Partita IVA Forfettaria per Studenti: Si Può Aprire? Guida 2026

4 aprile 2026·10 min read·Cristian Caretti

Sei studente universitario, hai già qualche cliente o stai per iniziare, e ti chiedi se puoi aprire la partita IVA senza problemi. La risposta è sì — e i vantaggi fiscali per chi inizia da giovane sono reali.

Questa guida spiega tutto quello che ti serve sapere: requisiti, costi, codici ATECO giusti per il tuo lavoro e quanto pagherai davvero di tasse.

TL;DR: Qualsiasi studente può aprire la partita IVA forfettaria, senza limiti d'età. I primi 5 anni si paga il 5% di imposta sostitutiva invece del 15% — un vantaggio enorme per chi inizia subito. La borsa di studio non blocca niente. Si apre gratis con il modello AA9/12.


Si Può Aprire la Partita IVA da Studente Universitario?

Sì, senza eccezioni. Non esiste nessuna norma che vieti a uno studente di aprire la partita IVA. Il regime forfettario non ha limiti d'età, non chiede di avere già un diploma o una laurea, non richiede esperienza professionale pregressa. Un diciannovenne iscritto al primo anno di informatica può aprire la P.IVA come sviluppatore freelance il giorno stesso in cui trova il primo cliente.

L'unica condizione è rispettare i requisiti di accesso al regime forfettario, uguali per tutti:

  • Ricavi dell'anno precedente sotto 85.000 euro
  • Se hai anche un lavoro dipendente: reddito da dipendente dell'anno precedente sotto 35.000 euro lordi
  • Nessuna partecipazione di controllo in SRL con attività analoga
  • Nessun dipendente o collaboratore pagato più di 20.000 euro lordi/anno

Se stai aprendo la P.IVA per la prima volta, il requisito sui ricavi dell'anno precedente non si applica: non hai ancora fatturato niente. Parti direttamente.

Per approfondire la procedura di apertura: aprire la partita IVA forfettaria.


Borsa di Studio e Stage Universitari: Influenzano il Forfettario?

Questa è la domanda che più spaventa gli studenti. La risposta è quasi sempre "no, non influenzano niente".

Borse di studio universitarie

Le borse di studio ministeriali, regionali e universitarie — comprese quelle DSU (diritto allo studio), le borse Erasmus e le borse merit-based degli atenei — non sono reddito da lavoro dipendente. Non rientrano nella soglia dei 35.000 euro lordi che determina l'accesso al regime forfettario.

In pratica: se ricevi 5.000 euro di borsa di studio e hai aperto la P.IVA, quella borsa non conta ai fini dell'accesso al forfettario.

Stage e tirocini

Tipo di tirocinioConta per il limite 35.000€?
Tirocinio curriculare non retribuitoNo
Tirocinio extracurriculare non retribuitoNo
Tirocinio retribuito (rimborso spese)Solo se supera 35.000€ lordi nell'anno
Assunzione part-time a tempo determinatoSì, come reddito da lavoro dipendente

In pratica: nessuno studente supera i 35.000 euro con un tirocinio universitario. Il limite è pensato per chi ha già un lavoro strutturato full-time.

Per il dettaglio sulla compatibilità con il lavoro dipendente: regime forfettario e lavoro dipendente.


Il Vantaggio del 5%: Perché Aprire la P.IVA da Giovane Conviene

L'imposta sostitutiva del regime forfettario è al 15% per tutti — tranne che per chi inizia un'attività nuova. Se non hai mai avuto partita IVA prima, nei primi 5 anni l'aliquota scende al 5%.

Tre condizioni per accedere al 5%:

  1. Non aver esercitato un'attività d'impresa, arte o professione nei tre anni precedenti l'apertura
  2. L'attività che apri non deve essere la prosecuzione di un'attività precedente (svolta come dipendente o autonomo)
  3. Se l'attività è la prosecuzione di quella di un'altra persona, il cedente non deve aver superato il limite di ricavi del forfettario nel triennio precedente

Per uno studente che inizia a lavorare come freelance, queste condizioni sono quasi sempre rispettate automaticamente. Non hai mai avuto la P.IVA, e il tuo lavoro freelance è una cosa nuova — non la continuazione di un lavoro dipendente.

