Acconto Forfettario 2026: 40% Giugno + 60% Novembre [Guida Calcolo]
TL;DR: Acconto totale = 100% dell'imposta dell'anno precedente, diviso in due rate: 40% entro il 30 giugno + 60% entro il 30 novembre (art. 17 c. 3 DPR 435/2001). La voce "50%+50%" che gira online riguarda CPB e flat tax incrementale, non i forfettari. Codici F24: 1790 prima rata (40%), 1791 seconda rata o unica soluzione (60%), 1792 saldo. Il primo anno di attività non si versano acconti.
Se hai una partita IVA in regime forfettario, ogni anno devi fare i conti con due scadenze che si ripetono: giugno e novembre. Sono le rate degli acconti dell'imposta sostitutiva, e capire come funzionano — quanto pagare, quando, con quale metodo — ti evita brutte sorprese e possibili sanzioni.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve per il 2026: le scadenze precise, la ripartizione corretta delle due rate (40% + 60%, non 50% + 50% — vediamo perché), i codici F24 corretti e tre esempi pratici di calcolo.
Cosa sono gli acconti dell'imposta sostitutiva
L'imposta sostitutiva è l'imposta che paghi al posto dell'IRPEF se sei in regime forfettario. L'aliquota è al 5% per i primi cinque anni di attività e al 15% dal sesto anno in poi, applicata sul reddito imponibile (fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività della tua categoria).
Come per l'IRPEF dei contribuenti ordinari, anche l'imposta sostitutiva si paga in anticipo rispetto all'anno di competenza. Questo anticipo si chiama acconto: versi durante l'anno corrente una somma che rappresenta una stima dell'imposta che dovrai sul reddito di quell'anno.
Il meccanismo è lo stesso dell'IRPEF — cambia solo il nome. Se senti parlare di "acconti IRPEF", per te forfettario si traduce in "acconti imposta sostitutiva". Stessa logica, stessa struttura, codici tributo diversi.
Il calcolo si basa su due metodi:
- Metodo storico: parti dall'imposta pagata l'anno precedente e versi il 100% di quella cifra come acconto per l'anno in corso.
- Metodo previsionale: stimi l'imposta che ti aspetti di pagare quest'anno e versi il 100% di quella stima.
In entrambi i casi l'acconto si divide in due rate non uguali: 40% entro giugno + 60% entro novembre.
Le scadenze 2026: quando si paga
Le date da segnare in calendario per il 2026 sono tre, e riguardano due diverse annualità fiscali.
| Scadenza | Cosa si paga | Note |
|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo imposta sostitutiva 2025 + Prima rata acconto 2026 (40%) | Scadenza ordinaria |
| 30 luglio 2026 | Stesso versamento con maggiorazione | Proroga con +0,40% sull'importo |
| 30 novembre 2026 | Seconda rata acconto 2026 (60%) | Termine ultimo: 16 dicembre con rateazione mensile interna |
La scadenza di giugno è quella più impegnativa perché concentra due pagamenti: chiudi i conti con il 2025 (saldo) e apri quelli con il 2026 (prima rata acconto).
Esempio con numeri reali:
Supponiamo che la tua imposta sostitutiva per il 2025 sia stata di 3.000 euro.
- Entro il 30 giugno 2026 paghi:
- Saldo 2025: quello che rimane dopo eventuali acconti già versati nel 2025
- Prima rata acconto 2026: 1.200 euro (40% di 3.000)
- Entro il 30 novembre 2026 paghi:
- Seconda rata acconto 2026: 1.800 euro (60% di 3.000)
Se hai già versato acconti nel 2025 (prima e seconda rata), il saldo a giugno sarà la differenza tra l'imposta effettiva 2025 e quanto già pagato.
La ripartizione 40%+60%: la regola che non è cambiata
Su molti siti gira l'informazione che dal 2024 gli acconti sarebbero passati a 50%+50%. Per i forfettari è falso. La ripartizione vigente resta 40% giugno + 60% novembre.
Cosa dice davvero la legge
La ripartizione 40%+60% è fissata dall'articolo 17 comma 3 del DPR 435/2001:
"Il quaranta per cento dell'acconto dovuto è versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo alla scadenza della seconda."
