Superare la soglia 85.000 euro nel forfettario: cosa succede esattamente

4 marzo 2026·11 min read·Giuseppe Simoni

TL;DR: Due soglie, effetti diversi. 85.000 euro: esci dal forfettario dal 1° gennaio dell'anno dopo (niente IVA immediata, fino a fine anno sei ancora forfettario). 100.000 euro: uscita immediata, IVA obbligatoria dalla fattura che ha sforato. Per i professionisti conta l'incassato (principio di cassa), non le fatture emesse.

Stai controllando i tuoi incassi e il numero si avvicina pericolosamente a 85.000 euro. Oppure l'hai già superato. In entrambi i casi, la domanda che ti stai facendo è la stessa: cosa succede adesso?

La risposta dipende da una distinzione che molti titolari di partita IVA ignorano: ci sono due soglie, non una. E le conseguenze sono molto diverse tra loro. Vediamo tutto nel dettaglio, senza giri di parole.


Le due soglie del forfettario: 85.000 euro e 100.000 euro

Il regime forfettario prevede due livelli di superamento della soglia, con effetti completamente diversi. Capire in quale scenario ti trovi è il primo passo.

ScenarioCosa è successoEffetto
Incassi fino a 85.000 €Sei dentro la sogliaRimani forfettario anche l'anno prossimo
Incassi tra 85.001 € e 99.999 €Hai superato la soglia ordinariaEsci dal forfettario dal 1° gennaio dell'anno successivo
Incassi da 100.000 € in suHai superato la soglia criticaUscita immediata: IVA obbligatoria dalla fattura che ha fatto sforare

La base normativa è l'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), modificata dalla Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) che ha introdotto la soglia dei 100.000 euro con effetto immediato.

Regola da tenere a mente: superare 85.000 euro non è un'emergenza immediata. Hai tempo fino al 31 dicembre per organizzarti. Superare 100.000 euro, invece, richiede un'azione nell'arco di ore.

Questo schema vale per tutte le categorie: professionisti, artigiani, commercianti. Quello che cambia è come si calcola il totale per verificare se hai superato la soglia.


Come si calcola la soglia: incassi o fatturato?

Qui si annida l'errore più comune. Molti titolari di partita IVA guardano le fatture emesse per capire se sono vicini alla soglia. Ma questo è sbagliato, almeno per i professionisti.

La regola è questa:

  • Professionisti (lavoro autonomo): si applica il principio di cassa. Contano i compensi effettivamente incassati nel corso dell'anno, non le fatture emesse.
  • Imprese (ditte individuali con attività d'impresa): si applica il principio di competenza. Contano i ricavi maturati nell'anno, indipendentemente dall'incasso.

Esempio pratico per professionisti

Sei un consulente. A dicembre 2026 emetti una fattura da 8.000 euro. Il cliente la paga a gennaio 2027.

  • Ai fini della soglia forfettario 2026: quei 8.000 euro non contano. Non li hai incassati nel 2026.
  • Ai fini della soglia forfettario 2027: quei 8.000 euro contano. Li hai incassati nel 2027.

Questo significa che puoi avere un fatturato nominale (somma delle fatture emesse) di 90.000 euro, ma se hai incassato effettivamente solo 83.000 euro, sei ancora forfettario per l'anno successivo.

Formula per professionisti: Soglia = Σ (compensi ricevuti sul conto corrente o in contanti nell'anno solare)

Formula per imprese: Soglia = Σ (ricavi maturati nell'anno di riferimento, anche se non ancora incassati)

Attenzione: gli acconti ricevuti contano nell'anno in cui li incassi. Se un cliente ti versa un acconto a novembre 2026 e il saldo a febbraio 2027, l'acconto è nel 2026, il saldo nel 2027.

Per approfondire tutti i requisiti del regime forfettario 2026, incluse le altre cause di esclusione, consulta la guida dedicata.


Scenario 1: superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro

Questo è il caso più comune e anche il meno urgente. Hai tempo fino al 31 dicembre per preparare la transizione.

Cosa non cambia nel 2026:

  • Continui a emettere fatture senza IVA
  • Continui a pagare l'imposta sostitutiva (5% o 15%)
  • I contributi INPS si calcolano come sempre sul reddito forfettario

Cosa cambia dal 1° gennaio 2027:

  • Entri nel regime ordinario (o regime semplificato se i requisiti lo permettono)
  • Le fatture devono riportare l'IVA (22% per la maggior parte dei servizi)
  • Devi tenere la contabilità ordinaria con registri IVA
  • Sei soggetto alle addizionali regionali e comunali IRPEF
  • Puoi portare in deduzione i costi reali (spese effettive, non solo la percentuale forfettaria)
  • Se sei Artigiano o Commerciante: perdi la riduzione del 35% sui contributi INPS, che si applica esclusivamente ai forfettari

Checklist adempimenti per la transizione al 2027

  • Apri i registri IVA (acquisti e vendite) — meglio prepararsi a novembre-dicembre
  • Aggiorna il software di fatturazione con il numero di partita IVA, il regime IVA e le aliquote corrette
  • Comunica la variazione ai clienti abituali (non è obbligatorio ma evita sorprese)
  • Verifica se hai diritto al regime semplificato (ricavi sotto soglie previste per categoria)
  • Calcola eventuali rimanenze di magazzino al 31 dicembre — potresti portare in deduzione l'IVA sulle scorte
  • Consulta il commercialista entro ottobre-novembre per pianificare la transizione

Il passaggio avviene per comportamento concludente: non esiste una comunicazione formale da presentare per l'uscita naturale da 85.000 euro. La tua nuova condizione emerge dalla dichiarazione dei redditi e dalla prima liquidazione IVA del 2027.


