × coefficiente)
- Costo iscrizione: 0 euro
- Nessun minimale: paghi solo se produci reddito
Artigiani e Commercianti:
- Iscrizione automatica tramite ComUnica (non serve azione separata)
- Aliquota 24% (2026), riducibile del 35% su domanda (vale per tutti i forfettari, non solo under 35)
- Minimale annuo da pagare anche con reddito zero (circa 4.500 euro/anno)
- Riduzione 50% per nuovi iscritti (primi 36 mesi, novità introdotta nel 2025)
Casse professionali (avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti, medici, ecc.):
- Iscrizione presso la cassa specifica (INARCASSA, Cassa Forense, ENPAM, CNPADC, ecc.)
- Aliquote, minimali e regole variano per ciascuna cassa
- Si fa indipendentemente da AA9/12
Errore frequente: professionisti iscritti a un Albo che pensano di poter scegliere la Gestione Separata. Non funziona così: se la tua attività rientra in un Albo con cassa autonoma, l'iscrizione alla cassa è obbligatoria, non opzionale.
Step 5 — Software di Fatturazione Elettronica
Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari (prima erano esenti sotto i 25.000 euro di ricavi). Ogni fattura deve passare dal Sistema di Interscambio (SDI) in formato XML firmato.
Per gestirla autonomamente serve un software che:
- Generi il file XML conforme alle specifiche tecniche dell'Agenzia
- Lo firmi digitalmente (firma CAdES o XAdES)
- Lo invii al SDI tramite PEC o canale accreditato
- Riceva e processi le notifiche di scarto/consegna
Esistono diverse opzioni: il portale gratuito "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate (basico ma funzionale), software commerciali generalisti, oppure app fiscali integrate come Pyva, che oltre alla fatturazione gestiscono calcolo imposte, F24 e bozza dichiarazione redditi in un'unica interfaccia.
La scelta del software incide poco sulla legalità (l'XML è standard) e molto sull'esperienza quotidiana: tempo speso a emettere una fattura, riconciliazione automatica entrate/spese, pre-compilazione F24.
Quanto Risparmi Davvero? Costi Reali 2026
Il punto economico è la ragione principale per cui si valuta il DIY. I numeri sono questi.
Costo apertura P.IVA forfettaria con commercialista:
| Voce | Costo tipico |
|---|---|
| Apertura P.IVA + AA9/12 | 150-400 € |
| Iscrizione INPS / Camera Commercio | 50-150 € |
| Setup fatturazione elettronica | 50-200 € |
| Totale apertura una tantum | 250-750 € |
| Parcella annuale standard (forfettario) | 600-1.200 € |
| Parcella annuale (con cespiti, cassa professionale) | 900-1.800 € |
| Compilazione F24 trimestrale | inclusa |
| Dichiarazione Redditi PF | inclusa |
Costo apertura P.IVA forfettaria fai-da-te:
| Voce | Costo tipico |
|---|---|
| Modello AA9/12 (Gestione Separata) | 0 € |
| ComUnica (artigiani/commercianti) | 30-60 € |
| Firma digitale (1 anno) | 30-40 € |
| PEC (1 anno) | 5-15 € |
| Software fatturazione elettronica (1 anno) | 0-180 € |
| Totale primo anno DIY (Gestione Separata) | 35-200 € |
| Totale primo anno DIY (artigiani/commercianti) | 65-280 € |
Risparmio netto annuo stimato:
- Professionista forfettario in Gestione Separata: 400-1.000 euro/anno
- Artigiano/commerciante forfettario: 350-900 euro/anno
Su 5 anni di attività, il fai-da-te lascia in tasca tra i 2.000 e i 5.000 euro. Per un freelance che fattura 25.000 euro/anno, sono percentuali a doppia cifra del netto.
Il calcolo cambia radicalmente per attività complesse: con dipendenti, immobili strumentali o operazioni intracomunitarie, il commercialista si ripaga da solo solo evitando errori di registrazione.
Quando il Commercialista è Veramente Necessario
Onestà prima di tutto: ci sono situazioni dove il fai-da-te è una scelta sbagliata, indipendentemente dal risparmio. Sono casi in cui un errore costa molto più della parcella annuale.
1. Hai dipendenti o collaboratori abituali
Le buste paga, i contributi INPS lavoratori, le ritenute, il TFR, i CU annuali sono materia da consulente del lavoro (non commercialista, ma comunque non DIY). Sbagliare un calcolo contributivo o un licenziamento costa migliaia di euro in sanzioni e cause.
