IVA nel Regime Forfettario: Esenzione, Fatture e Acquisti
TL;DR: I forfettari non addebitano l'IVA, non la detraggono sugli acquisti e non presentano dichiarazione IVA. In fattura si usa il codice natura N2.2 e la dicitura art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. L'IVA sugli acquisti è un costo fisso non recuperabile — lo svantaggio principale per chi ha spese elevate.
IVA e Regime Forfettario: la Risposta Breve
La domanda più frequente tra chi valuta l'apertura di una partita IVA in regime forfettario è semplice: si paga l'IVA?
La risposta è no. I forfettari non addebitano l'IVA ai propri clienti, non la versano all'Erario e non presentano nessuna dichiarazione IVA. Questa esenzione è prevista dall'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) ed è uno dei principali vantaggi del regime.
Ma attenzione: il termine corretto non è "esente IVA" (che in fiscalità indica un'altra fattispecie, come alcune operazioni sanitarie o educative), bensì "in franchigia IVA". La distinzione non è solo terminologica: ha implicazioni sulla dicitura da inserire in fattura e sul codice natura IVA da usare nel Sistema di Interscambio (SDI).
In questo articolo vediamo come funziona l'IVA nel regime forfettario in ogni sua sfaccettatura: dall'esenzione alla fatturazione, dagli acquisti agli scenari con clienti esteri, fino a cosa cambia quando si supera la soglia dei 100.000 euro.
L'Esenzione IVA nel Forfettario: Cosa Significa Esattamente
Essere in franchigia IVA produce quattro effetti concreti sulla gestione quotidiana della partita IVA.
1. Non si addebita l'IVA ai clienti
Le fatture emesse da un forfettario non riportano alcuna aliquota IVA (22%, 10%, 4%): il totale fattura coincide con l'imponibile. Se fatturi una consulenza da 1.000 euro, il cliente ti paga 1.000 euro — non 1.220 euro.
Questo è un vantaggio diretto per i clienti privati (B2C), che pagano di meno. Per i clienti aziende (B2B) il risparmio è relativo, perché per loro l'IVA era comunque detraibile.
2. Non si detrae l'IVA sugli acquisti
Quando acquisti beni o servizi per la tua attività — un computer, un software, una consulenza — paghi il prezzo comprensivo di IVA come se fossi un consumatore finale. Quell'IVA non la puoi recuperare: diventa un costo pieno.
Questo è il principale svantaggio del regime forfettario sul fronte IVA, soprattutto per chi ha spese elevate di approvvigionamento.
3. Non si presenta la dichiarazione IVA annuale
I forfettari sono completamente esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale (modello IVA), un adempimento che nel regime ordinario va effettuato entro aprile di ogni anno.
4. Non si effettuano le liquidazioni IVA periodiche
Nel regime ordinario, ogni mese o ogni trimestre bisogna calcolare la differenza tra IVA incassata (a debito) e IVA pagata sugli acquisti (a credito) e versare l'eventuale saldo. Nel forfettario tutto questo non esiste.
Il risparmio in termini di adempimenti è significativo: nessun registro IVA, nessuna liquidazione, nessuna dichiarazione.
La "Natura IVA" in Fattura: il Codice N2.2
Con l'obbligo di fatturazione elettronica esteso a tutti i forfettari, è fondamentale sapere quale codice inserire nel campo Natura IVA del file XML trasmesso all'SDI.
I forfettari devono usare il codice N2.2.
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| N2.2 | Non soggette — altri casi (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014) |
Questo codice identifica le operazioni non soggette a IVA per effetto di una norma specifica di esclusione. Non va confuso con:
- N1 (escluse ex art. 15) — passaggi di denaro non rilevanti ai fini IVA
- N2.1 (non soggette ad IVA per carenza del presupposto territoriale)
- N4 (esenti IVA) — operazioni come quelle sanitarie, educative, assicurative
Usare il codice sbagliato non blocca la trasmissione della fattura, ma genera anomalie che possono essere contestate dall'Agenzia delle Entrate.
La Dicitura Obbligatoria in Fattura
Oltre al codice natura IVA corretto, le fatture dei forfettari devono riportare una dicitura specifica nel corpo del documento. Non è facoltativa: la sua assenza espone a sanzioni formali.
La dicitura completa da inserire è:
"Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014. Il cedente/prestatore non è soggetto alla ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge 190/2014, avendo i requisiti previsti dalla stessa legge."
