Regime Forfettario 2027: Soglia 100.000 €, Doppio Binario IVA e Simulazione Reale
TL;DR: Il Disegno di Legge di Bilancio 2027 propone un doppio binario: fino a 85.000 € incassati nulla cambia; tra 85.001 e 100.000 € resti forfettario per le imposte (coefficiente ATECO + imposta sostitutiva) ma applichi l'IVA in fattura; sopra 100.000 € esci dal regime. Per un consulente in Gestione Separata che incassa 90.000 €, la differenza è di 14.179 € l'anno: 40.265 € tra tasse e INPS in regime ordinario contro 26.086 € restando forfettario. Il testo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026 e deve ancora passare dal Parlamento: finché non è legge, valgono le regole di oggi.
📌 Dal 1° gennaio 2027 cambia la norma di riferimento. Le regole del forfettario passano dall'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 (abrogati da quella data) al Capo XXI, artt. 232-243, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, art. 377). Il contenuto resta quello che trovi qui; cambia dove è scritto. Le soglie stanno negli artt. 232 e 238, le cause di esclusione nell'art. 233: è su questi articoli che dovrà intervenire la Legge di Bilancio 2027. Dove trovi cosa: requisiti → art. 232; cause di esclusione → art. 233; IVA → art. 234; reddito, imposta sostitutiva al 15% e al 5% e niente ritenuta d'acconto → art. 235; coefficienti → Allegato D; opzione per l'ordinario → art. 237; uscita dal regime → art. 238; riduzione INPS del 35% → art. 241. In questa guida i riferimenti alla L. 190/2014 valgono fino al 31 dicembre 2026.
Ogni autunno arriva la stessa domanda: cosa cambia l'anno prossimo per il forfettario? Per il 2027 la risposta è più interessante del solito. Dopo un 2026 senza novità strutturali (lo trovi in Regime Forfettario 2026: novità e Legge di Bilancio), il Disegno di Legge di Bilancio 2027 tocca il punto che preoccupa di più chi cresce: la soglia degli 85.000 euro.
In questa guida trovi cosa prevede la proposta, perché l'IVA resta ferma a 85.000 euro, un calcolo completo a 90.000 euro e le altre scadenze del 2027 che riguardano i forfettari: il tetto per chi è anche dipendente e l'aumento dei contributi per gli avvocati.
Nota sullo stato della norma. Il Disegno di Legge di Bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026 (comunicato stampa n. 195). Al 30 ottobre il testo completo non è ancora pubblico né trasmesso alle Camere: va approvato dal Parlamento entro il 31 dicembre 2026 e può cambiare durante l'iter. Quello che sappiamo oggi viene dal comunicato del Governo; aggiorneremo questo articolo con il testo definitivo. Fino ad allora, per le tue decisioni sul 2026 valgono le regole in vigore.
Le Novità del Regime Forfettario nel Disegno di Legge di Bilancio 2027
Ecco in sintesi cosa cambierebbe rispetto a oggi:
| Tema | Oggi (2026) | Dal 2027 (DDL Bilancio 2027) |
|---|---|---|
| Incassi fino a 85.000 € | Forfettario, fatture senza IVA | Invariato |
| Incassi tra 85.001 € e 100.000 € | Esci dal forfettario dall'anno dopo | Resti forfettario per le imposte, ma con IVA in fattura |
| Incassi oltre 100.000 € | Uscita immediata, IVA dalla fattura che sfora | Esci dal forfettario (le modalità le dirà il testo) |
| Tetto reddito da lavoro dipendente | 35.000 € (proroga 2025-2026) | 30.000 €: il DDL non prevede proroghe |
| Contributo soggettivo Cassa Forense | 17% | 18% |
| Imposta sostitutiva | 15% (5% per i primi 5 anni) | Invariata |
| Acconti | 40% giugno + 60% novembre | Invariati |
| Norma di riferimento | L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 | Artt. 232-243 del nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026) |
| IRPEF (per chi è in ordinario) | 33% da 28.000 a 50.000 € | 33% esteso fino a 55.000 € |
Il resto del regime — coefficienti di redditività, aliquote, acconti, codici tributo 1790, 1791 e 1792 — non viene toccato.
Soglia a 100.000 € e "Doppio Binario" IVA: Come Funziona Davvero
Perché l'IVA non può salire oltre 85.000 €
Il regime forfettario è due cose insieme: un modo agevolato di calcolare le imposte sul reddito (imposta sostitutiva sul reddito forfettario) e una franchigia IVA, cioè il diritto di emettere fatture senza IVA.