2. Hai immobili strumentali o cespiti rilevanti
Ammortamenti, leasing, acquisto/vendita immobili, ristrutturazioni con bonus fiscali. Il forfettario non ammortizza per definizione, ma se hai investito molto in attrezzature e poi cambi regime, la gestione è complessa.
3. Operazioni intracomunitarie e con l'estero
VIES, reverse charge, INTRASTAT, inversione contabile, esportazioni extra UE, e-commerce verso clienti privati UE (regole OSS). La fatturazione cambia radicalmente. Anche un singolo cliente UE business può complicare il quadro.
4. Sei vicino alla soglia 85.000/100.000 euro
L'uscita dal forfettario va pianificata. Superare 85.000 euro fa uscire dal regime l'anno successivo. Superare 100.000 euro fa uscire immediatamente con obbligo IVA dal giorno del superamento. La gestione contabile cambia da un giorno all'altro.
5. Redditi misti significativi
Se oltre alla P.IVA hai immobili in affitto, partecipazioni societarie, capital gain, plusvalenze finanziarie, l'incrocio dichiarativo può creare effetti fiscali non ovvi (cumulo per addizionali, perdita di detrazioni, ecc.).
6. Contenzioso o accertamento in corso
Se hai ricevuto una comunicazione dell'Agenzia, una cartella, un avviso bonario o un accertamento, non rispondere da soli. Il commercialista (o un avvocato tributarista) qui è insostituibile.
Per tutto il resto - freelance, consulenti, artigiani senza dipendenti, e-commerce italiani semplici - il fai-da-te è praticabile, legale e oggettivamente più economico.
Errori Frequenti del DIY
Vedere l'altra faccia: gli errori che chi sceglie il fai-da-te commette più spesso. Conoscerli in anticipo è il modo migliore per evitarli.
Errore 1 — Dimenticare il flag forfettario in AA9/12
Senza il flag in Quadro F, l'Agenzia ti assegna al regime ordinario. Devi fare una variazione e nel frattempo rischi di emettere fatture sbagliate (con IVA invece che senza). Verifica due volte prima di inviare.
Errore 2 — Non iscriversi all'INPS entro 30 giorni
L'iscrizione alla Gestione Separata è obbligatoria entro 30 giorni dall'apertura P.IVA. Sanzione amministrativa se non rispetti il termine. Per artigiani/commercianti il problema non si pone (ComUnica gestisce tutto).
Errore 3 — Confondere fatturato e imponibile
Il forfettario calcola le tasse sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente), non sul fatturato. Un consulente che fattura 30.000 euro con coefficiente 78% ha 23.400 euro di imponibile. Le tasse e i contributi INPS si calcolano su quei 23.400, non sui 30.000. Confondersi qui produce errori a cascata su F24 e dichiarazione.
Errore 4 — Non versare gli acconti
Il forfettario versa imposta sostitutiva con saldo + 2 acconti (50% + 50%, D.Lgs. 1/2024 art. 8). Saltare gli acconti significa pagare a giugno l'anno successivo tutto in una volta, con interessi. Codici tributo F24: 1790 (saldo), 1791 (primo acconto), 1792 (secondo acconto).
Errore 5 — Trascurare la fatturazione elettronica per le piccole somme
Anche fattura da 50 euro va emessa elettronicamente al SDI. La ricevuta cartacea non vale più. Se ti dimentichi e il cliente non ti sollecita, l'Agenzia se ne accorge dai dati incrociati e applica sanzioni.
Errore 6 — Sottovalutare la dichiarazione redditi
Il Quadro LM (forfettario) è semplice, ma va compilato bene. Errori tipici: dimenticare l'addizionale regionale/comunale, sbagliare i contributi previdenziali deducibili, omettere altri redditi (immobili, lavoro dipendente parziale). Una dichiarazione errata che genera rimborso indebito si trasforma in cartella tre anni dopo.
Per gestire questi passaggi in autonomia con meno rischi, app come Pyva pre-compilano F24, calendario scadenze e bozza Redditi PF in modo coerente con i dati di fatturazione.
Domande Frequenti
È legale aprire la partita IVA senza commercialista?
Sì, è perfettamente legale. La legge non impone l'intermediazione di un commercialista per l'apertura della partita IVA. Il modello AA9/12 (per persone fisiche) può essere presentato direttamente all'Agenzia delle Entrate via SPID/CIE, gratuitamente. Anche l'iscrizione INPS Gestione Separata si fa autonomamente sul portale MyINPS. L'unico caso obbligato è l'iscrizione al Registro Imprese per artigiani e commercianti, che richiede ComUnica e firma digitale.