Questa dicitura svolge due funzioni:
- Giustifica l'assenza di IVA in fattura, richiamando la norma di riferimento
- Comunica al cliente di non applicare la ritenuta d'acconto (il forfettario non subisce ritenute)
Il secondo punto è rilevante soprattutto quando il cliente è un'azienda o un professionista che, in assenza di questa indicazione, potrebbe applicare la ritenuta d'acconto del 20% prevista per i lavoratori autonomi ordinari.
IVA sugli Acquisti: il Principale Svantaggio
L'impossibilità di detrarre l'IVA sugli acquisti è la contropartita dell'esenzione. Nel regime forfettario, ogni volta che acquisti qualcosa per la tua attività, l'IVA è un costo reale che abbassa il tuo margine.
Esempio numerico
Sei un web designer forfettario e devi acquistare un software professionale da 1.000 euro + IVA:
| Scenario | Importo pagato | IVA recuperata | Costo netto |
|---|---|---|---|
| Regime forfettario | 1.220 € | 0 € | 1.220 € |
| Regime ordinario | 1.220 € | 220 € | 1.000 € |
Nel regime ordinario l'IVA pagata al fornitore si detrae da quella incassata dai clienti: il costo effettivo del software è 1.000 euro. Nel forfettario invece paghi 1.220 euro e non recuperi nulla.
Quanto "costa" l'IVA non detraibile?
Su una spesa annua di 10.000 euro (imponibile) con aliquota IVA al 22%, l'IVA non recuperabile ammonta a 2.200 euro. Questa cifra abbassa direttamente il tuo guadagno netto.
Il regime forfettario conviene comunque nella stragrande maggioranza dei casi, perché il risparmio fiscale sull'imposta sostitutiva (15% invece delle aliquote IRPEF progressive fino al 43%) supera ampiamente il costo dell'IVA non detraibile. Ma chi ha spese molto elevate — artigiani con materiali, commercianti con magazzino — deve fare un'analisi attenta.
Acquisti Intracomunitari: la Soglia dei 10.000 Euro
I forfettari non sono completamente fuori dal sistema IVA quando acquistano da fornitori di altri Paesi UE. Vige una regola specifica:
- Sotto i 10.000 euro annui di acquisti da fornitori UE: il fornitore estero applica l'IVA del proprio Paese e non ci sono ulteriori obblighi per il forfettario
- Sopra i 10.000 euro annui di acquisti da fornitori UE: scattano obblighi aggiuntivi
Quando si supera la soglia di 10.000 euro, il forfettario deve:
- Iscriversi al VIES (VAT Information Exchange System) e ottenere un numero di partita IVA comunitaria
- Applicare il reverse charge (inversione contabile): l'IVA italiana viene auto-liquidata e versata dal forfettario stesso
- Presentare il modello INTRA (elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari)
Questa soglia si calcola sull'anno civile. Se nel corso dell'anno superi i 10.000 euro, gli obblighi scattano dall'acquisto che ti porta oltre la soglia — non dall'anno successivo.
Attenzione: I forfettari non possono detrarre l'IVA nemmeno nel caso degli acquisti intracomunitari con reverse charge. L'IVA auto-liquidata va versata senza possibilità di recupero, aumentando ulteriormente il costo degli acquisti da fornitori UE.
Prestazioni di Servizi a Clienti Esteri (B2B UE)
Quando un forfettario presta servizi a clienti aziende di altri Paesi UE (B2B), si applicano le regole sulla territorialità IVA.
In base alla direttiva UE (recepita nell'art. 7-ter del DPR 633/72), le prestazioni di servizi B2B si considerano effettuate nel Paese del committente (non del prestatore). Questo significa:
- La fattura del forfettario italiano verso un'azienda tedesca non è soggetta a IVA italiana
- La dicitura da usare è "inversione contabile" o "reverse charge — art. 7-ter DPR 633/72"
- Il cliente estero applica l'IVA del proprio Paese
- Il forfettario deve compilare il modello INTRA per le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi UE (se superiori a determinate soglie)
Per i servizi resi a privati consumatori esteri (B2C), la situazione è diversa: in linea generale l'operazione è soggetta a IVA italiana, ma i forfettari, essendo in franchigia, non la applicano comunque.
💡 L'Insight di Pyva: Nella gestione quotidiana delle fatture, l'errore più comune che vediamo è il codice natura IVA sbagliato: molti forfettari usano N4 (esenti) invece di N2.2 (non soggette). Non blocca la trasmissione all'SDI, ma genera un'anomalia formale che può creare problemi in fase di controllo AdE. Pyva inserisce automaticamente N2.2 e la dicitura completa su ogni fattura generata — inclusa la parte sulla ritenuta d'acconto. L'utente non deve ricordarsi nulla: il formato è sempre conforme alla normativa vigente.
