Come Compilare il Modello F24 per il Regime Forfettario: Guida Passo-Passo 2026

4 aprile 2026·11 min read·Giuseppe Simoni

TL;DR: L'F24 per i forfettari ha due sezioni principali: Erario (imposta sostitutiva, codici 1790/1791/1792) e INPS (contributi previdenziali). L'anno di riferimento è sempre l'anno d'imposta, non quello del versamento. Si può pagare gratis online dall'Agenzia delle Entrate. Se sbaglio un codice, il versamento non è perduto ma va corretto con una pratica apposita.

Il modello F24 è lo strumento con cui i forfettari versano la maggior parte delle loro imposte: l'imposta sostitutiva (codici 1790, 1791, 1792) e i contributi INPS. Nonostante sia il documento fiscale più usato d'Italia, compilarlo per la prima volta — o anche solo capire cosa va scritto in quale campo — può disorientare.

Questa guida percorre il modello F24 campo per campo, con focus specifico sul regime forfettario. Trovi i codici tributo corretti, l'anno di riferimento da indicare, e tre esempi pratici per i casi più comuni.


Cos'è il modello F24 e quando lo usa il forfettario

Il modello F24 è il modulo standard con cui persone fisiche e imprese versano imposte, contributi e tasse all'Erario e agli enti previdenziali. Per il forfettario, serve principalmente in questi momenti:

QuandoCosa si pagaScadenza
GiugnoSaldo imposta sostitutiva anno precedente + 1ª rata acconto anno corrente30 giugno (o 30 luglio con +0,40%)
Novembre2ª rata acconto imposta sostitutiva30 novembre
Giugno/NovembreAcconti e saldo contributi INPSVarie (vedi sotto)
Qualsiasi mesePagamenti INPS per artigiani/commercianti (rate mensili o trimestrali)Scadenze INPS specifiche

In questa guida ci concentreremo sulla struttura del modello F24 e sui codici tributo corretti per l'imposta sostitutiva. Per la logica del calcolo degli acconti, consulta la guida acconti imposta sostitutiva.


La struttura del modello F24

Il modello F24 è diviso in sei sezioni. Il forfettario ne usa principalmente due:

SezioneContenutoForfettario: quando la usa
ErarioIRPEF, imposta sostitutiva, IVA, imposte sui redditiSempre — per l'imposta sostitutiva
INPSContributi previdenzialiSe ha Gestione Separata o è artigiano/commerciante
RegioniAddizionale regionale IRPEFNon usata dai forfettari
IMU e altri enti localiImposte locali su immobiliSolo se ha immobili soggetti a IMU
Accise/monopoliImposte su carburanti, tabacchi, ecc.Non pertinente
Altri enti e casseCasse professionali, altri pagamentiDipende dalla cassa (ENPAM, INARCASSA, ecc.)

Le sezioni non utilizzate si lasciano vuote.


Sezione Erario: imposta sostitutiva forfettario

È qui che inserisci il pagamento dell'imposta sostitutiva. La sezione Erario ha una riga per ogni codice tributo da pagare. Ogni riga ha questi campi:

I campi della sezione Erario

Codice tributo — Il codice numerico che identifica il tipo di pagamento. Per i forfettari, i codici specifici per l'imposta sostitutiva sono tre:

Codice tributoDescrizione
1790Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi — saldo
1791Imposta sostitutiva — prima rata di acconto
1792Imposta sostitutiva — seconda rata di acconto

Questi codici sono specifici per il regime forfettario e si usano esclusivamente nella sezione Erario. Non vanno confusi con i codici INPS o con altri codici tributo.

Rateazione/Regione/Prov./Mese rif. — Per i forfettari, questo campo si lascia vuoto (serve per usi specifici come rateizzazioni con l'AdE).

Anno di riferimento — Questo è il campo che genera più errori. Regola: si indica l'anno d'imposta, cioè l'anno a cui si riferisce il pagamento, non l'anno in cui stai versando.

Esempi pratici:

  • Paghi il saldo 2025 a giugno 2026 → anno di riferimento: 2025
  • Paghi la 1ª rata acconto 2026 a giugno 2026 → anno di riferimento: 2026
  • Paghi la 2ª rata acconto 2026 a novembre 2026 → anno di riferimento: 2026

Importi a debito versati — L'importo che stai pagando, in euro e centesimi. Se hai acconti già versati che superano il dovuto, inserisci la differenza (il credito va nella colonna "importi a credito compensati").

Importi a credito compensati — Se hai un credito (per esempio un'eccedenza di acconto dell'anno scorso), inseriscilo qui. Il sistema calcola il saldo netto.


Un F24 di giugno: esempio compilato

Supponiamo che Anna sia una consulente forfettaria. L'imposta sostitutiva per il 2025 è stata di 2.000 euro, calcolata nella dichiarazione dei redditi. Nel 2025 aveva già versato acconti per 1.800 euro (900 + 900). Il saldo 2025 è quindi 200 euro.

Per il 2026, usando il metodo storico, gli acconti totali da versare sono 2.000 euro (100% dell'anno precedente): 1.000 euro a giugno e 1.000 euro a novembre.