Quanto costa aprire la partita IVA da soli nel 2026?
Per un professionista in Gestione Separata: 0 euro. L'apertura tramite modello AA9/12 è gratuita. Per artigiani e commercianti: circa 30 euro di diritti di segreteria Camera di Commercio (più 168 euro di tassa concessione governativa solo in alcuni casi), costo firma digitale (30-40 euro/anno) e PEC (5-15 euro/anno). Totale realistico: 50-250 euro a seconda della categoria. Un commercialista per la sola apertura chiede 150-400 euro.
Quanto tempo serve per aprire la partita IVA da soli?
Per un professionista forfettario circa 30-60 minuti, se hai già SPID e PEC. La pratica AA9/12 viene processata in tempo reale: il numero di partita IVA è attivo entro pochi minuti dall'invio. Per artigiani e commercianti la procedura ComUnica richiede 1-7 giorni lavorativi perché coinvolge contemporaneamente Camera di Commercio, INPS e INAIL.
Posso gestire la fatturazione elettronica senza commercialista?
Sì. Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Esistono software che generano l'XML, lo firmano e lo inviano al Sistema di Interscambio in autonomia, senza intermediario fiscale. La maggior parte dei forfettari oggi gestisce fatture, F24 e dichiarazione redditi con un'app, soprattutto se non ha dipendenti né immobilizzazioni rilevanti.
Cosa succede se sbaglio il codice ATECO in fase di apertura?
Il codice ATECO si modifica gratuitamente con un nuovo modello AA9/12 di variazione, da inviare entro 30 giorni dal cambio attività. Sbagliare ATECO incide però sul coefficiente di redditività forfettario (40-86% a seconda della categoria) e quindi sulle tasse. Sceglierlo ottimisticamente per pagare meno è una dichiarazione errata contestabile in caso di controllo, con recupero a posteriori delle imposte non versate.
Quando è meglio rivolgersi davvero a un commercialista?
In sei casi: 1) hai immobili strumentali o ammortamenti complessi; 2) sei in regime ordinario (non forfettario); 3) hai dipendenti o collaboratori; 4) fai operazioni intracomunitarie (VIES) o esportazioni complesse; 5) sei vicino alla soglia 85.000/100.000 euro e devi pianificare l'uscita; 6) hai redditi misti significativi (immobili, partecipazioni, capital gain). Per il forfettario standard senza queste complessità, il fai-da-te è praticabile e legale.
Posso aprire la partita IVA online senza andare fisicamente da nessuna parte?
Sì, completamente online. Il modello AA9/12 si invia tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) con SPID/CIE/CNS. ComUnica per artigiani e commercianti si fa via portale ImpresaInItaliaPunto.it o software gratuito StarWeb. L'iscrizione INPS Gestione Separata si effettua su MyINPS. Non serve alcun appuntamento allo sportello, tranne casi particolari come la richiesta di codice fiscale per cittadini esteri.
L'Insight di Pyva: Il pattern che vediamo più spesso è questo: il freelance al primo anno apre P.IVA con commercialista per "stare tranquillo", paga 800-1.000 euro di parcella, poi a fine anno scopre che il commercialista ha semplicemente caricato i dati che gli ha dato lui in un gestionale e ha generato una dichiarazione lineare di Quadro LM. Niente di insostituibile. Dal secondo anno, molti passano al fai-da-te con un'app fiscale e usano il commercialista solo per consulenze puntuali (a ore) quando emergono complessità reali. Questo modello ibrido riduce il costo annuo a 100-300 euro mantenendo accesso a competenze esperte quando serve davvero.
Riepilogo in 5 Regole
| Regola | Dettaglio |
|---|---|
| Apertura DIY | Legale, 0 euro per Gestione Separata, 50-250 euro per artigiani/commercianti |
| Tempo richiesto | 30-60 minuti (Gestione Separata), 1-7 giorni (ComUnica) |
| Strumenti necessari | SPID livello 2, PEC, eventuale firma digitale |
| Quando il DIY funziona | Forfettario, no dipendenti, no cespiti, no operazioni estere complesse |
| Quando serve il commercialista | Regime ordinario, dipendenti, contenzioso, redditi misti, soglie in transizione |
Inizia con i Passaggi Giusti
Aprire la P.IVA da soli è alla portata di chiunque sia disposto a leggere istruzioni con attenzione e seguire la sequenza corretta. Il rischio non è nell'apertura: è nei mesi successivi, quando vanno gestiti correttamente fatturazione, F24, scadenze e dichiarazione.
