Acconti Imposta Sostitutiva Forfettario 2026: Calcolo, Scadenze e F24

4 marzo 2026·10 min read·Giuseppe Simoni

TL;DR: Due rate uguali: 50% entro il 30 giugno, 50% entro il 30 novembre. Dal D.Lgs. 1/2024 la vecchia regola 40%+60% non esiste più. Metodo storico: versi il 100% dell'imposta dell'anno precedente, nessun rischio di sanzioni. Codici F24: 1791 (prima rata), 1792 (seconda rata). Il primo anno di attività non si versano acconti.

Se hai una partita IVA in regime forfettario, ogni anno devi fare i conti con due scadenze che si ripetono: giugno e novembre. Sono le rate degli acconti dell'imposta sostitutiva, e capire come funzionano — quanto pagare, quando, con quale metodo — ti evita brutte sorprese e possibili sanzioni.

In questa guida trovi tutto quello che ti serve per il 2026: le scadenze precise, la novità sulle percentuali (non è più 40%+60%), i codici F24 corretti e tre esempi pratici di calcolo.


Cosa sono gli acconti dell'imposta sostitutiva

L'imposta sostitutiva è l'imposta che paghi al posto dell'IRPEF se sei in regime forfettario. L'aliquota è al 5% per i primi cinque anni di attività e al 15% dal sesto anno in poi, applicata sul reddito imponibile (fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività della tua categoria).

Come per l'IRPEF dei contribuenti ordinari, anche l'imposta sostitutiva si paga in anticipo rispetto all'anno di competenza. Questo anticipo si chiama acconto: versi durante l'anno corrente una somma che rappresenta una stima dell'imposta che dovrai sul reddito di quell'anno.

Il meccanismo è lo stesso dell'IRPEF — cambia solo il nome. Se senti parlare di "acconti IRPEF", per te forfettario si traduce in "acconti imposta sostitutiva". Stessa logica, stessa struttura, codici tributo diversi.

Il calcolo si basa su due metodi:

  • Metodo storico: parti dall'imposta pagata l'anno precedente e versi il 100% di quella cifra come acconto per l'anno in corso.
  • Metodo previsionale: stimi l'imposta che ti aspetti di pagare quest'anno e versi il 100% di quella stima.

In entrambi i casi, l'acconto si divide in due rate. Dal 2024 le due rate sono uguali: 50% + 50%.


Le scadenze 2026: quando si paga

Le date da segnare in calendario per il 2026 sono tre, e riguardano due diverse annualità fiscali.

ScadenzaCosa si pagaNote
30 giugno 2026Saldo imposta sostitutiva 2025 + Prima rata acconto 2026Scadenza ordinaria
30 luglio 2026Stesso versamento con maggiorazioneProroga con +0,40% sull'importo
30 novembre 2026Seconda rata acconto 2026Nessuna proroga disponibile

La scadenza di giugno è quella più impegnativa perché concentra due pagamenti: chiudi i conti con il 2025 (saldo) e apri quelli con il 2026 (prima rata acconto).

Esempio con numeri reali:

Supponiamo che la tua imposta sostitutiva per il 2025 sia stata di 3.000 euro.

  • Entro il 30 giugno 2026 paghi:
    • Saldo 2025: quello che rimane dopo eventuali acconti già versati nel 2025
    • Prima rata acconto 2026: 1.500 euro (50% di 3.000)
  • Entro il 30 novembre 2026 paghi:
    • Seconda rata acconto 2026: 1.500 euro (50% di 3.000)

Se hai già versato acconti nel 2025 (prima e seconda rata), il saldo a giugno sarà la differenza tra l'imposta effettiva 2025 e quanto già pagato.


La novità 2024: acconti al 50%+50%, non più 40%+60%

Fino al 2023 la ripartizione degli acconti era asimmetrica: 40% a giugno e 60% a novembre. Dal 2024 questa regola è cambiata.

Il D.Lgs. 1/2024, art. 8 ha introdotto la ripartizione in parti uguali: 50% + 50%. La prima e la seconda rata sono ora identiche. La norma è in vigore e si applica già per tutti i versamenti del 2026.

Prima rata = 50% dell'acconto totale. Seconda rata = 50% dell'acconto totale.

Confronto con il vecchio sistema:

SistemaPrima rata (giugno)Seconda rata (novembre)
Vecchio (fino al 2023)40%60%
Nuovo (dal 2024)50%50%

Esempio pratico con il nuovo sistema:

Imposta sostitutiva 2025 = 4.000 euro. L'acconto totale 2026 da versare è 4.000 euro (metodo storico, 100%).