Scenario 2: superi 100.000 euro nell'anno

Questo è lo scenario che richiede attenzione immediata. La legge è chiara: dalla fattura che determina il superamento dei 100.000 euro, sei obbligato ad applicare l'IVA.

Come funziona nella pratica

Supponiamo che tu sia a 97.000 euro di incassi al 15 novembre 2026. Il giorno 20 novembre incassi un bonifico da 4.500 euro.

  • I tuoi incassi totali diventano 101.500 euro
  • Hai superato 100.000 euro
  • La fattura relativa a quel pagamento deve già includere l'IVA

Come gestire le fatture già emesse senza IVA

Se hai emesso fatture senza IVA che sono state incassate facendo sforare la soglia, devi emettere una nota di variazione in aumento per aggiungere l'IVA sulla fattura che ha determinato il superamento, concordando con il cliente il pagamento dell'IVA aggiuntiva.

Le fatture precedenti, già incassate prima del superamento, restano valide senza modifiche: erano corrette nel momento in cui le hai emesse.

FatturaStato al momento del superamentoCosa fare
Già emessa e già incassata (pre-soglia)Regolare, nessun problemaNulla
Fattura che ha determinato il superamentoEmessa senza IVA, già incassataNota di variazione + accordo con cliente per IVA aggiuntiva
Già emessa, non ancora incassataEmetti nota di variazione prima di incassare
Da emettere dopo il superamentoEmetti già con IVA

Calcolo dell'imposta per il periodo di transizione

L'anno fiscale si spezza in due periodi:

  1. Periodo forfettario (1° gennaio → data di superamento): reddito calcolato con coefficiente di redditività, imposta sostitutiva (5% o 15%)
  2. Periodo ordinario (data di superamento → 31 dicembre): reddito effettivo, IRPEF con scaglioni ordinari, deduzioni analitiche

Questo calcolo è articolato e richiede l'assistenza di un commercialista per l'anno di transizione. Non improvvisare sulla dichiarazione.

Per approfondire come funziona l'IVA nel regime forfettario e cosa cambia nel passaggio, consulta la guida dedicata.


💡 L'Insight di Pyva: Ogni anno, tra settembre e novembre, riceviamo un picco di accessi alla dashboard da parte di utenti che vogliono sapere dove sono rispetto alla soglia. Il pattern è sempre lo stesso: lavorano bene fino a settembre, poi il pensiero "quanto manca a 85.000?" diventa un'ossessione. La barra di avanzamento nella dashboard Pyva esiste proprio per questo: è visibile fin dall'inizio dell'anno, aggiornata a ogni fattura registrata, con alert automatici a 68.000 (80%) e 80.750 (95%). Il monitoraggio non deve essere manuale — deve essere automatico.

Come monitorare il fatturato e pianificare in anticipo

La strategia migliore è non arrivare a ottobre con 80.000 euro di incassi e tre mesi ancora da lavorare senza un piano. Tenere il controllo mensile degli incassi è una delle abitudini più utili che puoi costruire.

Soglie di allerta pratiche

Soglia raggiuntaPeriodo indicativoAzione consigliata
60.000 €Luglio-AgostoInizia a monitorare mensilmente
70.000 €SettembreParla con il commercialista
80.000 €Ottobre-NovembrePianifica la strategia incassi fino a fine anno
85.000 €Prepara la transizione al 2027
95.000 €Massima attenzione — soglia 100k vicina

Strategie per gestire gli incassi a fine anno

Se a novembre sei vicino alla soglia 85.000 ma non vuoi uscire dal forfettario, puoi legalmente posticipare gli incassi al 2027:

  • Accordati con i clienti per spostare la data di pagamento a gennaio
  • Non inviare solleciti di pagamento a dicembre se non necessario
  • Emetti la fattura a dicembre ma indica una scadenza di pagamento nel 2027

Attenzione: questo vale per il principio di cassa (professionisti). Se sei un'impresa, il criterio di competenza non ti permette questa flessibilità.

Al contrario, se sai che il 2027 sarà un anno di crescita importante, potresti voler anticipare incassi a dicembre 2026, "svuotando" l'inizio del 2027 da compensi che potrebbero avvicinarti prima alla soglia.