Per pianificare in anticipo costi e netto reale della tua attività in regime forfettario, prova il simulatore netto partita IVA forfettaria: inserisci il tuo fatturato previsto e il tuo codice ATECO, e ottieni in pochi secondi una proiezione di tasse, contributi INPS e netto annuo.
Se invece stai ancora scegliendo la categoria della tua attività, parti dalla guida ai codici ATECO 2025 con coefficienti di redditività e gestione previdenziale per ogni codice.
Approfondisci
- Come funziona il regime forfettario — guida completa al regime, requisiti e calcolo imposte
- Requisiti regime forfettario 2026 — soglie, cause di esclusione e compatibilità
- Contributi INPS regime forfettario 2026 — Gestione Separata, artigiani, commercianti e calcolo aliquote
- Regime forfettario e lavoro dipendente — compatibilità e limite dei 35.000 euro
- Simulatore netto partita IVA forfettaria — calcolo netto reale in tempo reale
Domande frequenti
È legale aprire la partita IVA senza commercialista?
Sì, è perfettamente legale. La legge non impone l'intermediazione di un commercialista per l'apertura della partita IVA. Il modello AA9/12 (per persone fisiche) può essere presentato direttamente all'Agenzia delle Entrate via SPID/CIE, gratuitamente. Anche l'iscrizione INPS Gestione Separata si fa autonomamente sul portale MyINPS. L'unico caso obbligato è l'iscrizione al Registro Imprese per artigiani e commercianti, che richiede ComUnica e firma digitale.
Quanto costa aprire la partita IVA da soli nel 2026?
Per un professionista in Gestione Separata: 0 euro. L'apertura tramite modello AA9/12 è gratuita. Per artigiani e commercianti: circa 30 euro di diritti di segreteria Camera di Commercio + 168 euro di tassa di concessione governativa (solo alcuni casi) + costo firma digitale (30-40 euro/anno) + PEC (5-15 euro/anno). Totale realistico: 50-250 euro a seconda della categoria. Un commercialista per la sola apertura chiede 150-400 euro.
Quanto tempo serve per aprire la partita IVA da soli?
Per un professionista forfettario: circa 30-60 minuti se hai già SPID e PEC. La pratica AA9/12 viene processata in tempo reale: il numero di partita IVA è attivo entro pochi minuti dall'invio. Per artigiani e commercianti la procedura ComUnica richiede 1-7 giorni lavorativi perché coinvolge Camera di Commercio, INPS e INAIL contemporaneamente.
Posso gestire la fatturazione elettronica senza commercialista?
Sì. Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Esistono software che generano l'XML, lo firmano e lo inviano al Sistema di Interscambio in autonomia. Non serve un intermediario fiscale. La maggior parte dei forfettari oggi gestisce fatture, F24 e dichiarazione redditi con un'app, senza commercialista, soprattutto se non ha dipendenti né immobilizzazioni.
Cosa succede se sbaglio il codice ATECO in fase di apertura?
Il codice ATECO si modifica gratuitamente con un nuovo modello AA9/12 di variazione, da inviare entro 30 giorni dal cambio attività. Sbagliare ATECO incide però sul coefficiente di redditività forfettario (40-86% a seconda della categoria) e quindi sulle tasse. Un consulente IT che si registra per errore come 'altri servizi' (coefficiente 67%) invece che '62.02' (78%) paga il 25% di tasse in meno per legge, ma è una dichiarazione errata che può essere contestata in caso di controllo.
Quando è meglio rivolgersi davvero a un commercialista?
In sei casi: 1) hai immobili strumentali o ammortamenti complessi; 2) sei in regime ordinario (non forfettario); 3) hai dipendenti o collaboratori; 4) fai operazioni intracomunitarie (VIES) o esportazioni complesse; 5) sei vicino alla soglia 85.000/100.000 euro e devi pianificare l'uscita; 6) hai redditi misti significativi (immobili, partecipazioni, capital gain). Per il forfettario standard senza queste complessità, il fai-da-te è praticabile e legale.
Posso aprire la partita IVA online senza andare fisicamente da nessuna parte?
Sì, completamente online. Il modello AA9/12 si invia tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) con SPID/CIE/CNS. ComUnica per artigiani e commercianti si fa via portale ImpresaInItaliaPunto.it o software gratuito StarWeb. L'iscrizione INPS Gestione Separata si effettua su MyINPS. Non è richiesto alcun appuntamento allo sportello, tranne casi particolari come la richiesta di codice fiscale per cittadini esteri.