La franchigia IVA non la decide solo l'Italia. La Direttiva UE 2020/285 (che ha modificato l'art. 284 della Direttiva IVA 2006/112, recepita in Italia con il D.Lgs. 180/2024) fissa a 85.000 euro il tetto massimo di volume d'affari entro cui uno Stato può esonerare le piccole imprese dall'IVA. L'Italia è già al massimo consentito: per andare oltre servirebbe un'autorizzazione dell'Unione europea, che il Governo ha detto di voler negoziare.
Le imposte sul reddito, invece, sono materia nazionale. Ed è qui che interviene il DDL: alza a 100.000 euro la soglia per restare nell'imposta sostitutiva, lasciando la franchigia IVA a 85.000 euro «in attesa dell'autorizzazione dell'Unione europea», come scrive il comunicato del Consiglio dei Ministri.
Le tre fasce
1. Da 0 a 85.000 € incassati — forfettario pieno. Imposta sostitutiva sul reddito forfettario, fatture senza IVA, nessuna liquidazione IVA. Esattamente come oggi.
2. Da 85.001 a 100.000 € incassati — la zona ibrida.
- Imposte sui redditi: resti nel regime forfettario. Il reddito si calcola ancora con il coefficiente del tuo codice ATECO e paghi l'imposta sostitutiva (15%, o 5% nei primi 5 anni), non gli scaglioni IRPEF dal 23% al 43%.
- IVA: applichi l'IVA in fattura (22% o l'aliquota della tua attività), fai le liquidazioni periodiche, i versamenti con F24 e la dichiarazione IVA annuale. In cambio acquisti il diritto a detrarre l'IVA sugli acquisti legati all'attività.
3. Oltre 100.000 € incassati — fuori dal forfettario. Oggi superare i 100.000 euro fa uscire in corso d'anno sia dal forfettario sia dalla franchigia IVA. Con 100.000 euro che diventa la soglia "normale" del regime, il comunicato del Governo non dice ancora come funzionerà l'uscita: se resterà immediata o se ci sarà una nuova soglia di uscita in corso d'anno lo stabilirà il testo.
I dettagli da guardare nel testo definitivo: da quale fattura scatta l'IVA nella fascia 85.001-100.000 €, come si esce sopra i 100.000 €, come si gestisce l'anno del passaggio e quali adempimenti IVA semplificati saranno previsti. Sono gli aspetti operativi che decidono quanto lavoro amministrativo comporta la zona ibrida.
Per come funziona oggi il superamento delle soglie, con gli esempi su incassi e fatture, vedi Superare 85.000 € nel forfettario: cosa succede.
Caso Reale a 90.000 €: Quanto Paghi Oggi vs Dal 2027 (−14.179 €)
Prendiamo un profilo tipico di chi rischia di sforare:
- Attività: consulente o professionista digitale, coefficiente di redditività 78%
- Previdenza: Gestione Separata INPS, 26,07%
- Imposta sostitutiva: 15% (oltre i primi 5 anni)
- Incassato nell'anno: 90.000 €, cioè 5.000 € sopra gli 85.000
- Spese reali documentate: 9.000 € (10% degli incassi, tipico di chi lavora al computer)
Confrontiamo un anno a 90.000 € tassato con le regole di oggi (sopra 85.000 € si finisce in regime ordinario IRPEF) e con quelle proposte dal DDL (si resta forfettari, con l'IVA in fattura).
| Voce di calcolo | Oggi: regime ordinario IRPEF | DDL 2027: resti forfettario | Differenza |
|---|---|---|---|
| Incassato lordo | 90.000 € | 90.000 € | — |
| Costi dedotti | −9.000 € (spese reali) | −19.800 € (22% forfettario di 90.000 €) | 10.800 € dedotti in più |
| Reddito prima dei contributi | 81.000 € | 70.200 € (90.000 × 78%) | −10.800 € |
| Contributi INPS (26,07%) | 21.117 € (21.116,70) | 18.301 € (18.301,14) | −2.816 € |
| Imponibile fiscale | 59.883 € (81.000 − 21.116,70) | 51.899 € (70.200 − 18.301,14) | −7.984 € |
| Imposte sul reddito | 19.148 € (IRPEF 17.950 € + addizionali stimate al 2% 1.198 €) | 7.785 € (imposta sostitutiva 15% su 51.898,86 €) | −11.363 € |
| Totale tasse + INPS | 40.265 € | 26.086 € | −14.179 € |
| Netto in tasca (90.000 − 9.000 spese − tasse e INPS) | 40.735 € | 54.914 € | +14.179 € |
Da dove arrivano i 14.179 euro
- Il coefficiente batte le spese reali. Il forfettario ti riconosce costi per il 22% degli incassi (19.800 €) anche se ne hai sostenuti solo 9.000. Per chi lavora con poche spese, è un vantaggio di 10.800 € di reddito in meno.
- Meno reddito, meno contributi. La Gestione Separata si paga sul reddito: 10.800 € di reddito in meno valgono 2.816 € di contributi in meno.