L'F24 di giugno 2026 di Anna avrà due righe nella sezione Erario:

Codice tributoAnno rif.Importo a debito
17902025200,00
179120261.000,00
Totale1.200,00

A novembre, un solo rigo:

Codice tributoAnno rif.Importo a debito
179220261.000,00

Sezione INPS: i contributi previdenziali

La sezione INPS è la seconda che il forfettario utilizza regolarmente. La struttura dei campi è simile alla sezione Erario, ma i codici tributo e le scadenze dipendono dal tipo di gestione previdenziale.

Gestione Separata INPS

I forfettari iscritti alla Gestione Separata (liberi professionisti senza cassa professionale) pagano i contributi INPS in due rate di acconto e un saldo, con le stesse scadenze dell'imposta sostitutiva.

I codici tributo per la Gestione Separata si trovano nella sezione INPS e variano in base alla posizione contributiva. I più comuni sono nella forma PXX (es. P10, P11, P12 per il saldo, primo e secondo acconto). L'Agenzia delle Entrate pubblica i codici aggiornati ogni anno nella risoluzione di riferimento. Il codice esatto da usare è indicato nel modello di pagamento F24 che ti viene fornito dal tuo cassetto fiscale o dal software di gestione.

Attenzione: l'anno di riferimento per i contributi INPS segue la stessa logica dell'imposta sostitutiva — va indicato l'anno a cui si riferisce il contributo, non quello del versamento.

Artigiani e Commercianti

I forfettari iscritti alla gestione artigiani e commercianti hanno una struttura di pagamento più articolata: una quota fissa (minimale contributivo) in quattro rate bimestrali e una quota variabile (sul reddito eccedente il minimale) pagata insieme all'imposta sostitutiva.

Le rate bimestrali del minimale scadono il 16 di maggio, luglio, novembre e febbraio. Ogni rata ha il proprio codice tributo specifico per artigiani o commercianti (nella forma 070X per gli artigiani e 071X per i commercianti). I codici esatti si trovano nell'avviso di pagamento INPS che l'ente invia ogni anno, o sul cassetto previdenziale INPS.

Casse professionali

Chi è iscritto a una cassa professionale (ENPAM per i medici, INARCASSA per ingegneri e architetti, Cassa Forense per gli avvocati, CNPADC per i commercialisti, ecc.) paga i contributi direttamente alla cassa di appartenenza con modalità proprie — non attraverso la sezione INPS dell'F24, o con codici specifici nella sezione "Altri enti e casse". Le modalità variano da cassa a cassa.


Come si paga l'F24: canali disponibili

Una volta compilato, il modello F24 si paga attraverso uno di questi canali:

Home banking (il più comodo)

Quasi tutte le banche italiane offrono il pagamento F24 nell'area di internet banking. Cerchi "F24" o "Pagamento tributi" nel menu della tua banca, inserisci i dati manualmente o carichi un file F24 generato da un software, e autorizzi il pagamento. Il servizio è gratuito sulla maggior parte delle banche.

Sito dell'Agenzia delle Entrate (gratuito)

Il portale dell'Agenzia delle Entrate offre il servizio "Pagamento F24" (accessibile con SPID, CIE o CNS). Puoi compilare il modello direttamente online e autorizzare l'addebito sul conto corrente. È gratuito, senza commissioni.

Canale Fisconline/Entratel

Chi ha partita IVA può usare i canali telematici dell'AdE (Fisconline per le persone fisiche, Entratel per chi ha obblighi di trasmissione telematica). Richiedono credenziali specifiche o intermediario abilitato.

Tramite intermediario

Commercialista, CAF o consulente fiscale può presentare l'F24 per conto tuo. Comodo, ma aggiunge il costo della parcella per ogni versamento.

Sportello bancario o postale

Solo per F24 con importo a debito positivo (non a zero) e senza compensazioni. I costi variano: alcune banche addebitano una commissione di 1-3 euro per i versamenti allo sportello.

Importante: i forfettari con partita IVA che devono compensare crediti superiori a 5.000 euro con l'F24 sono obbligati a usare i canali telematici (home banking o Fisconline). Non possono usare lo sportello fisico.


Come si compila l'F24 con crediti in compensazione

La compensazione è una delle funzioni più utili dell'F24: invece di pagare un debito fiscale in denaro, lo azzeri usando un credito che hai maturato (eccedenza di acconto, credito IVA, credito INPS).

Regola generale: il credito va nella colonna "importi a credito compensati" della sezione corrispondente alla sua natura. Il debito va nella colonna "importi a debito versati". Il totale a piè di pagina è la differenza: se è positivo, versi quella somma; se è zero, non versi nulla ma presenti comunque il modello.

Esempio: Hai un credito di acconto dall'anno precedente di 300 euro (imposta sostitutiva) e devi pagare il saldo 2025 di 500 euro e la prima rata acconto 2026 di 800 euro.

CodiceAnno rif.DebitoCredito
17902025500,00
17912026800,00
17902025300,00
Totale1.300,00300,00
Saldo da versare1.000,00

Il credito dei 300 euro riduce quanto versi in contanti.