  • Prima rata (giugno 2026): 2.000 euro
  • Seconda rata (novembre 2026): 2.000 euro

Con il vecchio sistema avresti pagato 1.600 a giugno e 2.400 a novembre. Ora le rate sono bilanciate.

Attenzione: se trovi guide o commercialisti che citano ancora il 40%+60%, stanno applicando la vecchia regola. Dal 2024 è obbligatoriamente 50%+50%.


💡 L'Insight di Pyva: La novità del 50%+50% sembra un dettaglio tecnico, ma ha un impatto pratico: a giugno si paga meno rispetto al vecchio sistema (dove la prima rata era il 40%), ma a novembre si paga di più. Per chi gestisce i flussi di cassa mensilmente, questo cambia la pianificazione di fine anno. Nei dati Pyva vediamo che novembre è il mese in cui più utenti cercano il simulatore per capire quanto accantonare. Con le scadenze nel calendario e gli importi calcolati in anticipo, nessuno arriva a novembre impreparato.

Metodo storico vs metodo previsionale: quale scegliere

Hai due strade per calcolare quanto versare come acconto. La scelta dipende da come sta andando il tuo fatturato rispetto all'anno scorso.

Metodo storico

Prendi l'imposta sostitutiva dell'anno precedente e la versi per intero come acconto per l'anno in corso. Nessuna stima, nessun rischio.

Pro:

  • Sicuro: se versi il 100% dell'anno scorso, l'Agenzia delle Entrate non ti può contestare nulla
  • Semplice: un numero solo, niente calcoli previsionali

Contro:

  • Se il tuo fatturato è calato molto, stai anticipando più del necessario

Metodo previsionale

Stimi l'imposta che pagherai quest'anno e versi il 100% di quella stima. Puoi versare meno del metodo storico se prevedi un calo del fatturato.

Pro:

  • Utile se il fatturato è sceso significativamente (tipicamente oltre il 20%)
  • Eviti di anticipare somme che poi ti verrebbero restituite come credito

Contro:

  • Se la stima è troppo bassa, scatta la sanzione: 30% della differenza + interessi
  • Richiede una proiezione accurata del reddito ancora in corso d'anno
Metodo storicoMetodo previsionale
Base di calcoloImposta anno precedenteStima imposta anno corrente
Rischio sanzioniNessunoSì, se la stima è troppo bassa
Quando convieneSempre, come regola generaleFatturato in calo marcato (>20%)
ComplessitàBassaMedia-alta

Regola pratica: usa il metodo storico come default. Passa al previsionale solo se sei sicuro che il tuo fatturato 2026 sarà significativamente inferiore al 2025 e hai i numeri per dimostrarlo.


Come compilare l'F24 per gli acconti: codici tributo e istruzioni

Per pagare gli acconti dell'imposta sostitutiva usi il modello F24. I codici tributo specifici per i forfettari sono:

Codice tributoDescrizione
1790Imposta sostitutiva — saldo
1791Imposta sostitutiva — prima rata acconto
1792Imposta sostitutiva — seconda rata acconto

Questi codici vanno nella sezione Erario del modello F24.

Come compilare il campo "anno di riferimento":

L'anno da indicare è l'anno d'imposta, cioè l'anno a cui si riferisce il pagamento — non l'anno in cui stai versando. Se a giugno 2026 paghi il saldo 2025 e la prima rata acconto 2026:

  • Saldo (cod. 1790): anno di riferimento 2025
  • Prima rata acconto (cod. 1791): anno di riferimento 2026

È un dettaglio che genera confusione, ma è importante compilarlo correttamente per evitare errori di imputazione.

Modalità di pagamento:

  • Home banking (la maggior parte delle banche supporta F24 online)
  • Sito dell'Agenzia delle Entrate (servizio F24 online, gratuito)
  • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

Compensazione con altri crediti:

Se hai crediti IVA o crediti INPS, puoi usarli per compensare il debito dell'imposta sostitutiva nello stesso F24. La compensazione va indicata nelle sezioni apposite del modello.


Esempi pratici di calcolo acconti

Esempio A — Primo anno di attività

Hai aperto la partita IVA nel 2025. A giugno 2026 presenti la tua prima dichiarazione dei redditi come forfettario.