Questa norma è stata confermata vigente dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/E del 2 maggio 2024, paragrafo 1.1 nota 7. Quindi vale ancora oggi, vale per il 2026, e vale per chiunque sia in regime forfettario.
Cosa ha cambiato davvero il D.Lgs. 1/2024
Il D.Lgs. 1/2024 art. 8 è la norma che spesso viene citata a sostegno del "50%+50%", ma non dice questo. Ha modificato due aspetti specifici e tecnici:
- La rateazione mensile interna del singolo acconto (cioè la possibilità di pagare la seconda rata in più mensilità, ex art. 20 D.Lgs. 241/1997)
- Il termine ultimo della seconda rata: prima era il 30 novembre, ora con la rateazione si può arrivare al 16 dicembre
Quello che non ha toccato è la suddivisione tra le due rate: resta 40% e 60%.
Quando il 50%+50% si applica davvero
Il 50%+50% esiste, ma è una regola separata che riguarda altre situazioni:
| Regime | Ripartizione acconti |
|---|---|
| Forfettario (regime per noi) | 40%+60% (art. 17 DPR 435/2001) |
| CPB (Concordato Preventivo Biennale) | 50%+50% (codici tributo 4072–4074) |
| Flat tax incrementale | 50%+50% |
| IRPEF ordinaria | 40%+60% |
E qui c'è un dettaglio importante: il CPB per i forfettari è stato abrogato dal 1° gennaio 2025 con l'articolo 7 del D.Lgs. 12 giugno 2025 n. 81. Se per il 2024 alcuni forfettari avevano aderito al CPB con il 50%+50%, dal 2025 non possono più farlo. Tutti i forfettari, nessuno escluso, tornano alla regola 40%+60% del DPR 435/2001.
Tabella di sintesi: cosa scrivere nei tuoi calcoli
| Rata | Quota dell'acconto totale | Scadenza ordinaria | Termine ultimo con rateazione |
|---|---|---|---|
| Prima rata | 40% | 30 giugno | 30 luglio (+0,40%) |
| Seconda rata | 60% | 30 novembre | 16 dicembre |
⚠️ Attenzione: se trovi guide, articoli o anche commercialisti che ti dicono "dal 2024 è 50%+50%", stanno mescolando regole diverse (CPB vs forfettario) o citando la vecchia versione di una circolare. La ripartizione corretta per il forfettario nel 2026 è 40% + 60%. Tutti i software dell'Agenzia delle Entrate (compreso il modello Redditi PF) e i tool ufficiali usano questa ripartizione.
💡 L'Insight di Pyva: La differenza tra 40%+60% e 50%+50% sembra un dettaglio matematico, ma se sbagli il calcolo crei un cortocircuito con l'F24 generato dal cassetto fiscale dell'AdE: il loro precompilato usa 40+60, il tuo F24 manuale usa 50+50, e i due importi non quadrano. Risultato: a novembre paghi 100 € in meno del dovuto, l'AdE registra un versamento incompleto e parte la comunicazione di irregolarità. Nei dati Pyva il 22% degli utenti che arrivano al primo F24 ha calcolato gli acconti sbagliati perché ha letto online la regola 50/50. Il calcolatore Pyva applica automaticamente la ripartizione 40+60 conforme all'art. 17 c. 3 DPR 435/2001.
Metodo storico vs metodo previsionale: quale scegliere
Hai due strade per calcolare quanto versare come acconto. La scelta dipende da come sta andando il tuo fatturato rispetto all'anno scorso.
Metodo storico
Prendi l'imposta sostitutiva dell'anno precedente e la versi per intero come acconto per l'anno in corso, ripartita 40% + 60%. Nessuna stima, nessun rischio.
Pro:
- Sicuro: se versi il 100% dell'anno scorso, l'Agenzia delle Entrate non ti può contestare nulla
- Semplice: un numero solo, niente calcoli previsionali
Contro:
- Se il tuo fatturato è calato molto, stai anticipando più del necessario
Metodo previsionale
Stimi l'imposta che pagherai quest'anno e versi il 100% di quella stima, sempre ripartita 40% + 60%. Puoi versare meno del metodo storico se prevedi un calo del fatturato.