Il risparmio nel tempo è enorme. Pagare il 5% invece del 15% per 5 anni significa tenere in tasca il 10% dell'imponibile ogni anno. Su un fatturato di 20.000 euro annui, sono circa 1.560 euro in più ogni anno, 7.800 euro in 5 anni.


Contributi INPS: Quanto Si Paga Davvero?

L'imposta sostitutiva è solo una parte del costo fiscale. L'altra parte sono i contributi INPS, che in molti dimenticano di calcolare.

La grande maggioranza degli studenti freelance rientra nella Gestione Separata INPS, che si applica a tutti i professionisti senza cassa previdenziale propria: sviluppatori, grafici, copywriter, tutor, content creator, consulenti.

Le regole della Gestione Separata per un forfettario:

  • Aliquota: 26,07% del reddito imponibile
  • Nessun minimale: si paga solo sul reddito che effettivamente guadagni. Se guadagni poco, paghi poco. Se un anno non fatturi niente, non paghi contributi.
  • Nessuna riduzione del 35%: quella riduzione è solo per artigiani e commercianti, non per i professionisti in Gestione Separata
  • Il massimale è 122.295 euro di reddito imponibile: sopra questa soglia non si versano ulteriori contributi GS

La base imponibile su cui si calcola il 26,07% non è il fatturato lordo, ma l'imponibile forfettario: fatturato × coefficiente di redditività (78% per la maggior parte dei professionisti).

Per il calcolo completo dei contributi: contributi INPS regime forfettario.


Quanto Pago di Tasse? Esempi Pratici per Studenti

Ecco i numeri reali per chi applica il coefficiente al 78% (sviluppatori, grafici, tutor, copywriter) e l'aliquota al 5% (nuovi iscritti):

Fatturato annuoImponibile (×78%)Imposta 5%Contributi GS 26,07%Totale da pagare
5.000 €3.900 €195 €1.017 €~1.212 €
10.000 €7.800 €390 €2.033 €~2.423 €
20.000 €15.600 €780 €4.067 €~4.847 €
30.000 €23.400 €1.170 €6.100 €~7.270 €

Nota: i contributi INPS versati si deducono dalla base imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva. Il calcolo nella tabella è semplificato: nella realtà paghi leggermente meno imposta perché sottrai i contributi dall'imponibile. Le cifre nella colonna "Totale" sono quindi una stima prudenziale.

Con 10.000 euro di fatturato annuo, incassi circa 7.577 euro netti (tenendo conto sia dell'imposta che dei contributi). Con 20.000 euro ne incassi circa 15.153. Non è male, soprattutto se stai ancora studiando e il lavoro freelance è un'attività secondaria.

Per simulare il tuo caso specifico con valori personalizzati: calcolo tasse regime forfettario.


Quali Codici ATECO Usano gli Studenti Freelance?

Il codice ATECO è il codice che descrive la tua attività e determina il coefficiente di redditività (quanto dell'imponibile paghi le tasse). Per la quasi totalità delle attività tipiche degli studenti freelance, il coefficiente è 78%.

Ecco i codici più usati:

AttivitàCodice ATECOCoefficiente
Sviluppatore / programmatore62.01.0978%
Grafico / web designer74.10.2178%
Copywriter / content creator73.11.0278%
Videomaker / fotografo74.20.1978%
Tutor / insegnante privato85.59.0978%
Social media manager73.11.02 o 70.22.0978%
Traduttore / interprete74.30.0078%
Artista digitale / creator90.03.0978%

Se non sei sicuro del codice giusto per la tua attività, il portale dell'Agenzia delle Entrate ha un motore di ricerca ATECO. In caso di dubbi, un consulente può aiutarti nella scelta — ma per le attività elencate sopra, il codice è abbastanza diretto.


Come Si Apre: I Passi Concreti

Aprire la P.IVA da studente è gratuito e si fa in un pomeriggio. Ecco i passaggi nell'ordine:

1. Modello AA9/12 — Agenzia delle Entrate

Compila e presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Puoi farlo:

  • Di persona allo sportello: la P.IVA viene rilasciata immediatamente
  • Online tramite il portale AdE con SPID o CIE: 1-5 giorni lavorativi
  • Tramite PEC: stessi tempi dell'online

Il modello richiede: dati anagrafici, indirizzo, codice ATECO, data di inizio attività, regime fiscale (forfettario), tipo di contribuenza INPS (Gestione Separata per i professionisti).