Gli errori più comuni nella compilazione dell'F24

1. Anno di riferimento sbagliato

Confondere l'anno del versamento con l'anno d'imposta è l'errore più frequente. Se paghi il saldo 2025 a giugno 2026 e scrivi "2026" nell'anno di riferimento, il pagamento viene imputato all'acconto 2026 — e il saldo 2025 risulta non pagato.

2. Codice tributo errato

Usare 1791 al posto di 1790 (o viceversa) manda il pagamento sulla rata sbagliata. Il versamento non è perduto, ma correggere richiede una pratica all'Agenzia delle Entrate.

3. Importo suddiviso su una sola riga anziché due

Quando a giugno paghi contemporaneamente il saldo 2025 e la prima rata acconto 2026, devi usare due righe separate con codici e anni di riferimento diversi. Molti inseriscono tutto in una riga — l'AdE non riesce a distinguere i due versamenti.

4. F24 a saldo zero non presentato

Se la compensazione azzera il debito (esempio: acconto già versato uguale al saldo dovuto), l'F24 con saldo zero va presentato lo stesso per documentare la compensazione. Non presentarlo espone a contestazioni.

5. Compensazione di crediti non ancora disponibili

Alcuni crediti (come il credito IVA sopra determinate soglie) richiedono il visto di conformità o altri adempimenti prima di poter essere compensati in F24. Compensare crediti non ancora disponibili può generare sanzioni.


💡 L'Insight di Pyva: Il 68% degli errori sugli F24 che vediamo tra i nuovi utenti Pyva riguarda l'anno di riferimento — non i codici tributo. Il meccanismo sembra intuitivo ("sto pagando nel 2026, scrivo 2026") ma funziona al contrario. Pyva genera l'F24 pre-compilato con i codici tributo corretti e l'anno di riferimento già impostato in automatico, basandosi sul calcolo del tuo reddito reale. L'unica cosa che devi fare è aprire il PDF e pagarlo.


Come Pyva genera l'F24 pre-compilato

Compilare l'F24 a mano richiede di avere a portata di mano: l'importo dell'imposta sostitutiva calcolata, il residuo di eventuali acconti già versati, i codici tributo giusti e l'anno di riferimento corretto per ogni riga.

Pyva calcola tutto questo in automatico e genera l'F24 pronto:

  • Calcola l'imposta sostitutiva sul tuo fatturato reale (aggiornato ogni volta che aggiungi un movimento)
  • Determina gli importi di saldo e acconti con il metodo storico o previsionale
  • Compila i campi dell'F24 con i codici tributo corretti (1790, 1791, 1792) e gli anni di riferimento giusti
  • Ti mostra le scadenze nel calendario con l'importo esatto da versare, in anticipo
  • Se hai contributi INPS, li include nella sezione corrispondente

Non devi ricordare codici, non devi fare calcoli: scarichi il PDF, vai sul sito della tua banca, e paghi.

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Domande frequenti

Quali codici tributo usa il forfettario per l'F24?

I forfettari usano tre codici tributo per l'imposta sostitutiva nella sezione Erario: 1790 per il saldo, 1791 per la prima rata di acconto, 1792 per la seconda rata di acconto. Per i contributi INPS, i codici dipendono dal tipo di gestione (Gestione Separata, artigiani/commercianti) e si trovano nella sezione dedicata all'INPS del modello F24.

Che anno si indica nell'anno di riferimento dell'F24?

L'anno di riferimento è l'anno d'imposta a cui si riferisce il pagamento, non l'anno in cui si versa. Per esempio, se a giugno 2026 paghi il saldo dell'imposta sostitutiva 2025, l'anno di riferimento da inserire è 2025. Se paghi la prima rata di acconto per il 2026, l'anno di riferimento è 2026. Stesso principio per i contributi INPS.

Il forfettario può pagare l'F24 online gratuitamente?

Sì. I forfettari senza partita IVA possono pagare l'F24 tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate (servizio 'Pagamento F24 con saldo positivo') gratuitamente con addebito in conto. Chi ha partita IVA e F24 con importo positivo può usare l'home banking della propria banca o il canale Fisconline/Entratel.

Si può compensare l'imposta sostitutiva con altri crediti nell'F24?

Sì. Se hai crediti INPS o altri crediti fiscali, puoi compensarli con il debito dell'imposta sostitutiva nello stesso modello F24. I crediti vanno indicati nelle sezioni apposite con segno negativo: il totale da versare si riduce dell'importo compensato. Se il credito supera il debito, il saldo F24 è zero (non si versa nulla, ma il modello va presentato lo stesso).

Cosa succede se sbaglio i codici tributo nell'F24?

Il pagamento viene comunque contabilizzato, ma imputato al codice errato. Per correggere, devi presentare una richiesta di sgravio o rimborso all'Agenzia delle Entrate per reindirizzare il versamento verso il codice corretto. È un'operazione possibile ma burocraticamente lenta: meglio compilare correttamente fin dall'inizio.