Pro:
- Utile se il fatturato è sceso significativamente (tipicamente oltre il 20%)
- Eviti di anticipare somme che poi ti verrebbero restituite come credito
Contro:
- Se la stima è troppo bassa, scatta la sanzione: 30% della differenza + interessi
- Richiede una proiezione accurata del reddito ancora in corso d'anno
| Metodo storico | Metodo previsionale | |
|---|---|---|
| Base di calcolo | Imposta anno precedente | Stima imposta anno corrente |
| Ripartizione | 40% + 60% | 40% + 60% |
| Rischio sanzioni | Nessuno | Sì, se la stima è troppo bassa |
| Quando conviene | Sempre, come regola generale | Fatturato in calo marcato (>20%) |
| Complessità | Bassa | Media-alta |
Regola pratica: usa il metodo storico come default. Passa al previsionale solo se sei sicuro che il tuo fatturato 2026 sarà significativamente inferiore al 2025 e hai i numeri per dimostrarlo.
Come compilare l'F24 per gli acconti: codici tributo
Per pagare gli acconti dell'imposta sostitutiva usi il modello F24. I codici tributo specifici per i forfettari sono stati istituiti dalla Risoluzione AdE n. 59/E del 11 giugno 2015:
| Codice tributo | Descrizione | Scadenza | Quota |
|---|---|---|---|
| 1790 | Imposta sostitutiva — prima rata acconto | 30 giugno | 40% |
| 1791 | Imposta sostitutiva — seconda rata acconto o unica soluzione | 30 novembre | 60% |
| 1792 | Imposta sostitutiva — saldo | 30 giugno dell'anno successivo | — |
Questi tre codici vanno nella sezione Erario del modello F24. Non confonderli: la differenza tra 1790 (prima rata) e 1791 (seconda rata) determina dove l'AdE imputa il versamento.
Come compilare il campo "anno di riferimento":
L'anno da indicare è l'anno d'imposta, cioè l'anno a cui si riferisce il pagamento — non l'anno in cui stai versando. Se a giugno 2026 paghi il saldo 2025 e la prima rata acconto 2026:
- Saldo 2025 (cod. 1792): anno di riferimento 2025
- Prima rata acconto 2026 (cod. 1790): anno di riferimento 2026
È un dettaglio che genera confusione, ma è importante compilarlo correttamente per evitare errori di imputazione.
Modalità di pagamento:
- Home banking (la maggior parte delle banche supporta F24 online)
- Sito dell'Agenzia delle Entrate (servizio F24 online, gratuito)
- Tramite intermediario (commercialista, CAF)
Compensazione con altri crediti:
Se hai crediti IVA o crediti INPS, puoi usarli per compensare il debito dell'imposta sostitutiva nello stesso F24. La compensazione va indicata nelle sezioni apposite del modello.
Esempi pratici di calcolo acconti
Esempio A — Primo anno di attività
Hai aperto la partita IVA nel 2025. A giugno 2026 presenti la tua prima dichiarazione dei redditi come forfettario.
Non paghi acconti. Non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Versi solo il saldo dell'imposta sostitutiva 2025 entro il 30 giugno 2026 (codice 1792, anno di riferimento 2025). Dal 2027 in poi inizierai a versare anche gli acconti.
Esempio B — Secondo anno, metodo storico
Hai aperto la partita IVA nel 2024. L'imposta sostitutiva che hai pagato per il 2025 è 2.400 euro.
Usando il metodo storico, l'acconto totale per il 2026 è 2.400 euro (100% dell'anno precedente).
| Versamento | Data | Importo | Codice F24 |
|---|---|---|---|
| Prima rata acconto 2026 (40%) | 30 giugno 2026 | 960 euro | 1790 — anno 2026 |
| Seconda rata acconto 2026 (60%) | 30 novembre 2026 | 1.440 euro | 1791 — anno 2026 |
A questi si aggiunge, entro il 30 giugno 2026, il saldo 2025 calcolato nella dichiarazione dei redditi (cod. 1792 — anno 2025).
Esempio C — Fatturato in calo, metodo previsionale
Nel 2025 hai fatturato 40.000 euro e pagato 3.200 euro di imposta sostitutiva. Nel 2026 stai lavorando meno: stimi un fatturato di 28.000 euro.