2. Iscrizione INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio attività devi iscriverti alla Gestione Separata INPS tramite il portale INPS con SPID. La procedura è online e gratuita. Senza questa iscrizione non puoi versare i contributi né maturare posizione pensionistica.

3. PEC (Posta Elettronica Certificata)

Dal 2024 la PEC è obbligatoria per tutte le partite IVA. Puoi attivarla con qualsiasi provider (Aruba, Legalmail, Tim, ecc.) a partire da circa 5-10 euro all'anno per un piano base.

4. Fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, forfettari inclusi. Le fatture vanno emesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Puoi usare il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate oppure un software dedicato.


Domande Frequenti

Posso aprire la P.IVA a 18 anni?

Sì, a 18 anni sei maggiorenne e puoi aprire la P.IVA in autonomia. Non servono né il consenso dei genitori né requisiti particolari legati all'età.

Devo dirlo all'università o all'INPS che sono studente?

All'Agenzia delle Entrate dichiari solo la tua attività economica, non il fatto di studiare. Non c'è nessun modulo da compilare per comunicare lo status di studente. L'INPS vuole solo sapere che stai aprendo la Gestione Separata come lavoratore autonomo.

La partita IVA influenza la borsa di studio DSU?

Dipende dall'ateneo e dal bando. Alcune borse considerano i redditi da lavoro autonomo nell'ISEE, che viene usato per determinare il diritto alla borsa. Il reddito da P.IVA forfettaria entra nel calcolo ISEE — questo non riguarda l'accesso al regime fiscale, ma può ridurre o azzerare il diritto alla borsa se superi le soglie di reddito/patrimonio previste dal bando. Verifica sempre le regole del tuo ateneo prima di aprire.

Posso avere partita IVA e contratto a chiamata o part-time?

Sì. Puoi combinare la P.IVA forfettaria con qualsiasi rapporto di lavoro dipendente, purché il reddito da dipendente dell'anno precedente non superi 35.000 euro lordi. Un contratto a chiamata o part-time universitario difficilmente avvicina quella soglia.


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Domande frequenti

Uno studente universitario può aprire la partita IVA forfettaria?

Sì, senza limiti d'età. Non esiste nessuna legge che vieti a uno studente di aprire la partita IVA. L'unico requisito è rispettare le condizioni di accesso al forfettario: ricavi sotto 85.000 euro annui e, se hai anche un lavoro dipendente, reddito da dipendente inferiore a 35.000 euro lordi.

La borsa di studio universitaria blocca l'accesso al regime forfettario?

No. Le borse di studio ministeriali e universitarie (Erasmus, DSU, merit-based) non sono considerate reddito da lavoro dipendente ai fini del regime forfettario. Non influenzano né la soglia 35.000 euro né l'accesso al regime. Solo le borse tassate come redditi assimilati al lavoro dipendente (ex art. 50 TUIR) fanno eccezione.

Quanto si paga di tasse con partita IVA forfettaria da studente?

Molto poco, soprattutto i primi 5 anni. Con 10.000 euro di fatturato: circa 390 euro di imposta sostitutiva al 5% più circa 2.033 euro di contributi INPS Gestione Separata, totale circa 2.423 euro. Con 20.000 euro: circa 780 euro di imposta più circa 4.067 euro di contributi, totale circa 4.847 euro.

Quali codici ATECO usano gli studenti freelance più comuni?

I codici ATECO più usati dagli studenti: 62.01.09 per sviluppatori e programmatori, 74.10.21 per grafici e designer, 73.11.02 per copywriter e content creator, 85.59.09 per tutor e insegnanti privati, 90.03.09 per artisti digitali e videomaker. Tutti applicano il coefficiente di redditività al 78%.

Gli stage e i tirocini universitari influenzano il regime forfettario?

I tirocini non retribuiti non contano come reddito da lavoro dipendente e non incidono sull'accesso al forfettario. I tirocini retribuiti vengono trattati come reddito assimilato al lavoro dipendente: se superano 35.000 euro lordi nell'anno precedente, impediscono l'accesso al regime. In pratica, con un tirocinio universitario, non supererai mai quella soglia.