ISCRO Partita IVA Forfettaria: Requisiti, Importo e Domanda

30 ottobre 2026·8 min read·Giuseppe Simoni

TL;DR: L'ISCRO è l'indennità INPS per chi ha la partita IVA iscritta alla Gestione Separata, forfettari compresi (Legge 213/2023, art. 1, commi 142-155). Se la partita IVA è aperta da almeno 3 anni e nell'ultimo anno il reddito è sceso sotto il 70% della media dei due anni prima (e sotto la soglia di legge), ricevi per 6 mesi un assegno da 255,53 a 817,69 € al mese (importi 2026), fino a 4.906,14 €. Non devi chiudere la partita IVA: puoi continuare a fatturare. Attenzione: l'assegno è tassato, e per il 2026 la domanda si chiude il 31 ottobre.

Chi lavora con la partita IVA lo sa: quando un cliente importante se ne va, non c'è una cassa integrazione ad attutire il colpo. O almeno, così si pensa. Dal 2024 l'INPS ha un ammortizzatore strutturale pensato proprio per i professionisti in Gestione Separata: l'ISCRO.

È poco conosciuta, ha requisiti precisi e una finestra di domanda che si chiude ogni anno. In questa guida trovi chi può chiederla, come si calcola con il reddito forfettario e un esempio completo.


Cos'è l'ISCRO e Perché Riguarda anche il Regime Forfettario

ISCRO sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Nata in via sperimentale per il triennio 2021-2023 (Legge 178/2020), è diventata strutturale dal 2024 con la Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023, art. 1, commi 142-155).

È rivolta ai liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS: la gestione della grande maggioranza dei forfettari senza cassa propria — consulenti, sviluppatori, designer, copywriter, marketer, formatori.

Il regime fiscale non conta: forfettario o ordinario, l'ISCRO spetta allo stesso modo. Conta la gestione previdenziale. Restano quindi fuori:

  • artigiani e commercianti (gestioni INPS diverse dalla Gestione Separata);
  • i professionisti iscritti a una cassa professionale (avvocati, architetti, ingegneri, psicologi...).

I 5 Requisiti Obbligatori per Richiedere l'ISCRO

#RequisitoCosa significa in pratica
1Iscrizione esclusiva alla Gestione SeparataNiente pensione diretta, niente altre forme previdenziali obbligatorie (es. un lavoro da dipendente in corso), niente Assegno di Inclusione
2Partita IVA attiva da almeno 3 anniAlla data della domanda, per l'attività che dà diritto all'iscrizione alla Gestione Separata
3Calo del reddito oltre il 30%Il reddito dell'anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni prima
4Reddito sotto la soglia di leggeIl reddito dell'anno precedente non deve superare 12.000 € rivalutati ogni anno: 12.749,18 € per le domande 2026 (reddito 2025)
5Regolarità contributivaEssere in regola con i contributi obbligatori della Gestione Separata (DURC)

Serve anche aver presentato le dichiarazioni dei redditi degli anni presi a riferimento: l'INPS verifica i redditi da lì.

Un esempio di come leggere gli anni

Per una domanda presentata nel 2026:

  • anno del calo = 2025;
  • anni di confronto = 2023 e 2024 (la loro media);
  • reddito 2025 da confrontare con la soglia di legge.

Come si Calcola il Reddito nel Regime Forfettario per l'ISCRO

Qui si fa l'errore più frequente. L'ISCRO guarda il reddito da lavoro autonomo, non il fatturato.

Per un forfettario il reddito è quello determinato nel quadro LM della dichiarazione:

Reddito forfettario = Incassi dell'anno × Coefficiente di redditività del codice ATECO

Quindi per un consulente con coefficiente 78%:

IncassiReddito forfettario (× 78%)
30.769 €24.000 €
14.103 €11.000 €
16.345 €12.749 €

Ne derivano due conseguenze pratiche:

  1. La soglia di reddito si traduce in incassi più alti. Con coefficiente 78%, il tetto di 12.749,18 € di reddito corrisponde a circa 16.345 € incassati. Con coefficiente 67% (alcune attività) a circa 19.028 €.
  2. Il calo si misura sul reddito, ma il coefficiente è lo stesso ogni anno: se non hai cambiato attività, un calo del 30% degli incassi è un calo del 30% del reddito.

Esempio Pratico di Calcolo dell'Assegno ISCRO

Profilo: consulente forfettario in Gestione Separata, coefficiente 78%, partita IVA aperta da 6 anni. Domanda nel 2026.