Non paghi acconti. Non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Versi solo il saldo dell'imposta sostitutiva 2025 entro il 30 giugno 2026. Dal 2027 in poi inizierai a versare anche gli acconti.


Esempio B — Secondo anno, metodo storico

Hai aperto la partita IVA nel 2024. L'imposta sostitutiva che hai pagato per il 2025 è 2.400 euro.

Usando il metodo storico, l'acconto totale per il 2026 è 2.400 euro (100% dell'anno precedente).

VersamentoDataImportoCodice F24
Prima rata acconto 202630 giugno 20261.200 euro1791 — anno 2026
Seconda rata acconto 202630 novembre 20261.200 euro1792 — anno 2026

A questi si aggiunge, entro il 30 giugno 2026, il saldo 2025 calcolato nella dichiarazione dei redditi (cod. 1790 — anno 2025).


Esempio C — Fatturato in calo, metodo previsionale

Nel 2025 hai fatturato 40.000 euro e pagato 3.200 euro di imposta sostitutiva. Nel 2026 stai lavorando meno: stimi un fatturato di 28.000 euro.

Con il coefficiente di redditività al 78% (categoria servizi) e l'aliquota al 15%:

  • Reddito imponibile stimato 2026: 28.000 × 78% = 21.840 euro
  • Imposta sostitutiva stimata 2026: 21.840 × 15% = 3.276 euro

Con il metodo previsionale versi il 100% della stima, diviso in due rate:

VersamentoDataImportoCodice F24
Prima rata acconto 202630 giugno 20261.638 euro1791 — anno 2026
Seconda rata acconto 202630 novembre 20261.638 euro1792 — anno 2026

Con il metodo storico avresti versato 3.200 euro totali (1.600 + 1.600). Il metodo previsionale ti fa risparmiare circa 76 euro in questo caso — poco, ma se il calo fosse più marcato il risparmio sarebbe significativo.

Attenzione: se a consuntivo il reddito 2026 risultasse più alto della stima, la differenza tra acconto versato e imposta dovuta genera una sanzione del 30% + interessi. Aggiorna la stima se il fatturato torna a salire.


Come Pyva calcola e monitora gli acconti automaticamente

Tenere a mente scadenze, percentuali e codici tributo è facile quando tutto va bene. Diventa complicato quando cambi fatturato, gestisci più flussi di cassa o semplicemente ti dimentichi una data.

Pyva automatizza tutto questo:

  • Calcola l'imposta sostitutiva sul tuo fatturato reale in tempo reale
  • Proietta gli acconti con il metodo storico e previsionale
  • Ti mostra le scadenze nel calendario con l'importo esatto da versare
  • Genera l'F24 pre-compilato con i codici tributo corretti (1790, 1791, 1792) e l'anno di riferimento giusto
  • Ti avvisa prima delle scadenze per non perdere le date

Non devi ricordare niente: Pyva ti dice quanto pagare, quando e come.

Inizia gratis con Pyva →


Approfondimenti Correlati

Domande frequenti

Quando si pagano gli acconti dell'imposta sostitutiva nel 2026?

Prima rata entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). Seconda rata entro il 30 novembre 2026. Il saldo per l'anno 2025 si paga insieme alla prima rata di acconto, sempre entro il 30 giugno 2026.

Come si calcola l'acconto dell'imposta sostitutiva?

Con il metodo storico, si versa il 100% dell'imposta sostitutiva pagata l'anno precedente, suddiviso in due rate uguali del 50%. Con il metodo previsionale, si stima l'imposta dovuta per l'anno in corso e si versano il 50%+50% sulla stima. Il metodo storico è più sicuro per evitare sanzioni.

Quali sono i codici tributo per pagare con F24?

I codici tributo per i forfettari sono: 1790 per il saldo, 1791 per il primo acconto, 1792 per il secondo acconto. Vanno inseriti nella sezione "Erario" del modello F24, con anno di riferimento l'anno d'imposta (es. 2025 per i versamenti del 2026).

È vero che gli acconti sono ora 50%+50% e non più 40%+60%?

Sì. Il D.Lgs. 1/2024 (art. 8) ha modificato la ripartizione degli acconti: non è più 40%+60% ma 50%+50%. Prima rata e seconda rata sono ora uguali. Questa regola si applica già per i versamenti 2026.

Il primo anno di attività si pagano gli acconti?

No. Il primo anno di attività non si pagano acconti perché non c'è un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Si paga solo il saldo a giugno dell'anno successivo. Dal secondo anno in poi scattano gli acconti.