Quando un Forfettario Diventa Soggetto IVA
L'esenzione IVA nel forfettario ha un limite preciso: il superamento della soglia di 100.000 euro di fatturato nel corso dell'anno.
La soglia dei 100.000 euro: uscita immediata
Se durante l'anno superi i 100.000 euro di fatturato (calcolato secondo il principio di cassa, ovvero sugli importi effettivamente incassati), l'uscita dal regime forfettario è immediata.
Dal momento stesso in cui emetti — o meglio, incassi — la fattura che ti porta oltre 100.000 euro:
- Esci dal regime forfettario
- Sei obbligato ad applicare l'IVA su quella fattura e su tutte le successive
- Devi aprire una posizione IVA ordinaria
- Devi iniziare a effettuare liquidazioni e adempimenti IVA
Non è previsto alcun periodo di grazia o attesa fino al 1° gennaio dell'anno successivo.
La soglia degli 85.000 euro: uscita dall'anno successivo
Diversa è la situazione per la soglia degli 85.000 euro. Se superi questa soglia ma rimani sotto i 100.000 euro:
- Rimani nel regime forfettario per tutto l'anno in corso
- Non applichi l'IVA su nessuna fattura dell'anno
- Esci dal regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo
| Soglia superata | Quando si esce | IVA immediata? |
|---|---|---|
| 85.000 euro | 1° gennaio anno successivo | No |
| 100.000 euro | Dalla fattura che supera la soglia | Sì |
Principio di cassa: Le soglie si riferiscono al fatturato incassato, non alle fatture emesse. Una fattura emessa a dicembre 2026 ma incassata a gennaio 2027 conta per il 2027.
Come Pyva ti Aiuta a Gestire l'IVA nel Forfettario
Gestire correttamente l'IVA nel forfettario — anche quando non si paga — richiede attenzione: dicitura corretta in fattura, codice N2.2 nel SDI, monitoraggio delle soglie, gestione degli acquisti intracomunitari.
Con Pyva hai tutto sotto controllo senza dover ricordare norme e codici:
- Alert soglie in tempo reale: ricevi un avviso quando ti avvicini agli 85.000 euro e un alert immediato se rischi di sfondare i 100.000, con indicazione del numero di fatture ancora emettibili
- Fatture conformi: le fatture generate da Pyva includono automaticamente la dicitura obbligatoria e il codice natura IVA N2.2 corretto
- Monitoraggio acquisti intracomunitari: Pyva traccia gli acquisti da fornitori UE e ti avvisa quando ti avvicini alla soglia dei 10.000 euro
- Calcolo tasse in tempo reale: ogni entrata registrata aggiorna istantaneamente imposta sostitutiva, contributi INPS e guadagno netto disponibile
- F24 precompilato: il modello F24 viene generato con i codici tributo corretti (1790, 1791, 1792) e gli importi calcolati
Non devi diventare un esperto di IVA per gestire bene la tua partita IVA forfettaria. Pyva lo fa per te.
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Domande frequenti
Si paga l'IVA nel regime forfettario?
No. I forfettari non addebitano l'IVA ai clienti, non la detraggono sugli acquisti e non presentano la dichiarazione IVA annuale. L'esenzione è totale, prevista dall'art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014. Si parla tecnicamente di 'franchigia IVA', non di esenzione in senso stretto.
Come si fa una fattura senza IVA nel regime forfettario?
Nella fattura va inserita la dicitura: 'Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014'. Deve essere presente anche il riferimento all'esonero dalla ritenuta d'acconto (art. 1, comma 67, stessa legge). Nel campo natura IVA SDI si usa il codice N2.2.
Qual è la natura IVA da usare in fattura per i forfettari?
I forfettari devono utilizzare il codice natura IVA N2.2 nel sistema SDI (Sistema di Interscambio) per le fatture elettroniche. Questo codice identifica le operazioni non soggette a IVA per effetto di una norma specifica — nel caso del forfettario, l'art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014.
I forfettari possono detrarre l'IVA sugli acquisti?
No. Il regime forfettario non permette di detrarre l'IVA pagata sui beni e servizi acquistati. L'IVA diventa un costo a tutti gli effetti. Questo è il principale svantaggio del regime per chi ha spese elevate con fornitori (attrezzature, software, materiali).
Cosa succede all'IVA se supero i 100.000 euro?
Se superi i 100.000 euro di fatturato nel corso dell'anno, esci immediatamente dal regime forfettario. Dalla fattura che ti porta oltre quella soglia sei obbligato ad applicare l'IVA, senza attendere l'anno successivo. Devi aprire una posizione IVA e gestire liquidazioni e dichiarazioni.