Con il coefficiente di redditività al 78% (categoria servizi) e l'aliquota al 15%:
- Reddito imponibile stimato 2026: 28.000 × 78% = 21.840 euro
- Imposta sostitutiva stimata 2026: 21.840 × 15% = 3.276 euro
Con il metodo previsionale versi il 100% della stima, ripartito 40%+60%:
| Versamento | Data | Importo | Codice F24 |
|---|---|---|---|
| Prima rata acconto 2026 (40%) | 30 giugno 2026 | 1.310 euro | 1790 — anno 2026 |
| Seconda rata acconto 2026 (60%) | 30 novembre 2026 | 1.966 euro | 1791 — anno 2026 |
Con il metodo storico avresti versato 3.200 euro totali (1.280 + 1.920). Il metodo previsionale ti fa risparmiare circa 76 euro in questo caso — poco, ma se il calo fosse più marcato il risparmio sarebbe significativo.
Attenzione: se a consuntivo il reddito 2026 risultasse più alto della stima, la differenza tra acconto versato e imposta dovuta genera una sanzione del 30% + interessi. Aggiorna la stima se il fatturato torna a salire.
Come Pyva calcola e monitora gli acconti automaticamente
Tenere a mente scadenze, percentuali e codici tributo è facile quando tutto va bene. Diventa complicato quando cambi fatturato, gestisci più flussi di cassa o semplicemente ti dimentichi una data.
Pyva automatizza tutto questo:
- Calcola l'imposta sostitutiva sul tuo fatturato reale in tempo reale
- Proietta gli acconti con il metodo storico e previsionale, applicando la ripartizione 40% + 60% conforme all'art. 17 c. 3 DPR 435/2001
- Ti mostra le scadenze nel calendario con l'importo esatto da versare
- Genera l'F24 pre-compilato con i codici tributo corretti (1790, 1791, 1792) e l'anno di riferimento giusto
- Ti avvisa prima delle scadenze per non perdere le date
Non devi ricordare niente: Pyva ti dice quanto pagare, quando e come.
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Domande frequenti
Quando si pagano gli acconti dell'imposta sostitutiva nel 2026?
Prima rata entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). Seconda rata entro il 30 novembre 2026. Il saldo per l'anno 2025 si paga insieme alla prima rata di acconto, sempre entro il 30 giugno 2026.
Come si calcola l'acconto dell'imposta sostitutiva?
Con il metodo storico si versa il 100% dell'imposta sostitutiva pagata l'anno precedente, suddiviso in due rate: 40% alla prima scadenza (giugno) e 60% alla seconda (novembre). Con il metodo previsionale si stima l'imposta dovuta per l'anno in corso e si applica la stessa ripartizione 40%+60% sulla stima. Il metodo storico è più sicuro per evitare sanzioni.
Quali sono i codici tributo per pagare con F24?
I codici tributo per i forfettari sono: 1790 per la prima rata di acconto (40%, scadenza 30 giugno), 1791 per la seconda rata di acconto o per l'unica soluzione (60%, scadenza 30 novembre), 1792 per il saldo dell'imposta sostitutiva (scadenza 30 giugno dell'anno successivo). Vanno inseriti nella sezione "Erario" del modello F24, con anno di riferimento l'anno d'imposta (es. 2026 per gli acconti versati nel 2026).
Gli acconti sono al 40%+60% o al 50%+50%?
Per i forfettari restano 40%+60% (art. 17 c. 3 DPR 435/2001, confermato vigente dalla Circolare AdE 9/E del 2 maggio 2024). Il D.Lgs. 1/2024 art. 8 ha modificato soltanto la rateazione mensile interna del singolo acconto e ha spostato al 16 dicembre il termine ultimo della seconda rata, ma NON ha cambiato la ripartizione 40%+60%. La regola 50%+50% si applica solo al CPB e alla flat tax incrementale, non al regime forfettario. Inoltre il CPB per i forfettari è stato abrogato dal 1° gennaio 2025.
Il primo anno di attività si pagano gli acconti?
No. Il primo anno di attività non si pagano acconti perché non c'è un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Si paga solo il saldo a giugno dell'anno successivo (codice tributo 1792). Dal secondo anno in poi scattano gli acconti.