AnnoIncassiReddito forfettario
202330.769 €24.000 €
202430.769 €24.000 €
2025 (anno del calo)14.103 €11.000 €

Verifica dei requisiti:

  • Media 2023-2024: (24.000 + 24.000) ÷ 2 = 24.000 €
  • 70% della media: 24.000 × 70% = 16.800 € → il reddito 2025 (11.000 €) è sotto: calo superiore al 30% ✅
  • Reddito 2025 di 11.000 € sotto la soglia di 12.749,18 € ✅
  • Partita IVA attiva da più di 3 anni ✅

Calcolo dell'assegno:

L'indennità è il 25% della media dei due anni, su base semestrale:

  1. Media annua: 24.000 €
  2. Su base semestrale: 24.000 ÷ 2 = 12.000 €
  3. 25% di 12.000 € = 3.000 € per l'intero semestre
  4. Diviso 6 mesi = 500 € al mese

Il risultato sta tra il minimo 2026 (255,53 €) e il massimo (817,69 €), quindi l'assegno è di 500 € al mese per 6 mesi, 3.000 € in totale (lordi: vedi più sotto le tasse).

Quando si arriva al massimo

Il tetto mensile 2026 di 817,69 € si raggiunge con una media dei due anni di circa 39.249 € di reddito (39.249 ÷ 2 × 25% ÷ 6 ≈ 817,69). Con redditi medi più alti l'assegno resta comunque al massimo.


Scadenza Domanda e Compatibilità con Nuove Fatture

Quando e come fare domanda

  • La domanda si presenta online sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS), tramite contact center o patronato.
  • Ogni anno l'INPS apre la procedura con un messaggio: per il 2026 la finestra va dal 15 giugno al 31 ottobre (messaggio INPS n. 1987 del 15 giugno 2026). Se leggi questa guida dopo il 31 ottobre, il prossimo turno è quello del 2027, sui redditi 2026.
  • L'indennità dura 6 mesi.
  • Dopo averla ricevuta, non puoi richiederla di nuovo nei due anni successivi a quello di inizio dell'erogazione.

Si può continuare a fatturare?

Sì. L'ISCRO non chiede di chiudere la partita IVA, al contrario: la partita IVA deve restare aperta per tutto il periodo, perché la misura serve proprio a sostenere la continuità operativa. Se cessi l'attività mentre ricevi l'assegno, l'erogazione si interrompe.

Puoi quindi continuare a lavorare, cercare nuovi clienti ed emettere fatture mentre ricevi l'indennità.

Formazione obbligatoria

La legge prevede che l'erogazione sia accompagnata da percorsi di aggiornamento professionale (art. 1, comma 155). Le modalità sono affidate a un decreto del Ministero del Lavoro: segui le comunicazioni dell'INPS dopo la domanda.

Tasse e contributi

  • L'indennità concorre alla formazione del reddito (art. 1, comma 152): non è esentasse, nonostante molti articoli online dicano il contrario.
  • In regime ordinario l'INPS trattiene una ritenuta del 20%; ai forfettari la ritenuta non viene applicata, ma l'importo va indicato in dichiarazione. Per come compilarla sul tuo caso, chiedi al CAF o al commercialista.
  • Non dà accredito di contributi figurativi ai fini della pensione.

💡 L'Insight di Pyva: L'ISCRO si basa su redditi già dichiarati, quindi chi ha un anno difficile scopre di averne diritto solo l'anno dopo, a volte quando la finestra si è già chiusa. Tenere d'occhio il proprio reddito forfettario anno su anno — non solo il fatturato del mese — è il modo più semplice per accorgersi in tempo che il calo ha superato il 30%.

Come Tenere Sotto Controllo Reddito e Contributi INPS con Pyva

Per sapere se hai diritto all'ISCRO, e soprattutto per non arrivarci impreparato, servono i numeri giusti anno per anno. Pyva te li tiene in ordine:

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Domande frequenti

Cos'è l'ISCRO e chi può chiederla?

L'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è l'indennità INPS per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che subiscono un forte calo di reddito. Resa strutturale dalla Legge 213/2023 (art. 1, commi 142-155), spetta anche ai forfettari, purché con partita IVA attiva da almeno 3 anni, reddito in calo e sotto la soglia di legge.

Quanto vale l'ISCRO?

L'indennità è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti all'ultimo. Si riceve per 6 mesi, tra un minimo e un massimo mensile rivalutati ogni anno: per il 2026 da 255,53 a 817,69 euro al mese, cioè al massimo 4.906,14 euro in totale.

Per l'ISCRO conta il fatturato o il reddito del forfettario?

Conta il reddito, non il fatturato. Per un forfettario il reddito da lavoro autonomo è quello determinato nel quadro LM: incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività del codice ATECO. Un consulente con coefficiente 78% che incassa 14.103 euro ha un reddito di 11.000 euro. Per le domande 2026 il reddito del 2025 non deve superare 12.749,18 euro.

Devo chiudere la partita IVA per ricevere l'ISCRO?

No, anzi: la partita IVA deve restare aperta. L'ISCRO serve a sostenere chi continua l'attività in un periodo di difficoltà. Se cessi la partita IVA mentre la ricevi, l'indennità si interrompe.

L'ISCRO è tassata?

Sì. La legge (art. 1, comma 152, Legge 213/2023) stabilisce che l'indennità concorre alla formazione del reddito, quindi non è esentasse. Ai contribuenti in regime ordinario l'INPS applica una ritenuta del 20%; ai forfettari la ritenuta non viene applicata, ma l'importo va comunque indicato in dichiarazione.

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