- Il 15% fisso contro gli scaglioni. In ordinario, sui 59.883 € di imponibile l'IRPEF arriva al 43% oltre i 50.000 € (scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre), più le addizionali regionali e comunali. L'imposta sostitutiva resta al 15% piatto, senza addizionali.
Cosa questo calcolo non dice
- L'IVA non cambia il confronto. In entrambi i casi, sopra 85.000 € applichi l'IVA. Con clienti aziende e professionisti l'IVA si incassa e si versa, senza toccare il reddito.
- Le addizionali sono stimate al 2%: il valore reale dipende da regione e comune di residenza.
- L'IRPEF usa gli scaglioni 2026. Il DDL 2027 propone anche di estendere l'aliquota del 33% fino a 55.000 € (oggi si ferma a 50.000 €): su questo imponibile l'IRPEF ordinaria scenderebbe di circa 500 €, e la differenza tra i due regimi resterebbe sopra i 13.600 €.
- Con spese alte il risultato cambia. Se le tue spese reali superano la quota forfettaria (qui 22%), il regime ordinario può tornare competitivo. Fai sempre il conto sui tuoi numeri: lo spieghiamo in Regime forfettario vs ordinario.
Impatto dell'IVA tra 85.000 € e 100.000 €: Clienti B2B vs Clienti Privati (B2C)
Restare nel forfettario sopra 85.000 € conviene sulle imposte, ma l'IVA in fattura pesa in modo molto diverso a seconda di chi sono i tuoi clienti.
Clienti B2B (aziende e professionisti con partita IVA)
Per loro l'IVA è neutra: la pagano a te e la recuperano in detrazione.
| Fattura da 1.000 € | Prima | Con IVA |
|---|---|---|
| Imponibile | 1.000 € | 1.000 € |
| IVA 22% | — | 220 € |
| Totale fattura | 1.000 € | 1.220 € |
| Costo reale per il cliente | 1.000 € | 1.000 € (i 220 € li detrae) |
| Tu incassi per te | 1.000 € | 1.000 € (i 220 € li versi allo Stato) |
Il tuo compenso non cambia. Cambia il lavoro amministrativo: liquidazioni periodiche, F24 dell'IVA, dichiarazione annuale.
Clienti privati (B2C)
Per un privato l'IVA è un costo secco: non la può detrarre. Hai due strade:
| Fattura da 1.000 € | Alzi il prezzo | Assorbi l'IVA |
|---|---|---|
| Il cliente paga | 1.220 € | 1.000 € |
| Di cui IVA da versare | 220 € | 180,33 € |
| Resta a te | 1.000 € | 819,67 € |
Se assorbi l'IVA, su ogni 1.000 € incassati te ne restano 819,67: il 18,03% in meno di ricavo. Se alzi il prezzo, il cliente paga il 22% in più. Per chi lavora soprattutto con privati (formatori, coach, fotografi per eventi, professionisti sanitari non esenti) questo può mangiarsi buona parte del vantaggio sulle imposte.
Il lato positivo: l'IVA sugli acquisti
Da forfettario non detrai l'IVA sugli acquisti: è un costo. Nella zona ibrida, invece, con l'IVA in fattura diventa detraibile l'IVA su computer, software, consulenze e attrezzatura legati all'attività. Per chi ha acquisti importanti in quell'anno è un recupero concreto.
Lavoro Dipendente e Pensione: Soglia 30.000 € o 35.000 € nel 2027
Non puoi applicare il forfettario se nell'anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati (pensioni comprese) sopra una certa soglia: è la causa di esclusione della Legge 190/2014, art. 1, comma 57, lettera d-ter, che dal 2027 diventa l'art. 233, comma 1, lettera f) del nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026).
- La regola strutturale è 30.000 euro lordi, quelli della Certificazione Unica, non il netto in busta paga.
- Per il 2025 e il 2026 la soglia è 35.000 euro: per il 2025 l'ha alzata la Legge 207/2024 (Bilancio 2025), per il 2026 la Legge 199/2025 (Bilancio 2026, art. 1, comma 27).
- Per il 2027 il DDL approvato dal Consiglio dei Ministri non contiene una nuova proroga, e il nuovo TUIR in vigore dal 2027 scrive 30.000 euro (art. 233, c. 1, lett. f). Se il Parlamento non interviene, è questa la soglia, verificata sui redditi da dipendente del 2026.
L'eccezione: se il lavoro finisce entro il 31 dicembre
La soglia non conta se il rapporto di lavoro dipendente è cessato entro il 31 dicembre dell'anno precedente, senza che ne sia iniziato un altro e senza pensione.
Esempio: RAL 2026 di 48.000 €, dimissioni con ultimo giorno il 30 dicembre 2026, nessun nuovo contratto. Nel 2027 puoi aprire in forfettario, anche se nel 2026 eri ben sopra i 30.000 o 35.000 €.