Una valutazione da fare: a volte conviene superare consapevolmente la soglia. Se le tue spese reali sono significative (attrezzature, collaboratori, affitti, software), nel regime ordinario puoi dedurle analiticamente. Fai i calcoli prima di decidere.


Uscire dal forfettario: gli adempimenti pratici

Sia che tu esca a fine anno (scenario 85k–100k) sia che tu esca immediatamente (scenario 100k), ci sono adempimenti concreti da gestire.

Apertura registri IVA

Nel regime ordinario devi tenere:

  • Registro fatture emesse (o registro corrispettivi per chi vende al dettaglio)
  • Registro acquisti (per detrarre l'IVA sulle spese)

Se usi un software di fatturazione, questi registri vengono generati automaticamente. Aggiorna le impostazioni con i tuoi dati IVA e verifica che le aliquote siano corrette per la tua categoria di attività.

Comunicazione ai clienti e fornitori

Non c'è obbligo legale di comunicare il cambio di regime ai clienti, ma è buona pratica avvisare quelli con cui hai rapporti continuativi. Nelle nuove fatture comparirà l'IVA, e un cliente che riceve una fattura con IVA senza preavviso potrebbe sollevare dubbi.

Credito IVA sulle rimanenze

Se al 31 dicembre hai delle rimanenze di magazzino (prodotti acquistati senza detrarre l'IVA perché eri forfettario), puoi portare in detrazione l'IVA sulle scorte esistenti al momento dell'ingresso nel regime ordinario. È una norma spesso ignorata che può generare un credito IVA significativo, da utilizzare in compensazione con i versamenti futuri.

Prima liquidazione IVA

Nel regime semplificato la liquidazione IVA è trimestrale (con opzione mensile). Il calcolo è:

IVA a debito (incassata dai clienti) − IVA a credito (pagata ai fornitori) = IVA da versare

Se il saldo è negativo, hai un credito IVA che puoi portare in compensazione o richiedere a rimborso.

Contributi INPS nel regime ordinario

  • Gestione Separata: aliquota 26,07% — non cambia rispetto al forfettario
  • Artigiani e Commercianti: perdi la riduzione del 35% riservata ai forfettari. Il calcolo torna al sistema standard con minimale contributivo, massimale e aliquota piena. Questo può rappresentare un aumento significativo dei contributi annuali.

Per approfondire il percorso inverso, c'è la guida su come passare da regime ordinario a forfettario.


Come Pyva aiuta a monitorare la soglia in tempo reale

Pyva è progettata per tenerti aggiornato sulla tua posizione rispetto alla soglia forfettario senza che tu debba fare calcoli a mano o aspettare il rendiconto del commercialista.

Cosa trovi nella dashboard:

  • Incassi cumulativi dell'anno aggiornati ogni volta che carichi un movimento o un pagamento
  • Barra di avanzamento verso la soglia 85.000 € con alert automatici quando raggiungi l'80% (68.000 €) e il 95% (80.750 €)
  • Proiezione di fine anno basata sull'andamento mensile — ti dice se, al ritmo attuale, rischi di sforare entro dicembre
  • Simulatore what-if: inserisci un fatturato ipotetico e vedi l'impatto immediato su imposte, contributi e netto in tasca

La soglia è sempre visibile, sempre aggiornata. Nessun foglio Excel, nessuna sorpresa a fine anno.

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Domande frequenti

Se supero 85.000 euro nel 2026, quando esco dal forfettario?

Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario dall'1 gennaio 2027. Per tutto il 2026 rimani forfettario. Se superi 100.000 euro, l'uscita è immediata: dalla fattura che ha fatto sforare il limite, devi applicare l'IVA.

Come si calcola la soglia di 85.000 euro? Vale il fatturato o gli incassi?

Per i professionisti (lavoro autonomo) vale il principio di cassa: contano i compensi effettivamente incassati nell'anno, non le fatture emesse. Per le imprese vale il criterio di competenza (ricavi maturati). È un errore frequente contare le fatture emesse invece degli incassi.

Se supero 85.000 euro devo subito emettere fatture con IVA?

No, se superi solo la soglia di 85.000 euro (ma non 100.000). Continui a emettere fatture senza IVA per tutto il 2026. Solo dal 1° gennaio 2027 sei in regime ordinario. Se superi invece 100.000 euro, applichi l'IVA già dalla fattura che ha determinato il superamento.

Posso monitorare il fatturato per evitare di sforare?

Sì. È consigliabile tenere un registro aggiornato degli incassi mese per mese. Se a ottobre-novembre sei vicino alla soglia, puoi posticipare alcuni incassi (accordandoti con i clienti) all'anno successivo.

Cosa succede ai contributi INPS se esco dal forfettario a metà anno?

Il cambiamento di regime non modifica il calcolo dei contributi INPS per l'anno in corso. I contributi dell'anno si calcolano sul reddito prodotto nell'intero anno secondo le regole del regime applicato. L'uscita immediata (100k) comporta una ripartizione del reddito tra i due periodi.