Resta però l'altro vincolo, la lettera d-bis (dal 2027 art. 233, c. 1, lett. e del nuovo TUIR): sei escluso se fatturi in prevalenza all'ex datore di lavoro (o a soggetti a lui riconducibili) con cui hai avuto un rapporto di lavoro nei due anni precedenti. Il dettaglio, con esempi, è in Regime forfettario e lavoro dipendente.
Professionisti con Cassa: L'Aumento Cassa Forense al 18% dal 2027
Per gli avvocati il 2027 porta l'ultimo gradino della riforma contributiva della Cassa Forense: il contributo soggettivo sale al 18% del reddito netto professionale, dopo il 16% del 2025 e il 17% del 2026.
| Anno | Contributo soggettivo Cassa Forense |
|---|---|
| 2025 | 16% |
| 2026 | 17% |
| 2027 | 18% |
Un avvocato forfettario con 40.000 € incassati e coefficiente 78% ha un reddito di 31.200 €: il punto in più di aliquota vale 312 € di contributi in più rispetto al 2026. Restano dovuti il contributo integrativo e il contributo minimo soggettivo, rivalutato ogni anno (dimezzato nei primi anni per chi si iscrive prima dei 35 anni).
Il reddito su cui si calcolano i contributi della cassa è sempre il reddito forfettario (incassato × coefficiente), e i contributi versati si deducono prima di calcolare l'imposta sostitutiva.
💡 L'Insight di Pyva: La soglia degli 85.000 euro oggi è un muro: superarla di un euro cambia regime l'anno dopo. Con il doppio binario diventerebbe un gradino, ma con due conti da fare invece di uno: quanto risparmi di imposte e quanto ti costa l'IVA con i tuoi clienti. È un calcolo che dipende dal tuo mix di clienti aziende e privati, e va fatto prima di dicembre, non dopo.
Come Simulare Tasse e Soglie con Pyva
Il DDL non è ancora legge, ma la soglia degli 85.000 euro conta già per il 2026. Pyva ti aiuta a non arrivarci al buio:
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Quando il testo della Legge di Bilancio 2027 sarà definitivo, le nuove regole entreranno nel motore di calcolo.
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- IVA nel regime forfettario
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Domande frequenti
La soglia del regime forfettario sale a 100.000 euro nel 2027?
Il Disegno di Legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, porta da 85.000 a 100.000 euro la soglia del regime forfettario ai fini delle imposte sui redditi (imposta sostitutiva al 5% o 15%). La soglia per l'esenzione IVA resta a 85.000 euro, il massimo consentito dalla Direttiva UE 2020/285, in attesa di un'autorizzazione europea: tra 85.001 e 100.000 euro si resterebbe forfettari per le imposte ma con l'IVA in fattura. Diventa legge solo con l'approvazione del Parlamento entro il 31 dicembre 2026.
Cosa succede se incasso 90.000 euro con le nuove regole 2027?
Con le regole attuali, incassare 90.000 euro comporta l'uscita dal forfettario dall'anno successivo e il passaggio all'IRPEF ordinaria (23%-43%). Con la riforma proposta per il 2027, a 90.000 euro si resterebbe nel regime forfettario (reddito calcolato col coefficiente ATECO e imposta sostitutiva al 15% o 5%), dovendo però applicare l'IVA in fattura. Per un consulente con coefficiente 78% in Gestione Separata e 9.000 euro di spese, tra imposte e contributi la differenza è di 14.179 euro l'anno.
Qual è il limite di reddito da lavoro dipendente per il forfettario nel 2027?
La soglia strutturale prevista dalla Legge 190/2014 (art. 1, c. 57, lett. d-ter) è di 30.000 euro lordi annui, ed è la cifra scritta anche nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi che dal 2027 sostituisce quella norma (art. 233, c. 1, lett. f, D.Lgs. 117/2026); innalzata temporaneamente a 35.000 euro per il 2025 (Legge 207/2024) e il 2026 (Legge 199/2025). Il Disegno di Legge di Bilancio 2027 approvato dal Governo non prevede una nuova proroga: senza modifiche in Parlamento, dal 2027 torna a 30.000 euro. La soglia non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato entro il 31 dicembre dell'anno precedente.
Quanto pagano di contributi gli avvocati forfettari nel 2027?
Dal 1° gennaio 2027 il contributo soggettivo Cassa Forense sale al 18% del reddito netto professionale, dopo il 16% del 2025 e il 17% del 2026, come previsto dalla riforma 2025-2027. Resta dovuto il contributo minimo soggettivo, aggiornato ogni anno con la rivalutazione ISTAT e dimezzato nei primi anni per chi si iscrive prima dei 35 anni.